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Agrigento al voto con l’ombra del rigassificatore a un km dalla Valle dei Templi. L’ipotesi da brivido!

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Alessio Lattuca, agrigentino di Agrigento, presidente di Confimpresa Euromed, racconta una storia che porta dritto all’attuale sindaco uscente della Città dei Templi, Lillo Firetto. E’ la storia di un progetto folle – un rigassificatore a meno di un chilometro dalla Valle dei Templi – che lo stesso Firetto sponsorizzava, negli anni passati, da sindaco di Porto Empedocle… 

Conosciamo Alessio Lattuca da oltre venticinque anni. E’ un agrigentino innamorato della propria città. Il suo lavoro di imprenditore – è il presidente di Confimpresa Euromed – lo porta spesso a regionale sui ‘numeri’. Ma questo non gli ha mai fatto venire meno in lui la passione civile e l’amore per la sua città, Agrigento.

Insieme, qualche anno fa, abbiamo combattuto insieme una battaglia culturale prima che politica contro il folle progetto del rigassificatore a Porto Empedocle, opera sponsorizzata dall’allora sindaco di questa cittadina, Lillo Firetto. Oggi il progetto del rigassificatore che avrebbe dovuto vedere la luce a circa un chilometro in linea d’area dalla Valle dei Templi di Agrigento è un po’ in aria. Ma la paura è ancora notevole.

In compenso, da cinque anni, Lillo Firetto è sindaco di Agrigento. A nostro avviso è sbagliato che chi ha fatto il sindaco in una città vada poi a ricoprire lo stesso ruolo in un’altra città. E questo vale anche per Porto Empedocle e Agrigento, due cittadine che, pur essendo molto vicine, sono diversissime.

Il problema è che Agrigento, dagli anni di Monsignor Giovanni Battista Peruzzo – per circa trent’anni Vescovo della Città dei Templi (per la precisione, dal 1932 fino alla sua dipartita, nel 1963) – è sempre stata una città molto ‘politica’, dove gli incarichi, spesso, si giocano sugli equilibri di potere piuttosto che sulle esigenze della comunità.

Ad Agrigento, tra qualche mese, si voterà. E Firetto è di nuovo candidato, a quanto pare del centrosinistra: così almeno ci dicono. Noi riportiamo oggi alcune considerazioni ai Alessio Lattuca sul sindaco uscente:

IL RIGASSIFICATORE – “Sono davvero stupito dalle ripetute dichiarazioni d’amore del Sindaco Firetto nei confronti della Valle dei Templi e dalle considerazioni svolte adesso, date le presenze registrate, sullo straordinario valore per lo sviluppo turistico. Mi sono chiesto quale ‘sconvolgimento’ possa avere causato la plateale inversione di tendenza. E’ stato ‘illuminato sulla via di Damasco’ o esistono ‘altri interessi’? A tale proposito occorre ricordare che il soggetto è il maggiore responsabile – quale Sindaco della Città di Porto Empedocle (insieme a tanti “altri”) – della strampalata, pericolosa, distruttiva idea di collocare un ecomostro da 8 mld di mc sulle azzurre argille del Kàos a ridosso della (tanto declamata oggi) Valle dei Templi”.

Alessio Lattuca parla del già citato rigassificatore. E aggiunge, sempre a proposito del sindaco uscente, Firetto:

“E’ lo stesso soggetto che, alla fine del suo mandato (di sindaco di Porto Empedocle ndr) e, soltanto pochi mesi prima della candidatura a Sindaco di Agrigento e quindi anche della Valle dei Templi, ha impugnato il ricorso del Sindaco di Agrigento al tempo, Marco Zambuto, indirizzato al Presidente della Regione, contro il gasdotto di collegamento tra il rigassificatore e la rete nazionale del gas. Il gasdotto che dovrebbe attraversare la zona ‘Kaos’ sottoposta a vincoli paesaggistici, archeologici e idrogeologici e la ‘tanto amata’ Valle dei Templi. Tutte evidenze che stridono con le successive affermazioni da parte di chi, da primo cittadino di Porto Empedocle, si è sempre espresso favorevolmente alla struttura gasiera all’interno della buffer zone (zona di rispetto) del Parco archeologico (zona delimitata dall’Unesco), il quale ha dichiarato, sul suo profilo Facebook, che, coerentemente a quanto promesso durante la campagna elettorale, avrebbe tenuto la linea di continuità della precedente amministrazione di contrastare l’indecoroso progetto, impegnandosi ad impugnare il decreto assessoriale con cui la Regione siciliana ‘accoglie’ l’istanza di Snam Rete Gas spa tendente ad ottenere la proroga dei termini indicati del DRS n.267 del 25 luglio 2013 fino al… pensate bene 24 luglio 2020 (?). Risulta utile segnalare che Il provvedimento di ‘proroga’ dei termini fino al 2020 evidenzia che tutte le tattiche adottate per distrarre l’opinione pubblica dal tema erano equivoche e finalmente il tempo galantuomo mette chiarezza nei diabolici processi nei quali è incappata suo malgrado la città e il territorio agrigentino”.

“In definitiva – scrive sempre Alessio Lattuca – Firetto se n’è fregato altamente della decisione adottata da oltre 7200 cittadini agrigentini che hanno votato contro la realizzazione di un progetto che avrebbe devastato la vita e il futuro delle comunità interessate. E’ andato avanti per la sua strada infischiandosene del danno che ha arrecato a tanti cittadini che, esclusivamente, con le proprie forze si sono battuti (per tanti, troppi anni) per difendere la città dalle insensate scelte, operate dai nuovi barbari. E che nulla hanno a che fare con veri progetti di sviluppo che anche adesso non appaiono neanche all’orizzonte politico”.

LA LETTERA ALLA SOVRINTENDENTE – “Per una maggiore comprensione del fattaccio – scrive sempre il presidente di Confimpresa Sicilia – ecco ciò che scrivevo nel 2015 alla Dott.ssa Caterina Greco, appena insediata quale Soprintendente della Città di Agrigento e, successivamente, quanto inutilmente alla Dott.ssa Gabriella Costantino, succeduta nell’incarico. Ricordo anche che – in occasione della presentazione di un libro di Giuliano Volpe a Case Sanfilippo al quale avevo chiesto di intervenire (nella Sua significativa qualità) a difesa della Valle – la Dott.ssa Greco alla quale avevo richiesto la revoca in autotutela dei nulla osta, intervenne manifestando il proprio disappunto per lo scellerato (scusandosene) operato dei suoi predecessori. Ed ha auspicato che il caso facesse in modo che – a suo dire – da lì a poco le autorizzazioni/ nulla osta sarebbero scaduti. Cosa della quale, ancora oggi, dubito fortemente”.

Alessio Lattuca ci ha inviato la lettera aperta che ha inviato alla dottoressa Caterina Greco, Sovrintendente ai Beni culturali e ambientali di Agrigento, nell’Aprile del 2015. Leggiamola:

“E’ da tempo che penso di scriverLe, per esprimere, intanto, il mio  apprezzamento per la Sua nomina. E per  manifestare la mia stima e la mia fiducia sull’impegno, la serietà e la trasparenza  che Lei potrà – da illustre archeologa – imprimere nella Sua delicatissima missione e, porre in essere un radicale cambiamento nelle politiche di tutela, conservazione e fruizione dell’enorme patrimonio culturale di cui dispone il territorio. Una rinnovata e attenta visione, che ponga al centro delle scelte della Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali: l’amore per la bellezza dei luoghi, del paesaggio e per la qualità dell’ambiente”.

“Lei all’atto della nomina – scrive sempre Lattuca – ha dichiarato di ‘essere felicissima della decisione presa dall’Assessore Mariarita Sgarlata (già assessoreai Beni culturali del passato Governo regionale ndr). Non potevo  chiedere di meglio. Agrigento ha un patrimonio artistico culturale di notevole pregio, probabilmente il migliore dell’Isola. Non vedo l’ora di cominciare, c’è molto da lavorare’. Il primo urgente lavoro da svolgere
riguarda la  gravissima minaccia per…”.

“Allorché ho ascoltato le Sue dichiarazioni – scrive ancora il presidente di Confinpresa Euromed – colto dall’emozione, ho immaginato che lei, da
illustre archeologa, avrebbe posto la dovuta attenzione alla vicenda dell’ignobile progetto del rigassificatore da 8 miliardi di mc al confine del Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento, patrimonio Unesco. Perché le Sue scelte possono cambiare drasticamente e in meglio una tremenda  realtà causata da menti malsane, organizzati in
congreghe, camarille, clan, che per i loro inconfessabili interessi, hanno svenduto il territorio barattandolo con un malinteso progetto di sviluppo occupazionale. Oggi Le è possibile dimostrare  che pensa le cose che ha dichiarato e può finalmente rimuovere la grave minaccia che da molti, troppi anni incombe sul Parco archeologico della Valle dei Templi e sulla Città di Agrigento. Una terribile e pericolosissima minaccia qual è appunto la costruzione di un invasivo, scellerato, rigassificatore da 8 miliardi di metri cubi al confine sud-occidentale della Valle dei Templi,  in buffer zone, disegnata dall’Unesco. Perché è davvero incredibile, angosciante, pensare che qualcuno possa  – incontrastato e impunito – programmare con
crudele freddezza la sistematica distruzione della bellezza,  di luoghi così suggestivi, di risorse di inestimabile valore culturale e una formidabile leva per lo sviluppo socio economico e per il futuro!”.

“Sicuramente – scrive sempre Alessio Lattuca – il più grave pericolo all’integrità della Valle e del suo paesaggio. D’altro canto, il Sovrintendente è il capo di una struttura particolarmente sensibile che ha a che fare con tutti gli aspetti della vita della Città, politica ed economica, culturale e sociale, di cui deve  interpretare la volontà e coordinare l’attuazione. Deve essere il direttore d’orchestra che domina lo spartito e che non si fa dominare! Il sofisticato ruolo non prevede implicazioni governative (vedi competenze in capo a Regione Siciliana). La Sua coscienza non condivide eventuali direttive, istruzioni ricevute e, in tale evenienza, fa valere la Sua indipendenza. Il Sovrintendente è indipendente dalla politica e dai partiti, dalle pressioni dei gruppi influenti di potere: ha infatti il dovere di
rappresentare gli interessi di un popolo, la sua identità, la sua storia e le sue ambizioni, le sue fragilità e debolezze e, nel caso specifico con maggiore intensità perché si tratta di tutelare, non solo la comunità, ma il patrimonio dell’umanità”.

“Fortunatamente è  ancora possibile salvare la Valle dall’invasione dei nuovi barbari, intervenendo in autotutela sull’assurdo e contraddittorio inspiegabile parere favorevole rilasciato – in modo del tutto frettoloso – dall’allora Sovrintendente di Agrigento sull’ignobile progetto. Riporto la parte più incredibile e assurda del parere espresso con nota del 2.2.2006 n.65 di prot.: ‘i vincoli incombenti nei territori interessati dagli interventi, discendono da norme di legge (D.lgs. n. 42/2004) e da provvedimenti legislativi e amministrativi regionali (vincolo paesaggistico della zona Caos imposto con decreto dell’Assessorato Regionale ai BB.CC. del 29 luglio 1993, legge regionale 20/2000 di creazione del parco archeologico di Agrigento)’, ma, in modo quantomeno irrituale piuttosto che cassare il progetto, il Soprintendente rilasciò parere favorevole con delle
inconsistenti prescrizioni come quella di trattare cromaticamente i cisternoni da 160 mila metri cubi, usare schermature o coperture con piante, e altre prescrizioni che diventano farsesche allorché dispongono che ‘dovrà essere vietato l’impiego di infissi di alluminio anodizzato’. In terra Pirandelliana il passaggio dalla tragedia alla farsa è la norma! Risulta  pleonastico segnalare che la predetta autorizzazione ha innescato una bomba sociale la cui dirompenza costituirà un grave danno per l’ambiente, l’economia, la sicurezza ma, ancor più grave, sarà elemento di sanzione morale da parte delle prossime generazioni che avranno diritto di interrogarsi sulla qualità delle classi dirigenti che le hanno precedute,  sul ruolo che il Sovrintendente ha svolto e sulla sua capacità di tutelare
i Beni Culturali ed Ambientali, il Paesaggio, la Bellezza,  per consegnarli al futuro almeno in forma integra”.

“Il cosiddetto nulla osta – scrive sempre Lattuca – è la causa di tutte le successive autorizzazioni, a partire da quella del Ministero dei Beni culturali che ad essa ha rinviato acriticamente, da quella del Ministero
dell’Ambiente, la cosiddetta Via (Valutazione di impatto ambientale), per arrivare all’autorizzazione finale dell’assessorato regionale all’Industria rilasciata con decreto n. 122/gab del 22.10.2009. Se il Sovrintendete non avesse rilasciato parere favorevole, sarebbe stato IMPOSSIBILE  rilasciare tutti i successivi provvedimenti amministrativi adottati sul rigassificatore.
Pertanto, alla luce di quanto da esposto, Le chiedo nell’interesse pubblico di
provvedere alla revoca di quell’incomprensibile parere. I 7200 cittadini che amano, davvero, la Città e la Valle ed hanno manifestato con il voto
palese il loro dissenso per il rigassificatore, i tanti cittadini che non sono stati informati e consultati, tutti i viaggiatori del mondo che hanno il culto della Città della Valle e che amano la Bellezza, il mondo della Cultura gliene saranno eternamente grati, (come lo sono con Pietro Griffo che ha difeso strenuamente la Valle, riuscendovi!) essendo, come lei sa, la Valle dei Templi patrimonio culturale universale”.

Noi – errando – pensavamo che il progetto per il rigassificatore di Porto Empedocle, a circa un chilometro dalla Valle dei Templi di Agrigento, fosse già morto e sepolto. Invece, a quanto pare, è vivo. E, stando a quello che si capisce di questa bruttissima storia di affari & milioni di euro, c’è in piedi un progetto – previsto da un Decreto regionale – che prevede un  collegamento tra la rete Snam e l’area a mare di Porto Empedocle dove dovrebbe sorgere il rigassificatore. Progetto ‘in sonno’, come i massoni che preferiscono non esporsi troppo. Progetto bloccato ma non archiviato. Che potrebbe finire nelle mani di qualche gruppo estero. Ipotesi, questa, da brivido.

Da quello che sappiamo il decreto regionale dovrebbe essere scaduto. Forse su questo punto l’attuale Governo regionale di Nello Musumeci dovrebbe fare chiarezza. Perché qualche personaggio che oggi fa parte del suo Governo, nel 2009, era in auge, quando il Governo di Raffaele Lombardo diceva sì al progetto per il rigassificatore.

Foto tratta da www.hitsicily.com  

 

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