Vittorio Sgarbi dal turpiloquio seduto nel cesso alle accuse di mafia ai grillini

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I grillini siciliani che condividono “il più grande affare di Matteo Messina Denaro”. Questa, in sintesi, la replica di Sgarbi alla mozione di censura presentata dai parlamentari del Movimento 5 Stelle all’Ars. Il presidente della Regione, Nello Musumeci, condivide le parole del suo assessore ai Beni culturali e – purtroppo per noi – all’Identità siciliana?

La classe non è acqua. E di classe Vittorio Sgarbi – l’eclettico critico d’arte chiamato dal centrodestra a ricoprire il ruolo di assessore ai Beni culturali e all’Identità siciliana – ne ha tanta. Forse troppa. Con classe ha definito i meridionali “la parte improduttiva dell’Italia (QUI IL VIDEO). E la cosa incredibile è che il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, non può mandarlo via.

Già la sua maggioranza è traballante. Figuriamoci che cosa succederebbe se dovesse sbarazzarsi di un assessore che non ha solo offeso il Sud e la Sicilia, ma che continua a offendere l’identità siciliana e la politica.

Quando il passato Governo regionale di Raffaele Lombardo volle inserita la dizione “Identità siciliana” accanto ai Beni culturali si pensava che ad un abbinamento felice tra cultura e identità siciliana.

Ma oggi, quasi per una beffa del destino – l’ex presidente della Regione, Lombardo e l’attuale vice presidente della Regione nonché assessore all’Economia, Gaetano Armao – che insieme vollero l’identità siciliana insieme con la gestione dei Beni culturali, propongono ai siciliani un’identità siciliana rappresentata da chi si fa beffa dei siciliani e del Sud!

Ennesima dimostrazione del degrado – degrado, per l’appunto, culturale prima che politico – della Sicilia governata dal centrodestra. Con un Governo regionale costretto a umiliarsi da un assessore che si fa riprendere seduto sul cesso mentre inveisce contro gli avversari politici.

Va da sé che, mantenendo questo personaggio nel Governo della Sicilia, nel cesso con Vittorio Sbarbi seduto che si cimenta nell’arte del dileggio rischia di finire tutto il centrodestra siciliano in attesa dello sciacquone finale… 

“Le buone maniere consistono nel nascondere quanto bene pensiamo di noi stessi e quanto male degli altri”, ci ricorda Mark Twain.

Il problema di Sgarbi non sta tanto nel fatto che, da Narciso ormai appassito, non riesca a nascondere quanto bene pensi di se stesso, ma nel fatto che non riesca a celare il male che cova verso chi non la pensa come lui.

Dopo tutto quello che ha combinato nei giorni successivi alle elezioni politiche – attacchi scomposti per un risultato elettorale che non ha certo premiato né lui, né Berlusconi – il meno che poteva attendersi è una mozione di censura nel Parlamento siciliano.

L’hanno presentata i venti parlamentari regionali del Movimento 5 Stelle (QUI L’ARTICOLO). E con le ‘faide’ che oggi dilaniano il centrodestra c’è il rischio che l’Assemblea regionale siciliana l’approvi.

E che fa, Sgarbi? Leggete insieme a noi con quale ‘classe’ reagisce:

“Mi fa piacere – leggiamo in un lancio dell’ANSA – che nel momento in cui, finite le elezioni, il M5S con il suo falso leader, incoronato da un Grillo latitante, si è distinto per voto di scambio, i membri grillini dell’Assemblea siciliana insorgano contro di me per difendere Di Maio, rimproverandomi pateticamente il turpiloquio e le offese, che sono lo strumento peculiare con cui il patriarca latitante Grillo ha affermato il loro movimento, con insulti a chiunque, dallo ‘psiconano’ (senza rispetto per i disabili) a Umberto Veronesi chiamato ‘cancronesi'”.

E ancora:

“Che siano maledetti, e la finiscano di chiedere a Musumeci la testa dell’unico avversario che hanno, e che ne ha già denunciato la collusione con la mafia nel sostegno all’eolico come fonte rinnovabile, e nella totale indifferenza per la distruzione del paesaggio siciliano, mai da loro tutelato, condividendo il più grande affare di Matteo Messina Denaro. Finalmente il Movimento 5 Stelle ha rivelato il suo vero volto, e io sono felice di averli disturbati. Inutili e infelici”.

Non riusciamo a capire se Sgarbi abbia soppesato le parole. Accusare il Movimento 5 Stelle di “collusione con la mafia nel sostegno all’eolico” ci sembra incredibile, così come incredibile è il richiamo a Matteo Messina Denaro.

Una mozione di censura rientra nella dialettica politica e parlamentare. ma non per questo si possono utilizzare certe parole contro gli avversari politici. C’è un limite a tutto: e Sgarbi, a nostro modesto avviso, il limite l’ha abbondantemente superato.

Foto tratta da ilpimatonazionale.it

 

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