Sul Titanic

Coronavirus: se la situazione peggiorerà ricordiamoci dei 600 milioni che lo Stato scippa ogni anno alla sanità siciliana!

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Noi ci auguriamo che non sorgano problemi negli ospedali pubblici della nostra Isola e che tutti coloro i quali ne avranno bisogno vengano curati. Ma se dovessero sorgere problemi con la gestione del Covid-19, leggendo questo articolo appurerete chi, dal 2009 ad oggi, ha consentito allo Stato, con un raggiro, di scippare alla sanità siciliana quasi 600 milioni di euro all’anno!

In queste ore la Sicilia si comincia a interrogare sulla tenuta della sanità pubblica di fronte alla crescente emergenza Coronavirus. Stamattina abbiamo raccontato le contraddizioni nella gestione della pandemia da parte dello Stato e della Regione siciliana. Oggi vogliamo tornare a riflettere sul perché, nella sanità della nostra Isola, in questi anni sono stati effettuati tagli, di posti letto, tagli di reparti e perfino tagli di ospedali!

I nostri affezionati lettori conoscono questa storia. Oggi la riprendiamo: ricordare non è mai un errore, soprattutto quando di mezzo ci sono responsabilità politiche gravi della vecchia politica.

Cominciamo col dire che lo Stato, dal 2007 ad oggi, ha scippato alla Regione siciliana quasi 8 miliardi di euro di fondi sanitari.

Questa incredibile storia comincia nell’autunno del 2006, quando il Parlamento nazionale inizia a discutere la manovra economica e finanziaria 2007. Il Governo nazionale – allora presieduto da Romano Prodi – decide che, in tre anni, la quota di compartecipazione della Regione siciliana alle spese sanitarie passerà dal 42% circa a quasi il 50%.

E’ una decisione doppiamente penalizzante, perché, in realtà, lo Stato, nel 2006, non erogava alla Regione siciliana il 58% della spesa sanitaria (così come oggi non eroga il 50% della spesa sanitaria).

Roma, infatti, conteggia come soldi dello Stato alcune imposte pagate dai Siciliani, ma incassate da Roma, attraverso l’Agenzia delle Entrate, solo perché una classe politica siciliana di ‘ascari’ non ha mai istituito l’Agenzia delle Entrate della Sicilia.

Vediamo dove sta il trucco. Citiamo un nostro articolo dell’Ottobre 2016, cioè di quattro anni fa:

“Oggi, in Sicilia, la spesa sanitaria dovrebbe essere pari a circa 9,3 miliardi di euro all’anno. Se è vero quello che è stato stabilito con la legge Finanziaria nazionale del 2007, dal 2009 lo Stato dovrebbe erogare alla Regione siciliana il 50% circa di questa somma, mentre l’altro 50% è a carico della Sicilia. Conti alla mano, Roma dovrebbe erogare alla Regione siciliana 4,6 miliardi di Euro circa. Invece – basta leggerlo nel Bilancio regionale – lo Stato eroga alla nostra Regione solo 2,2 miliardi di euro. Gli altri 2,4 miliardi è IRAP, pagata dagli imprenditori siciliani”.

Ma lo Stato, con una furbata, considera l’IRAP siciliana “fondi nazionali”.

“Ma se fosse solo questo il problema, sarebbe nulla. Come abbiamo già accennato, il Governo Prodi, nell’Autunno del 2006, stabilisce che, in tre anni, la quota di compartecipazione della Regione sarebbe passata dal 42% circa al 50% circa. In pratica, i Siciliani avrebbero pagato, con proprie tasse, quasi 600 milioni all’anno di Euro in più. La manovra 2006 toglie alla Sicilia circa 600 milioni di euro di fondi sanitari e glieli dovrebbe restituire come accise petrolifere. Domanda: se poi si va alla pari che bisogno c’è di mettere in piedi questo ambaradan legislativo?”.

“La verità è che, già nel 2006, Roma aveva pianificato e deciso di scippare quasi 600 milioni di euro all’anno di fondi sanitari alla Sicilia e di non restituirli! Infatti, nel passaggio della legge dalla Camera al Senato la norma viene un po’ ‘inturciunata’, in modo tale da dare alle burocrazie ministeriali la scusa per non erogare alla Regione siciliana i 600 milioni di euro di accise!”.

Da allora ad oggi la Regione siciliana ha fatto qualcosa per riavere indietro questi soldi? Ad onor del vero, ci ha provato, ma senza successo, l’attuale assessore regionale al Bilancio e vice presidente della Regione siciliana, Gaetano Armao.

Dal 2007 ad oggi al Governo dell’Italia si sono alternati centrosinistra e centrodestra: nessuna di queste due forze politiche ha restituito i soldi che lo Stato ha scippato alla sanità pubblica siciliana (oggi sono circa 8 miliardi di euro).

da due anni al Governo nell’Italia c’è il Movimento 5 Stelle: ebbene, pur avendo preso un sacco di voti alle elezioni politiche del Marzo 2018, non ci sembra che i parlamentari nazionali grillini eletti in Sicilia si siano impegnati per far restituire questi soldi a 5 milioni di Siciliani.

Non sappiamo come finirà in Sicilia con la pandemia di Coronavirus (anche se i ‘sintomi’, per usare un linguaggio medico) non sembrano incoraggianti.

Speriamo che non succeda: ma se dovessero sorgere problemi, ovvero se mancherà la possibilità di curare i malati negli ospedali pubblici della nostra Isola, ebbene, ricordatevi del Governo Prodi, ricordatevi del centrosinistra protagonista, durante i lavori della Finanziaria nazionale del 2006, dello scippo di quasi 600 milioni di euro alla Sicilia; ricordatevi del centrodestra che, allora e dopo (cioè fino ad oggi)  non ha fatto nulla per far restituire questi dolsi a 5 milioni di Siciliani; e ricordatevi anche dell’attuale Governo con i grillini: neanche loro hanno fatto qualcosa per sanare questa porcata romana.

 

 

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