Sul Titanic

Sotto la ‘cenere’ della pandemia cova il fuoco dei Forconi siciliani che si vanno riorganizzando. Parla Franco Crupi

Condividi
  • Una chiacchierata telefonica con uno dei leader storici dei Forconi siciliani, Franco Crupi 
  • “Pensiamo a una federazione di Movimenti sul modello di Noi Siciliani degli anni ’90”
  • “Stiamo riflettendo sulle prossime elezioni regionali siciliane”

Una chiacchierata telefonica con uno dei leader storici dei Forconi siciliani, Franco Crupi 

Ritornano i Forconi siciliani per difendere la dignità di un Popolo oppresso? Sembrerebbe proprio di sì. Anche se il momento non è dei migliori, causa restrizioni imposte dalla pandemia, in tanti centri della Sicilia il Movimento dei Forconi sarebbe in fase di ricostituzione.  “Pensiamo a una federazione di Movimenti, accomunati dagli stessi obiettivi”, ci dice Franco Crupi, che è stato tra la fine del 2011 e i primi mesi del 2012 uno dei leader del movimento dei Forconi. Assieme a lui c’erano Martino Morsello, Franco Calderone (oggi coordinatore in Sicilia di Equità Territoriale, il movimento meridionalista fondato dallo scrittore e giornalista, Pino Aprile), Mariano Ferro e tanti altri. Una protesta nata in Sicilia come atto di ribellione democratica che, partita dagli agricoltori e dagli autotrasportatori, si estese via via ad altre categorie sociali, allargandosi a macchia di leopardo anche al resto d’Italia e provocando la paralisi del trasporto su gomma dell’intero Paese. Blocchi stradali e ferroviari, assalti urbani, presidi, cortei, volantinaggi. In poche settimane la Sicilia venne​ bloccata. Ma chi c’era dietro questa rivolta di piazza? Quali erano le rivendicazioni portate avanti? Non è facile rispondere, anche perché in piazza scesero agricoltori e alcune sigle degli autotrasportatori, e la rivolta si estese anche ad artigiani e commercianti, piccoli imprenditori, associazioni, disoccupati, studenti, cittadini. «Fermiamo l’Italia», questo fu il nome della protesta che accomunava «il popolo di tutto il mondo del lavoro».

“Pensiamo a una federazione di Movimenti sul modello di Noi Siciliani degli anni ’90”

Dice Franco Crupi: “Il Movimento dei Forconi prese corpo dai contadini ed adottò i «Forconi» come simbolo. Un simbolo del lavoro che nella storia ricorre spesso nelle rivolte popolari. Ancora oggi, come allora, non ci riconosciamo nei sindacati di categoria, perché loro, i sindacati, difendono le categorie, mentre la nostra fu una protesta del popolo sovrano”. La parola “popolo” viene pronunciata spesso da Grupi nella chiacchierata telefonica. “La nostra è stata una rivoluzione di popolo che qualcuno, all’interno del Movimento, ha deciso di bloccare dopo essere andato a Roma. Personaggi da dimenticare. Ma stiamo tornando. Ci stiamo riorganizzando. Tenendo conto del momento difficile. La pandemia c’è e ne dobbiamo tenere conto. Ma c’è anche tanta voglia di tornare in piazza per far risplendere le idee forti dei Forconi. Come ho detto, stiamo lavorando a una federazione di Movimenti, legati dal simbolo dei Forconi nella bandiera. Penso a una federazione sul modello di Noi Siciliani, Movimento che negli anni ’90 ha avuto un ruolo importante nella nostra Isola. Oggi, come dieci anni fa, torniamo a riproporre i nostri valori, a cominciare dalla dignità di vivere e di lavorare nella nostra terra di appartenenza. Il Movimento dei Forconi non ha esaurito la propria azione, perché le questioni sollevate allora sono le stesse di quelle di oggi, se non più gravi. E’ per questo che sta tornando all’ordine del giorno la voglia di incontrarci nelle strade e nelle piazze, quando le condizioni ce lo consentiranno. Nel nome della democrazia. Per difendere la dignità, condividendo la nostra lotta con tutta la comunità siciliana. Siamo pronti a tornare a batterci contro le leggi ingiuste, contro i politicanti da strapazzo e contro i partiti​ nazionali che pensano solo a potere e poltrone”. Chiediamo: parlate anche di sicilianismo e indipendentismo? “Anche – ci risponde Crupi -. Siamo stanchi dei politici siciliani ascari”.

“Stiamo riflettendo sulle prossime elezioni regionali siciliane”

Crupi ci racconta dei tanti gruppi che stanno nascendo in tanti centri della Sicilia. E non soltanto in Sicilia. “Anche in Calabria – ci dice – sono interessati al Movimento dei Forconi. Credo che in tutto il Sud Italia i Forconi prenderanno piede. E’ solo questione di tempo. Per essere precisi, abbiamo contatti anche in Toscana e in Veneto”. Oggi il malessere sociale è tanto. Accentuato dalla crisi economica provocata dalla pandemia. Chiediamo a Crupi: uno dei leader dei Forconi, Mariano Ferro, si è avvicinato al Movimento Siciliani Liberi. “Abbiamo già avvertito Siciliani Liberi – ci risponde -. Siamo disponibili a parlare con tutti. Ma debbono parlare con noi”. Ultima domanda: State riflettendo sulle elezioni regionali siciliane del prossimo anno?  “Ci stiamo riflettendo e ci stiamo organizzando – ci risponde Crupi -. Quello che posso assicurare è che faremo di tutto per non andare in ordine sparso”.

Visualizza commenti

Pubblicato da