Sul Titanic

Emergenza Coronavirus: a Roma c’è chi vorrebbe riaprire le scuole con l’arrivo dell’Inverno: mah…

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Noi, sicuramente, non siamo tifosi dell’attuale Governo nazionale, che a nostro avviso, nella gestione della pandemia ha commesso troppe leggerezze. Ma insistere con la riapertura delle scuole con l’arrivo dell’Inverno a noi sembra sbagliatissimo!

Emergenza COVID- 19: confessiamo che seguiamo con difficoltà gli atti e le parole del capo del Governo italiano, Giuseppe Conte, e dei suoi Ministri. Notiamo, ad esempio, una contraddizione: da un lato c’è un appello ai medici in pensione per farli lavorare negli ospedali; dall’altro lato lo stesso Governo, per bocca del Ministro della Pubblica Istruzione, Lucia Azzolina, non esclude la riapertura delle scuole.

Già è piuttosto singolare invitare i medici in pensione a lavorare in una sanità pubblica che, come nella prima ondata, continua a registrare contagi tra il personale medico. Ma fino a qui c’è poco da dire, visto che, alla fine, sono i medici in pensione che debbono decidere se risponde sì all’appello del Governo.

Lascia invece perplessi la posizione della Ministra Azzolina, che vorrebbe riaprire le scuole. Noi – non da ora, ma dallo scorso Agosto – non abbiamo fatto altro che scrivere che in piena pandemia la riapertura delle scuole è un errore. Per un motivo semplice: perché la scuola tra studenti, docenti, genitori, nonni, zii, cugini e via continuando interessa un’ampia fascia della popolazione. Il fatto che gli studenti positivi siano pochi non significa molto: il problema sta nel ‘rimescolamento’ del virus che l’apertura della scuola provoca nella popolazione, fenomeno che si accentua se aumenta la pressione nei trasporti pubblici.

Tutte cose che si sono puntualmente verificate, se è vero che la pressione degli studenti sui mezzi di trasporto pubblico ha fatto aumentare i contagi.

Non solo. Chiudendo tutte le scuole di ordine e grado della Puglia, il presidente di questa Regione, Michele Emiliano, ha detto:

“Abbiamo dovuto prendere una decisione difficile, quella di sospendere la didattica in presenza in tutte le scuole di ogni ordine e grado. Nelle scuole primarie abbiamo numeri pesantissimi, restano escluse dal provvedimento le scuole per l’infanzia, dove la frequenza non è obbligatoria. Abbiamo verificato che l’aumento dei contagi è coinciso con la riapertura delle scuole”.

Come si possa pensare di riaprire le scuole solo perché, dopo le chiusure, anche pesanti, disposte da Governo nazionale e dalle Regioni, si registri un lieve miglioramento non riusciamo proprio a comprenderlo.

Nessuno, sia chiaro, è felice nel vedere le scuole chiuse. A tutti coloro che continuano a parlare di riapertura delle scuole – per giunta in prossimità dell’arrivo dell’Inverno, quando in generale i virus diventano più insidiosi e quando al Coronavirus si aggiungerà l’influenza stagionale – va detto che nella dolorosa opzione che ha portato alla chiusura delle scuole non c’è nulla di ideologico: è solo un provvedimento adottato per tutelare la salute pubblica!

Semmai l’errore è stato commesso dal Governo nazionale e, segnatamente, dal Ministero della Pubblica Istruzione, che avrebbe dovuto mettere nel conto la seconda ondata di pandemia e organizzare per tempo la didattica a distanza. Il Ministero ha avuto quattro mesi di tempo per organizzare la didattica a distanza, ma non l’ha fatto, perché ha puntato tutto sulla riapertura delle scuole.

Un altro errore dell’attuale Governo nazionale che di errori, da quando è esplosa la pandemia, ne ha commessi tanti, forse troppi!

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