Sul Titanic

Centotrentadue sindaci della della aree montane della Sicilia chiedono l’approvazione della legge sulle Zone Franche Montane

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La legge deve essere varata dal Parlamento nazionale. I centotrentadue sindaci hanno inviato una lettera ai vertici politici e istituzionali della Sicilia affinché facciano sentire la loro voce a Roma  

Con l’attuale emergenza Coronavirus che calamita tutto e tutti la politica troverà il tempo per occuparsi anche di altro? Ce lo chiediamo perché non solo abbiamo la sensazione che troppi settori della vita pubblica sono stati abbandonati, ma perché registriamo anche inviti alla politica a non perdere di vista l’attività pubblica in generale. E’ il caso di centotrentadue sindaci delle terre alte di Sicilia che stamattina hanno inviato una lettera indirizzata al presidente del Parlamento siciliana, Gianfranco Miccichè, al presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, e a tutti i deputati nazionali di Camera e Senato “per ricordare loro che tantissimi siciliani aspettano l’approvazione della legge sull’istituzione delle Zone Franche Montane (ZFM)”.

“Le terre alte della Sicilia, che rappresentiamo, attendono questa misura di politica economica, finalizzata alla fiscalità di sviluppo, da oltre duemila giorni – si legge nella lettera -. Riteniamo ingiustificato e dannoso per la nostra economia il rallentamento della procedura in itinere, poiché l’assunzione delle suddette determinazioni permetterebbe ai nostri operatori economici di guardare al futuro con fiducia. Chiediamo con decisione che il percorso venga definito entro la fine dell’anno corrente”.

Chiedono a gran voce che la legge venga approvata al più presto dai due rami del Parlamento nazionale: da qui l’invito alle cariche politiche più importanti della Sicilia per accelerare l’approvazione della legge.

“È opportuno sottolineare in questa sede – aggiungono – come l’autorizzazione dei due rami del Parlamento non potrà essere negata, sia perché la copertura finanziaria delle ZFM avviene con fondi della Regione siciliana, sia per coerenza con la previsione degli Statuti delle altre Regioni a Statuto speciale. Tutti gli approfondimenti – se pur legittimi – al di fuori delle questioni predette costituirebbero un’ingerenza politica da parte dello Stato ed una violazione delle prerogative attribuite al Parlamento siciliano”.

“La celerità della definizione dell’iter parlamentare – conclude la missiva – renderebbe disponibili, fin dal 1° gennaio 2021, le somme destinate dal Parlamento siciliano (300 mln di euro l’anno) in attesa che vengano individuate altre risorse per la messa a pieno regime della misura a cui sono interessati oltre 25 mila operatori economici e di conseguenza tutti i resilienti delle terre alte di Sicilia”.

“Le Zone Franche Montane in Sicilia sono una misura differenziata per realtà diversificate. – dicono dal comitato promotore delle ZFM -. Lo Stato e la Regione siciliana non possono considerare le terre alte dell’Isola eguali ad altre realtà. Ai parlamentari nazionali chiediamo impegno e facciamo appello al loro senso di responsabilità che faccia uscire dalla fragilità i nostri paesi di montagna. È urgente ridare fiducia ai resilienti”.

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