Agricoltura

La crisi del pastori sardi e siciliani, Aldo Penna: “Stop alla globalizzazione senza regole”

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“La nostra agricoltura – dice Aldo Penna, parlamentare nazionale del Movimento 5 Stelle – non può morire perché in altri Paesi, anche europei, si produce a costi più bassi. Gli agricoltori non possono più subire passivamente gli effetti deleteri di una globalizzazione senza regole. Servono rimedi strutturali, anche drastici, e non pannicelli caldi”

“La protesta dei pastori sardi, tutt’altro che conclusa, ci dice soprattutto una cosa: e cioè che l’agricoltura italiana in generale e l’agricoltura del Sud Italia in particolare non possono più subire passivamente gli effetti deleteri di una globalizzazione senza regole. Servono rimedi strutturali, anche drastici, e non pannicelli caldi”.

Lo dice il parlamentare nazionale del Movimento 5 Stelle eletto in Sicilia, Aldo Penna.

“In Sardegna e in Sicilia, per garantire una vita dignitosa agli allevatori di pecore – sottolinea il parlamentare nazionale – bisognerebbe pagare il latte ovino oltre l’euro. Il prezzo del latte ovino italiano è così basso perché da Paesi come la Romania arriva latte ovino al prezzo di 25 o 30 centesimi.
Il problema non riguarda solo il latte ovino, ma anche gli agrumi, l’olio d’oliva, la frutta estiva che in Sicilia, spesso, non viene più raccolta, o non viene più coltivata”.

“Bisogna andare alla radice del problema – dice ancora Penna – e fare come hanno chiesto e ottenuto i produttori di riso della Lombardia, del Veneto, del Piemonte e dell’Emilia Romagna, che sono riusciti a limitare le importazioni dalla Birmania e dalla Cambogia”.

Penna fa riferimento ai dazi doganali introdotti, con il consenso dell’Unione Europea, sulle importazioni di riso dalla Cambogia e dalla Birmania: riso prodotto a prezzi molto più bassi rispetto al riso prodotto nel Nord Italia. Ebbene, per il Nord Italia il passato Governo nazionale di centrosinistra e la UE hanno concordato e applica l’introduzione dei dazi doganali (NE ABBIAMO PARLATO IN QUESTO ARTICOLO).

Intanto si potrebbe fare la stessa cosa per l’ortofrutta che arriva dal Nord Africa e dall’Asia. Perché non viene fatto? Forse perché i dazi doganali si possono mettere solo per tutelare le produzioni agricole del Centro Nord Italia, mentre gli agricoltori del Sud Italia possono pure fallire?

Anche sul latte rumeno si può intervenire. Il fatto che la Romania faccia parte dell’Unione Europea significa che i produttori di latte di pecora della Sardegna e della Sicilia debbono morire di fame e fallire?

“La nostra agricoltura – conclude il parlamentare nazionale del Movimento 5 Stelle – non può morire perché in altri Paesi, anche europei, si produce a costi più bassi. L’agricoltura, per secoli pilastro dell’economia italiana non è solo prodotti, è tutela del paesaggio, è storia, è cultura ed è, anche, salute: perché sappiamo poco o nulla dei prodotti agricoli che arrivano dai Paesi esteri”.

Foto tratta da siciliaagricoltura.it

 

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