Formazione professionale: arriva il Bando a catalogo a quattro giorni dal voto

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Lo presenteranno stamattina, in conferenza stampa, il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, e l’assessore Roberto Lagalla. Si parla di una spesa di oltre 100 milioni di euro più i fondi per pagare gli allievi. Ma giusto in questo momento si doveva presentare? Scomparso l’Albo del 2013? 

Come annunciato da questo blog lo scorso 21 dicembre, il Governo regionale si appresta a varare un Bando a catalogo per provare a sbloccare la Formazione professionale siciliana ferma, di fatto, all’Avviso 20 del 2011 (QUI IL NOSTRO ARTICOLO DEL 21 DICEMBRE 2017).

Ne dà notizia un comunicato stampa diramato ieri sera da Palazzo d’Orleans, sede della presidenza della Regione siciliana:

“Il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, e l’assessore all’Istruzione e Formazione professionale, Roberto Lagalla, domani (cioè oggi, mercoledì 28 febbraio, ndr), alle ore 11,30 a Palazzo d’Orleans, incontreranno i giornalisti per illustrare l’Avviso per la costituzione di un catalogo regionale dell’offerta formativa”.

Presentare il Bando a catalogo per circa 110 milioni (questa la cifra che dovrebbe essere disponibile, più 18 milioni di euro per pagare gli allievi) a quattro giorni dal voto per le elezioni politiche a noi non sembra una bella trovata. Lo è di certo per il centrodestra che amministra la Sicilia.

Ma per la morale in politica – ammesso che in Sicilia la morale in politica valga qualcosa – siamo davanti a una caduta di stile!

Non sappiamo cosa diranno stamattina Musumeci e Lagalla. Ma sappiamo che questa mossa, che sa tanto da vecchia politica clientelare, ci ricorda tanto un assessore regionale del centrosinistra che, nella passata campagna elettorale per le elezioni regionali, girava la Sicilia promettendo fondi europei di qua e fondi europei di là.

Non ci sembra che l’annuncio di spartire fondi europei abbia portato fortuna al centrosinistra siciliano.

Non abbiamo capito – ma questo lo sapremo non dalle parole di Musumeci e da Lagalla, ma dai fatti – che fine faranno gli 8 mila lavoratori della Formazione professionale licenziati.

A noi, ieri, è arrivata una brutta notizia. Nel corso di un incontro sarebbe emersa la mancanza di dati sui formatori. Detto in parole più semplici, il dipartimento della Formazione professionale non avrebbe notizie certe sulla platea dei docenti di questo settore. Vero? Falso? Vattelappesca!

Le notizie sono frammentarie. Ma sembrerebbe – così ci è sembrato di capire – che non ci sarebbe più traccia dell’Albo 2013, voluto dall’allora assessore regionale alla Formazione, Nelly Scilabra. Si tratta, infatti, di un Decreto assessoriale, il 38 Gab.

Che fine ha fatto? Ce lo chiediamo perché in questo atto amministrativo c’erano i dati di tutti gli assunti nel settore della Formazione professionale siciliana: nome e cognome di ogni lavoratore, data di assunzione, curriculum eccetera eccetera.

Se è vero che tale documento sarebbe sparito la domanda è: come può sparire un documento così importante? Forse per giustificare nuove assunzioni?

A noi la scomparsa del 38 Gab sembra inverosimile. Stamattina proveremo a contattare gli uffici per saperne di più.

Da quello che abbiamo capito, come tentato anche dal passato Governo regionale, si profilerebbero nuove assunzioni. Ciò significa che dovrebbero piovere i ricorsi, perché l’impegno del dipartimento Formazione è sempre stato quello di tutelare i lavoratori licenziati.

Ultima notazione: i contratti. La legge regionale n. 24 del 1976 è ancora in vigore. Non è stata abrogata, anche e il potere è riuscita persino a farla sparire. Ma, lo ribadiamo, la legge è ancora in vigore. E tale legge prevede contratti a tempo indeterminato.

Che vogliamo dire? Che anche su questo fronte si apriranno probabili conflitti.

 

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