Agricoltura

Bioeconomia: dagli scarti del pesce gli omega-3 estratti grazie al limonene

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A Sciacca i preziosi grassi omega-3 – vero e proprio toccasana per la salute umana – vengono ottenuti dagli scarti di lavorazione delle acciughe con un nuovo processo di economia circolare. Il ruolo degli scienziati siciliani Mario Pagliaro e Beppe Avellone. Una sperimentazione dedicata a Giovanni Tumbiolo, pioniere della bioeconomia del mare

E’ dedicata alla memoria del pioniere della bioeconomia del mare, Giovanni Tumbiolo, la scoperta riportata oggi in anteprima dai ricercatori del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e dell’Università di Palermo​ che hanno trovato il modo di estrarre rapidamente e in alte rese i preziosi grassi omega-3 dagli scarti di lavorazione delle acciughe. Invece che dai pesci interi, e invece di utilizzare processi energivori basati sulla bollitura del pesce seguita da numerosi step di raffinazione, l’estrazione degli omega-3 avviene partendo dagli scarti di lavorazione del pescato utilizzando come solvente il limonene.

I nostri lettori conoscono il limonene, l’olio estratto dalle bucce di arancia del quale abbiamo più volte raccontato le proprietà e le opportunità che offre in agricoltura (COME POTETE LEGGERE NEGLI ARTICOLI ALLEGATI IN CALCE).

Il protagonista della valorizzazione del limonene è il chimico Mario Pagliaro, uno scienziato siciliano molto noto non soltanto in Italia, ma anche in altri Paesi del mondo.

​Il team guidato da Mario Pagliaro del CNR e Beppe Avellone all’Ateneo siciliano ha utilizzato gli scarti della produzione di pregiati filetti di acciughe ottenuti da un’azienda conserviera di Sciacca, in Sicilia, sottoponendoli ad un semplice trattamento meccanico di omogeneizzazione seguito dall’estrazione con il limonene, ​un prodotto naturale​ ​che è ​il componente principale dell’olio essenziale di arancia.

​Un process​o che, oltre ad essere più sostenibile, è più efficace di quelli utilizzati fino ad oggi.

“Questo ​​perché ​- ​spiega Pagliaro​ -​ ​il limonene è un solvente naturale antiossidante e battericida che, mentre estrae gli omega-3, li protegge dall’ossidazione e da altre forme di degradazione molecolare che poi possono limitare l’efficacia degli integratori a base di omega-3 marini”.

L’olio ​ottenuto ha un contenuto molto elevato di vitamina E nella forma più benefica per l’uomo, il che rende l’olio di pesce estratto in questo modo di altissimo pregio.

Le​ ​acciughe sono il pesce più pescato dal mondo. Ogni anno se ne pescano svariati milioni di tonnellate nei mari di tutto il mondo, e in particolare​ ​nelle acque del Perù, del Sud Africa, del Giappone, dell’Australia e della California.​

​Anche in Italia l’’acciuga è la specie​ ​ittic​a​ più pescata. Oltre che per l’alimentazione umana,​ ​le acciughe sono largamente utilizzate per produrre il​ ​mangime​ ​​per alimentare i pesci di allevamento (acquacultura). Una​ ​piccola​ ​frazione​ ​è utilizzata per produrre​ ​integratori​ ​dietetici e ingredienti per l’industria alimentare a base di omega-3.

I grassi polinsaturi omega-3 sono associati a numerosi benefici per la salute. Si tratta di nutrienti essenziali ​che non possono essere sintetizzati dall’organismo e che quindi devono essere assunti con la dieta. ​Quasi tutte le autorità sanitarie internazionali e nazionali ne raccomandano l’assunzione su base regolare, sotto forma di pesce fresco o di integratori alimentari, per bilanciare l’eccesso di grassi omega-6 presente ormai da decenni nei regimi alimentari tipici dei Paesi industrializzati. ​Il mercato mondiale​ degli omega-3​ supera i 31 miliardi di dollari.

In Italia, ​dove 8 persone su 10 fanno uso di integratori,​ gli omega-3 ​sono secondi solo ai multivitaminici. ​Senza contare i consumi attraverso l’e-commerce​, ​nel 2016 ​in Italiano ​sono state acquistate​ più di quattro milioni di confezioni per un fatturato di oltre 84 milioni di euro.​ Da allora, i consumi di integratori a base di omega-3 marini sono ulteriormente aumentati.​

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Foto tratta da buonissimo.org

 

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