J'Accuse

Scelti da FB/ Il rapper scrive canzoni oscene? “Voi avreste carcerato Baudelaire…”

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Polemiche sui testi (in effetti non proprio poetici) di Sfera Ebbasta, il cantante che avrebbe dovuto esibirsi nella discoteca di Ancona dove sono morte sei persone. Il post di Vassily Sortino

Dopo la tragedia della discoteca di Corinaldo, in provincia di Ancona, dove, nella notte tra il 7 e l’8 dicembre, hanno perso la vita cinque minorenni e una mamma, su Facebook scoppia la polemica sul rapper Sfera Ebbasta che, proprio quella sera, avrebbe dovuto esibirsi lì (motivo per cui il locale era stato preso d’assalto da una marea di ragazzini).
La polemica è incentrata sui testi di questo cantante che, in effetti, da quanto abbiamo avuto modo di leggere, certamente non sono poetici, né tanto meno profondi o impegnati.

Ci si chiede, con non poca indignazione, come possa avere tanto successo tra i nostri ragazzi, Ci si interroga sul ruolo dei genitori che consentono ai propri figli di ascoltare tali espressioni di “volgarità”, “stupidità”, “nichilismo”, “nullismo”.

Certamente, agli occhi di noi adulti, banalità che sembrano arrivare dritte dalla mente di chi non ha mai aperto un libro.

Ma, tant’è. I teen-agers ne vanno matti. Leggiamo qualche verso di una delle sue canzoni:

“Hey troia! vieni in camera con la tua amica porca
quale? quella dell’altra volta
faccio paura, sono di spiaggia
vi faccio una doccia, pinacolada
bevila se sei veramente grezza, sputala
poi leccala leccala
limonatevi mentre Gordo recca
gioco a biliardo, con la mia stecca
solo con le buche
solo con le stupide
‘ste puttane da backstage sono luride
che simpaticone! vogliono un cazzo che non ride
sono scorcia-troie
siete facili, vi finisco subito”

Non è una poesia. E, in effetti, le donne potrebbero trovarla alquanto offensiva.

Detto questo, però, per quanto ci risultino incomprensibili i gusti dei teen-agers, non possiamo dimenticare che anche noi adulti siamo cresciuti con canzoni dai testi controversi. Pezzi fantastici per noi, certo. Soprattutto ora che possiamo solo ricordarli e che ci riportano alla nostra gioventù.

Ma se dovessimo riflettere sul loro significato, beh…. Che dire, per restare in Italia, di “Vita spericolata” di Vasco Rossi? Quante serate, quante ‘schitarrate’ per quello che è, indiscutibilmente,  un inno alla dissolutezza di un debosciato che non voleva crescere, né curarsi dai vizi.

Per non parlare delle ‘mitiche’ rock band che con le loro canzoni hanno bestemmiato, istigato alle droghe, offeso la morale comune e chi più ne ha più ne metta.  Alcune canzoni sono pure state pure additate come espressioni di “satanismo”.

Sui testi non mancano esempi di ‘esagerazione’: pure i Beatles furono criticati per “Lucy in the Sky with Diamonds. Se si guardano infatti le lettere maiuscole viene fuori la parola LSD.  Che dire di “Rape me” (Violentami) dei Nirvana?

Non mancano copertine (spesso censurate, come potete leggere qui, ad esempio) con scene violente, di riferimenti a stupri, al cannibalismo o altro).

Eppure a noi piacevano. E non ci scandalizzavamo.

Alla luce di questa breve riflessione, dobbiamo dare atto al nostro giovane collega, Vassily Sortino, che su FB non ha digerito il moralismo “becero”  sul rapper, Sfera Ebbasta. E, con l’effervescenza che gli è propria, ha scritto questo post:

“Quello dei cinquanta/sessantenni di oggi sui testi di Sfera Ebbasta che parlano di “roba poco educativa” e non ricordano di avere ascoltato una vita brani di Battisti/Mogol che parlano di storie di corna, i Rolling stones che cantavano di “Brown sugar” (l’eroina”) e James Brown che cantava “I Got my mojo working” (sostanzialmente “io porto il mio pene a lavorare”).
Poi ci sono i trenta/quarantenni. I più insopportabili sono i “neogenitori”. Gli stessi che ascoltavano i Litfiba, i Nirvana, Eminem.
Nessuno può fare la morale sui testi. Mai. Voi il povero Baudelaire lo avreste carcerato....

Caro Vassily, quando è tua, è tua.

Pungente, come sempre, il commento di Mario di Mauro (TerraeLiberazione): “Sia chiaro: nessuno se la prenda ora col fenomeno del circo, il problema semmai è il circo”.

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