Agricoltura

E’ la Barilla che torna in Sicilia e non la Sicilia che conquista la fiducia della Barilla!

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Un post su Facebook di Margherita Tomasello, protagonista di un pastificio storico della Sicilia, mette un po’ di ordine nelle cose. E ricorda che, per oltre venti anni, il pastificio Tomasello ha prodotto per la Barilla pasta fatta con il grano duro della Sicilia

Certe volte la verità su questioni apparentemente nuove si nasconde dietro fatti ordinari, avvenuti per anni ma poco conosciuti dai più. Come lo stupore di chi racconta che la “Sicilia conquista la fiducia della Barilla”: come se la Sicilia – in questo caso i produttori di grano duro della Sicilia – avesse bisogno della “fiducia della Barilla”: come se la Barilla non avesse mai avuto a che fare con la Sicilia!

Margherita Tomasello, che è stata tra le protagoniste degli ultimi anni del pastificio Tomasello di Casteldaccia, chiuso nel 2014, imprenditrice che conosce molto bene il mondo del grano duro della Sicilia e il mondo della pasta, ha scritto il seguente post su Facebook:

“Quando leggo queste dichiarazioni sorrido considerando che abbiamo prodotto per Barilla per più di 20 anni e che usavamo solo grano siciliano… Cosa non si fa per uscire nei giornali…”.

Quello di Margherita Tomasello è un commento a un articolo pubblicato da Balarm (che potete leggere qui).

La Tomasello di Casteldaccia (cittadina alle porte di Palermo) è stata un’industria della pasta storica della Sicilia. E, come dice Margherita Tomasello, ha sempre lavorato con il grano duro della nostra Isola. E per venti anni la Tomasello di Casteldaccia ha prodotto pasta con grano siciliano: pasta che poi veniva venduta con il marchio Barilla.

Insomma, chi cerca di far passare come una novità il rapporto tra la Barilla e la Sicilia non deve essere un gran conoscitore del mondo del grano duro siciliano e della pasta.

Certo, a un certo punto è arrivato il grano duro canadese che ha fatto la differenza: non per qualità di tale grano e per la qualità della pasta prodotta con questo grano duro del Canada, ma per i guadagni che riusciva ad assicurare all’industria della pasta.

Sapete: con un grano duro al 18% di proteine – questa la caratteristica del grano duro canadese che nelle aree fredde e umide di questo paese viene fatto maturare con il glifosato – tutto è più facile per le industrie della pasta, perché risparmiano un sacco di soldi nella lavorazione della stessa pasta.

In un articolo che abbiamo scritto circa tre anni fa concludevamo così:

“Se non acquisteremo più la pasta industriale, tra un anno e forse meno sentiremo nelle pubblicità: “Pasta prodotta con grano duro senza glifosato”.

Ebbene, quello che avevamo previsto si sta in un certo senso verificando. Il grano duro canadese, almeno sulla carta, comincia ad essere un problema. Così, per esempio, la Barilla si rivolge di nuovo alla Sicilia: ma non è la “Sicilia che conquista la fiducia della Barilla”: semmai è la Barilla che ha deciso di produrre pasta con il grano duro siciliano: cosa che, come ricorda margherita Tomasello, ha fatto per più di venti anni!

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