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Fondi europei/ Ministra Lezzi, dica “No” agli imbrogli dei ‘Progetti retrospettivi’/ MATTINALE 159

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Il problema riguarda la Sicilia, ma potrebbe toccare anche le altre tre Regioni ad Obiettivo Convergenza (Campania, Puglia e Calabria), là dove si dovesse materializzare il ricorso ai ‘Progetti di sponda’ o ‘Progetti retrospettivi’. Perché la Ministra del Mezzogiorno Barbara Lezzi deve bloccare il meccanismo con il quale la vecchia politica che ha affossato il Sud trasformi i fondi europei per investimenti in spesa corrente, spesso clientelare 

“Se penso che al mio insediamento alla guida della Regione abbiamo trovato appena sei milioni di euro di spesa certificata sui fondi europei, mi viene facile dire che in questi pochi mesi sono stati compiuti passi da gigante”.

Questo si legge in un comunicato diffuso dal presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, dopo l’incontro a Roma con il ministro per il Mezzogiorno, Barbara Lezzi.

Musumeci, che si è detto “moderatamente ottimista”, non parla di opere realizzate, ma di “spesa certificata”.La differenza non è da poco.

Ciò posto, abbiamo il dovere di invitare la ministra per il Mezzogiorno, Barbara Lezzi, a verificare quali opere sono state realizzate in Sicilia con i fondi europei della Programmazione 2014.2020, con riferimento, in particolare, alle risorse del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR).

Abbiamo il dovere di chiedere alla Ministra Lezzi di evitare che si ripeta quanto avvenuto con la Programmazione 2007-2013, quando una parte consistente dei fondi europei destinati alla Sicilia, è stata trasformata, attraverso ‘magheggi’ contabili (leggere ‘Progetti di sponda’, detti anche ‘Progetti retrospettivi’) in spesa corrente!

Non abbiamo dubbi sul fatto che gli uffici della Regione siciliana siano impegnati a certificare la spesa dei fondi europei. Ma quali spese stanno ‘certificando’?

I fondi strutturali europei, con riferimento al FESR, debbono essere utilizzati per realizzare nuove infrastrutture. Sa, invece, signor Ministro, che cosa è successo in Sicilia con queste risorse finanziarie nella passata Programmazione? Che, in buona parte, o sono state utilizzate da ANAS e Ferrovie (a nostro modesto avviso impropriamente, perché ANAS e Ferrovie debbono investire nel Sud – e quindi anche in Sicilia – i fondi dello Stato, non gestire i fondi europei!), o sono state utilizzate per ‘certificare’ opere del passato che nulla hanno a che vedere con la Programmazione dei fondi europei!

Quest’ultima tecnica si chiama, per l’appunto, ricorso ai ‘Progetti di sponda, o ‘Progetti retrospettivi’. Come lei certamente sa, signora Ministra del Mezzogiorno, le quattro Regioni ad Obiettivo Convergenza dell’Italia (Campania, Puglia, Calabria e Sicilia), anticipano la spesa dei fondi europei e poi, una volta realizzate le opere, certificano la spesa effettuata e si fanno restituire i soldi da Bruxelles.

Sa in che cosa consiste l’inghippo dei ‘Progetti di sponda’ o ‘Progetti retrospettivi’, Ministra Lezzi? Che gli uffici della Regione siciliana, in qualche caso di concerto con i Comuni dove ricadono le opere ‘realizzate’, certificano la spesa di opere che sono state realizzate nel passato – talvolta anche nel lontano passato – e così si fanno rimborsare dall’Unione Europea fondi per aver realizzato opere che nulla hanno a che vedere con la programmazione dei fondi europei!

Due i fatti negativi.

Il primo è che, là dove si ricorre ai ‘Progetti di sponda’ o ‘Progetti retrospettivi’, non è stata realizzata alcuna nuova opera pubblica.

Il secondo fatto negativo è che la spesa rendicontata con questo ‘magheggio’ contabile trasforma i fondi europei per infrastrutture in spesa corrente con la quale vecchia politica che governa Regione e Comuni della nostra Isola va a pagare spese clientelari. 

Tutto questo sta avvenendo a ridosso di una campagna elettorale, con riferimento alle elezioni europee del maggio del prossimo anno. Ora sarebbe veramente singolare che il Ministro del Mezzogiorno del Movimento 5 Stelle dovesse aiutare gli esponenti della vecchia politica del Sud Italia a trasformare i fondi europei in spesa corrente a ridosso di una campagna elettorale!

Invitiamo quindi la signora Ministra Lezzi a verificare che spesa stanno ‘certificando’ gli uffici della Regione siciliana (e, magari, anche delle altre tre Regioni ad Obiettivo Convergenza), controllando progetto su progetto, per verificare quali opere pubbliche sono state utilizzate e stanno utilizzando per certificare la spesa dei fondi europei.

Sappia che l’Unione Europea, oggi così fiscale per la tenuta dei conti pubblici italiani con l’attuale Governo nazionale, fino ad oggi ha accettato certificazione di spesa di fondi europei piuttosto ricchi di ‘Progetti di sponda’ o ‘Progetti retrospettivi’.

Non sarebbe il caso – lo ribadiamo – di verificare come le Regioni ad Obiettivo Convergenza, con in testa la Sicilia, stanno certificando la spesa dei fondi europei effettuata dal 2014 ad oggi?

A quali anni risalgono le opere che stanno certificando?

Si tratta di opere realizzate con anticipazioni a valere sulla Programmazione europea 2014-2020, o ci sono riferimenti a investimenti del passato (e quindi a leggi del passato)?

Non sarebbe il caso, là dove dovesse emergere il ricorso, nella contabilità, a ‘Progetti di sponda’ o ‘Progetti retrospettivi’, di mettere in mora gli uffici dell’Unione Europea, sottolineando il rischio di una certificazione di spesa per opere del passato che nulla hanno a che vedere con la Programmazione 2014-2020?

Siamo certi che anche il presidente della Regione siciliana, Musumeci, il direttore dell’Agenzia per la Coesione territoriale, Antonio Caponnetto, e la stessa Commissione europea saranno ben felici di certificare solo la spesa di nuove opere pubbliche realizzate nel quadro della Programmazione 2014-2020.

In questo modo si eviterebbe che fondi europei destinati agli investimenti vengano trasformati in spesa corrente, spesso clientelare.

Foto tratta da materasocial.live

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