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Dopo lo scippo di Recovery e dei fondi in agricoltura Draghi e i suoi compari rispolverano l’Autonomia differenziata o Secessione dei ricchi

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  • La notizia del ritorno dell’Autonomia differenziata per fregare il Sud e la Sicilia la leggiamo in un comunicato di Rifondazione comunista 
  • Ora meridionali e siciliani hanno tre buoni motivi  per non votare più PD, Movimento 5 Stelle, Lega, Forza Italia e Italia Viva di Renzi  

La notizia del ritorno dell’Autonomia differenziata per fregare il Sud e la Sicilia la leggiamo in un comunicato di Rifondazione comunista 

Pensavamo – a quanto pare sbagliando – che con l’avvento della pandemia le regioni del Nord Italia, Lombardia e Veneto in testa, avrebbero, se non abbandonato, quanto meno ritardato il progetto di Autonomia differenziata, ovvero un nuovo scippo di risorse finanziarie alle Regioni del Sud. Prima che il virus SARS-COV-2 arrivasse in Italia il Governo Conte bis sembrava orientato a far partire l’Autonomia differenziata, che non sarebbe altro che una forma di secessione dei ricchi. Ricordiamo che l’allora Ministro delle Regioni, Francesco Boccia, PD, sembrava pronto per la grande riforma. Poi è arrivata la pandemia e tutto si è fermato. Ora invece, a giudicare da quello che leggiamo in un comunicato di Rifondazione comunista, sembrerebbe che il Governo di Mario Draghi abbia deciso di riprendere il progetto per l’ennesimo scippo al Sud. “Il Consiglio dei Ministri – scrivono Mimmo Cosentino, segretario Regionale Sicilia di Rifondazione comunista, e Tonia Guerra, responsabile campagna NO autonomia differenziata dello tesso partito – ha licenziato il Documento di Economia e Finanza 2021. Con grande cinismo e noncuranza verso la tragedia della pandemia, viene riproposto, fra i disegni di legge collegati alla decisione di Bilancio, il disegno di legge ‘per l’attuazione dell’Autonomia differenziata, di cui all’articolo 116, 3° comma della Costituzione’. Si tratta della stessa procedura tentata l’anno scorso dal governo Conte ma bloccata per la rivolta dei Comitati e delle forze che si oppongono al regionalismo separatista e (illusione!) per un auspicato rigurgito di pudore governativo di fronte allo spettacolo indecoroso offerto dalla frantumazione del servizio sanitario e dal protagonismo dei sedicenti ‘governatori’ nell’affrontare l’emergenza, con responsabilità enormi di cui rispondere alle comunità che amministrano, alle vittime e in alcuni casi alla Magistratura. Insistere con questo progetto significa delegare piena autonomia a 20 staterelli, non solo in campo sanitario, ma per scuola, infrastrutture, ambiente e altre decine di materie, con vantaggio dei territori più ricchi che tratterrebbero risorse sottraendole al resto della collettività. Il virus dimostra che così si perde tutti. Il ‘governo dei migliori’ evidenzia i suoi decantati meriti per la solerzia con cui fa gli interessi dei più forti e dei poteri economici ben rappresentati dal presidente- banchiere, con un Parlamento consenziente e privo di un’opposizione di sinistra. Eravamo contrari al disegno di legge Boccia e ci inquieta ulteriormente il fatto che la Lega ne sia componente determinante e che questa materia sia gestita dalla ministra Gelmini (Maria Stella Gelmini, Forza Italia ndr), assurta a ruolo di titolare del Ministero per gli Affari Regionali e le Autonomie. È necessario bloccare immediatamente questo processo, nella prospettiva di mettere mano al comma 3° dell’art 116 della Costituzione, frutto avvelenato di una pessima riforma, alla quale fin d’allora ci opponemmo, varata in modo insensato nel 2001 da un governo di centrosinistra”.

Ora meridionali e siciliani hanno tre buoni motivi  per non votare più PD, Movimento 5 Stelle, Lega, Forza Italia e Italia Viva di Renzi  

Stupiti di questa notizia? No. Ricordiamo che, in questi giorni, un’altra Ministra di Forza Italia del Governo Draghi, Mara Carfagna, ha deciso di avallare lo scippo di 60 miliardi di euro al Sud, con riferimento alle risorse del Recovery Fund. E che nelle stesse ore un terzo Ministro del Governo Draghi – il titolare delle Politiche agricole , il grillino Stefano Patuanelli – sta avallando lo scippo di 2 miliardi di euro alle agricolture delle Regioni del Sud Italia (solo in Sicilia si prevede lo scippo di 400 milioni di euro). Un Governo di ‘meridionalisti’, quello di Draghi e dei suoi compari. Ora, se questi scippi fossero stati patrocinati dalla Lega di Matteo Salvini, beh, la cosa sarebbe stata odiosa ma comprensibile. Invece questi tre scippi partono da due Ministri di Forza Italia (la Gelmini e la Carfagna) e da un ministro grillino (Patuanelli).  Che dire? Che questi due partiti – Forza Italia e Movimento 5 Stelle – non sono più interessati ai voti del Sud e della Sicilia. Antimeridionalismo del PD e della Lega (e, per quello che contano in termini elettorali, anche dei renziani) eravamo abituati: ora abbiamo anche il conclamato antimeridionalismo di Forza Italia e dei grillini. Insomma, oggi i meridionali e i siciliani hanno tre buoni motivi per non votare più PD, Movimento 5 Stelle, Lega, Forza Italia e Italia Viva di Renzi: lo scippo dei fondi del Recovery, lo scippo dei fondi agricoli e lo scippo della riproposta Autonomia differenziata.

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