Sul Titanic

Cateno De Luca minaccia di occupare l’assessorato regionale alle Attività produttive (e magari di fare le scarpe a Musumeci…)

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Vi raccontiamo come con una mossa molto abile il sindaco di Messina, Cateno De Luca, ha messo nel sacco il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, e il centrodestra siciliano. Questa polemica – peraltro su un tema serio – quasi quasi ufficializza la candidatura di De Luca alla presidenza della Regione nel 2022

Qualcosa ci dice, leggendo i comunicati stampa del sindaco di Messina, Cateno De Luca, che nel 2022, la battaglia politica ed elettorale avrà due candidati: il presidente della regione uscente, Nello Musumeci, che si ricandiderà per il centrodestra, e l’attuale sindaco di Messina, Cateno De Luca, che potrebbe raccogliere l’appoggio di vari soggetti politici.

Certo, magari ci saranno altri candidati: probabilmente quello che resterà del Movimento 5 Stelle (quasi niente, secondo noi) si alleerà con il PD: ma non avranno dove andare. Non sappiamo che faranno led ante anime del sicilianismo, sempre rigorosamente in ordine sparso: ma non ci sarebbe da stupirsi se, alla fine, almeno una parte di questi movimenti convergerà su De Luca.

Intanto De Luca è già in campagna elettorale, se è vero che, da sindaco della Città dello Stretto, cerca in tutti i modi di ‘regionalizzare’ il suo ruolo. Il comunicato di queste ore, ad esempio, è emblematico della voglia di De Luca di ‘affacciarsi’ neòòo scenario politico regionale:

“Con una nota indirizzata all’Assessore Regione per le Attività Produttive, Mimmo Turano – leggiamo nel comunicato – il sindaco di Messina, ha espressamente chiesto che sia pubblicato l’avviso entro una settimana dal ricevimento della nota, per sbloccare oltre 200 milioni di euro a fondo perduto destinati agli imprenditori”.

“La nostra economia è al collasso – dice il sindaco della Città dello Stretto – e ancora da Palermo si tergiversa sullo stanziamento dei fondi da destinare al sostegno economico degli imprenditori? La nota indirizzata al Governo regionale per tramite dell’Assessore Turano mira a dare un chiaro segnale: non ci stiamo a tale gioco al massacro. Allo scadere della settimana dalla ricezione del documento, ogni ulteriore ritardo non solo contribuirà ad aggravare la situazione socio-economica, ma costituirà anche ragione di un inaccettabile insipienza amministrativa di cui non intendo in nessun modo farmi complice. Pertanto, trascorso tale termine, mi vedrò costretto ad occupare gli uffici dell’Assessorato a fianco dei comparti produttivi, al fine di risolvere questa inadempienza che rende ancora più gravosa l’emergenza socio-economica”.

Dopo di che De Luca si rivolge al parlamentare regionale “Danilo Lo Giudice (e lui politicamente vicino ndr) e tutti i parlamentari siciliani, a presentare un’interrogazione parlamentare urgente al fine di verificare le motivazioni in base alle quali, alla data attuale, tali risorse non sono ancora state messe a disposizione delle imprese del territorio regionale”.

“Con una delibera di Giunta, tre giorni fa – continua De Luca – la mia Amministrazione ha varato un Piano emergenziale nell’ambito della quale, tra le altre azioni, ha previsto un importo complessivo pari a € 4.633.808,40 per misure di sostegno straordinario a fondo perduto, destinate al capitale circolante nelle aziende, microimprese artigiane, commerciali, industriali, di servizi e alberghiere in crisi del comune di Messina a seguito della pandemia da Covid 19. Tale contributo una tantum, previsto nel quadro finanziario di Agenda Urbana del comune di Messina a valere sulla quota territorializzata delle misure 3.3.2 e 3.3.4 del PO FESR, necessita di un avviso pubblico regionale per l’erogazione diretta delle risorse alle imprese”.

“Le restrizioni alle attività produttive, al commercio, allo sport e allo spettacolo, imposte dall’ultimo DPCM – aggiunge il Sindaco peloritano – potrebbero dare la stangata definitiva a dei comparti già alla canna del gas. Purtroppo è sotto gli occhi di tutti il recente fallimento della piattaforma del Click Day per il Bonus Sicilia che, dopo poche ore dal suo avvio a causa di un deficit infrastrutturale, è miseramente fallito non consentendo alle migliaia di aziende che ne avevano fatto richiesta di accedere all’importo di 125 milioni di € a valere sulla quota regionale delle misure 3.3.2 e .3.3.4 del PO FESR. E inoltre paradossale che, sin dal primo lockdown in data 29/5/2020 fu convocata una videoconferenza con i Sindaci dei comuni siciliani destinatari della quota territorializzate dei regimi di aiuto alle imprese su Agenda Urbana per la riprogrammazione di tali risorse in misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza COVID-19 e ad oggi, pur avendo espletato tutti i passaggi amministrativi necessari per la riprogrammazione, a distanza di 5 mesi non abbiamo nessuna notizia in merito all’avvio dell’avviso e nè abbiamo ricevuto alcuna comunicazione in merito a quando le imprese della città di Messina riceveranno questo contributo una tantum per l’emergenza epidemiologica”.

“Purtroppo non siamo l’unica città in tale condizione – conclude De Luca, invitando di fatto i sindaci di altre città siciliane a richiedere queste somme -. Ci sono ben 5 Autorità Urbane e 20 GAL in Sicilia titolari di fondi territorializzati per le imprese, per un ammontare di € 48.410.028,74 che sono in attesa di vedere pubblicato un avviso per garantire un ristoro ai rispettivi territori ormai sull’orlo di un fallimento. Siamo stanchi dello scaricabarile istituzionale. Ribadisco il concetto: se entro una settimana non cambierà nulla, occuperemo le sedi istituzionali preposte per pretendere ciò che ci spetta. Non siamo più disposti a ulteriori perdite di tempo”.

La mossa di De Luca è molto abile per almeno due motivi. Intanto, considerato che quasi tutti i Comuni siciliani sono senza soldi, li sensibilizza e se non li mette contro il Governo regionale fa comunque qualcosa di simile.

Ma la parte più intelligente della mossa politica di De Luca sta nella minaccia di occupare l’assessorato regionale alle Attività produttive. Così facendo, il sindaco di Messina mette in riga l’attuale Governo regionale.

Se il Governo Musumeci, in un modo o nell’altro, cercherà di ritardare l’erogazione di queste somme, il sindaco di Messina con robuste e numerose ‘truppe cammellate’ si catapulterà ad occupare l’assessorato alle Attività produttive, acquisendo una grande visibilità politica e mediatica.

Se il Governo Musumeci ‘caccerà’ i soldi De Luca sarà il vincitore morale di questa battaglia politica e avrà risorse per coltivare la sua candidatura.

“Girala come vuoi, ma sempre cucuzza è”, recita un vecchio adagio.

E magari si scopre che nei giardini di Palazzo d’Orleans, sede del Governo regionale, oltre agli splendidi volatili, si coltivano anche cucuzze…

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