Sul Titanic

Formazione in Sicilia: a cosa serve la riqualificazione senza la ricollocazione?

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  • Così com’è stata impostata, in effetti, questa riqualificazione sembra l’ennesima perdita di tempo da parte del Governo regionale 
  • La riqualificazione ha un senso se ai lavoratori viene garantita la fine della precarietà
  • Ma l’impegno della politica non è quello di porre fine alla crisi del settore? 
  • La richiesta: allungare i tempi a far data dal 15 Febbraio  

da Silvia Potenza
responsabile provinciale di Palermo del Sifus Confali
riceviamo e pubblichiamo 

Così com’è stata impostata, in effetti, questa riqualificazione sembra l’ennesima perdita di tempo da parte del Governo regionale 

Il popolo della Formazione è in fibrillazione: una nota, rivolta a tutti gli operatori iscritti all’Albo ex art.14 legge regionale 24/76, a firma della dottoressa Patrizia Valenti, dirigente generale e datata 28 gennaio 2021, invita chi è interessato a partecipare al piano di riqualificazione ad ottemperare ad alcune incombenze burocratiche sulla piattaforma Sarf dell’Assessorato alla Formazione Professionale. I lavoratori, già allo stremo delle forze, che in questi anni di battaglie per il lavoro hanno visto arretrare il fronte dei loro diritti (leggi fondo di garanzia e legge 25 per esempio), dinanzi a questo nuovo percorso di riqualificazione si trovano svuotati e confusi allo stato delle cose.

La riqualificazione ha un senso se ai lavoratori viene garantita la fine della precarietà

Da un lato apprezzano la attivazione di tali percorsi di riqualificazione che rispondono anche ad una necessità di reddito, a cui la legge regionale e il governo nazionale hanno risposto; dall’altro però manifestano tutta la loro preoccupazione sul fatto che oltre tale riqualificazione, il sistema di governo regionale non prevede la “ricollocazione” e quindi la sicurezza e i diritti pieni alla stabilizzazione e la fine di ogni stato di precarietà. Se la riqualificazione dovesse partire senza reali progetti di ricollocazione, sarebbe una ennesima beffa, un nuovo contentino assistenzialista e fors’anche uno spreco illogico.

Ma l’impegno della politica non è quello di porre fine alla crisi del settore? 

I lavoratori rammemorano come si è giunti alla disponibilità delle somme oggi messe in campo, ricordano come sia negli atti preparatori in aula, sia negli interventi degli onorevoli che del relatore on. Vincenzo Figuccia, la destinazione delle somme era imprescindibilmente legata alla futura ricollocazione e alla fine di ogni stato di crisi del settore. Queste sono le cause vere della fibrillazione di cui la Amministrazione regionale deve farsi carico, ben ricordando come altri precedenti percorsi di riqualificazione, Magister o Cesar, per esempio, non abbiamo saputo realmente determinare il profitto della piena occupabilità dei loro partecipanti, né l’utilizzo pieno delle loro competenze maturate.

La richiesta: allungare i tempi a far data dal 15 Febbraio  

Per altri versi i tempi di riscontro alla nota della dottoressa Valenti sembrano molto esigui, molto brevi: già da oggi taluni Patronati rilevano che l’Inps, nel suo regolamento interno, prevede che il rilascio del documento estratto conto certificativo possa avvenire al limite dei 60 giorni. È chiaro che in casi singoli e complessi di taluni lavoratori, ciò possa accadere e quindi fare sorgere possibili opposizioni e ricorsi. Per evitare la tal cosa invitiamo l’amministrazione ad allungare i tempi perentori fissati a 20 giorni a fare data dal 15 febbraio.

 

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