A che punto è la campagna di prevenzione degli incendi dei boschi in Sicilia?

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Ce lo chiediamo perché quello che vediamo e quello che leggiamo ci preoccupa. Già qualche incendio è divampato. E non siamo ancora in estate. La nostra sensazione è che l’attuale Governo regionale – complice la commissione Bilancio dell’Ars che ha bloccato le risorse – non stia mantenendo gli impegni. La preoccupante nota di Maurizio Grosso, del Sufus

Incendi dei boschi: come sarà la stagione estiva che sta arrivando in Sicilia? Ci piacerebbe tanto essere smentiti, ma da quello che osserviamo in questi giorni i segnali sono tutt’altro che positivi.

Perché diciamo questo? Perché abbiamo la sensazione che l’attuale Governo regionale, anche su questo fronte, alle parole non abbia fatto seguire fatti concreti.

Nei giorni scorsi – tanto per entrare in tema – nel Palermitano non sono mancati gli incendi. Fuoco a Trabia, ad Altofonte, a Partinico.

Preoccupa la presenza, nei terreni incolti, di erbe e arbusti seccati da una siccità che, quest’anno, è stata particolarmente insistente.

La presenza di arbusti ed erbe secche lasciate al solo indica che le operazioni di prevenzione del fuoco o sono state effettuate male, o che no sono state effettuare affatto.

Scrive sulla propria pagina facebook Gaetano Guarino, dirigente del Corpo Forestale della Regione siciliana commentando gli incendi dei giorni scorsi:

“Iniziano le danze… mano criminale”.

Nella sua pagina leggiamo un commento che non ci tranquillizza proprio. A scrivere è Mario Giovanni Di Stefano:

“Faccio parte dell’Antincendio della Forestale siciliana. Vorrei informare le persone che scrivono caz… che fino ad oggi siamo fermi, cioè a casa. Oggi dalle nostre parti ci sono 35 gradi e vi posso dire che, in giro c’è una folta e massiccia erba… basta una scintilla per far scoppiare il finimondo! Ora voglio dire: se il personale addetto è a casa… e non c’è manutenzione (cioè nessuno si occupa di togliere le erbe secche, operazioni indispensabili per eliminare o ridurre gli incendi ndr) di chi è la colpa? A voi la risposta. Noi operatori non ce la facciamo più a essere insultati da persone che non conoscono la nostra situazione”.

Da quello che è dato sapere, in questo momento operano soltanto i 151-isti della Forestale, che si occupano dei cosiddetti viali parafuoco.

Per quello che sappiamo noi, le operazioni di prevenzione degli incendi nei boschi dovrebbero iniziare a metà aprile. Ma a noi risulta che ad aprile, al di là delle promesse annunciate dall’attuale Governo regionale, le attività antincendio, nei boschi della Sicilia, non sono state particolarmente intense…

A noi risulta che anche a maggio, nelle aree verdi della nostra Isola, è stato fatto ben poco. A noi risulta che, anche quest’anno, si sta ‘risparmiando’ sulle attività forestali.

La differenza, rispetto allo scorso anno, è che c’è più caldo e che c’è stata maggiore siccità: due elementi che non lasciano presagire nulla di buono.

Palazzo d’Orleans, sede della presidenza della Regione, ci ‘delizia’ ogni giorno di tanti comunicati. Ma non ne abbiamo ancora letto uno che fa il punto della situazione sulle attività di prevenzione degli incendi già effettuate. Non sarebbe il caso di colmare questa lacuna?

Sul sito del Sifus-Confali, il sindacato autonomo che si batte per la stabilizzazione dei lavoratori forestali, leggiamo un post tutt’altro che incoraggiante. A firmarlo è Maurizio Grosso, segretario di questa organizzazione sindacale.

Grosso si rivolge al Presidente della Regione, Nello Musumeci, e all’assessore all’Agricoltura, Edy Bandiera:

“EGREGIO PRESIDENTE MUSUMECI
EGREGIO ASSESSORE BANDIERA.

FINO AD IERI TEMPERATURE NON PROPRIO ESTIVE HANNO IMPEDITO DANNI DA INCENDI AL PATRIMONIO BOSCHIVO E FORESTALE NONOSTANTE GLI INTERVENTI PROGRAMMATI ABBIANO LASCIATO A DESIDERARE PER RAGIONI SIA ORGANIZZATIVE CHE DI BILANCIO ( IN VERITÀ IL GOVERNO AVEVA PROPOSTO TUTTE LE RISORSE NECESSARIE IN FINANZIARIA MA LA COMMISSIONE BILANCIO LO AVEVA IMPEDITO).
OGGI LE TEMPERATURE SONO CAMBIATE ( SI TRATTA DI 37 GRADI) E LO SCENARIO CHE ABBIAMO DAVANTI ALL’INTERNO DEI BOSCHI E’ SIMILE A QUELLO DELLA ‘POLVERIERA’ CHE NEL 2017 HA REGALATO ALLA SICILIA IL PRIMATO DI REGIONE PIÙ BRUCIATA D’EUROPA.
BISOGNA TROVARE UNA SOLUZIONE PER AVVIARE SUBITO TUTTI I FORESTALI ADDETTI ALLA MANUTENZIONE NEI BOSCHI (COMPRESI I SETTANTOTTISTI) IN MANIERA DA REALIZZARE E COMPLETARE I VIALI PARAFUOCO PRIMA POSSIBILE E RENDERE IL LAVORO CHE ATTIVERRANNO GLI ADDETTI ANTINCENDIO EFFICACE ED EFFICIENTE, ANCHE ATTRAVERSO L’ATTINGIMENTO DELLE UNITA’ LAVORATIVE MANCANTI DAL SETTORE MANUTENZIONE.
BISOGNA ACCELLERARE CON LA STAGIONE DELLE RIFORME A PARTIRE DA QUELLE CHE RIGUARDANO IL COMPARTO FORESTALE E DEI CONSORZI DI BONIFICA, IN MANIERA CHE, PER IL 2019, SIANO OPERATIVE.
E’ DENTRO QUESTO SIGNIFICATIVO QUADRO DI INTERVENTI CHE LA NOSTRA O.S. MISURERA’ ED ESPRIMERA’ GIUDIZIO SUL VOSTRO GOVERNO”.

Da Grosso apprendiamo così, che i viali parafuoco – a giugno! – debbono ancora essere completati.

Il segretario del Sifus ricorda i danni ai boschi della Sicilia dello scorso anno. E li ricordiamo anche noi: 20 mila ettari di verde andati in fumo.

Speriamo bene. Speriamo che la realtà seppellisca il nostro pessimismo.

Foto tratta da nonsprecare.it

 

 

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