Franco Piro: “Piero Grasso si dimetta da presidente del Senato”

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Lo scrive l’ex assessore regionale, Franco Piro, esponente storico della sinistra siciliana in un post su facebook. Sia Grasso, sia la presidente della Camera, Laura Boldrini, si accingono a partecipare alle elezioni in una formazione politica che dovrebbe essere alternativa al PD di Renzi. Questo dopo aver avallato le peggiori leggi volute da Renzi – Jobs Act, Buona scuola e altro – approvate da Camera e Senato con incredibili forzature parlamentari volute proprio dai rispettivi presidenti…

Scrive Franco Piro in un post su facebook:

“La pubblicazione sulla pagina dedicata al Presidente, sul sito ufficiale del Senato, del simbolo di una lista elettorale potrebbe essere rubricata come un marchiano errore di un collaboratore non ben ‘guidato’ da Piero Grasso, se non fosse che:

1) La pubblicazione è avvenuta ‘in automatico’, giacché tutti i tweet di Grasso lo sono;

2) ciò dimostra la totale identificazione tra Grasso ed il suo ruolo di seconda carica dello Stato, destinata a sostituire il Presidente della Repubblica ove necessario;

3) questo episodio arriva a breve distanza dalla esibizione del simbolo della sua lista fatta da Grasso durante la trasmissione di Fazio, neanche si fosse trattato di una sua conferenza stampa;

4) si è rivelato del tutto impossibile quanto dichiarato da Grasso, di essere capace di distinguere, cioè, tra ruolo istituzionale e ruolo di ‘guidatore’ partitico-elettorale.

A questo punto si rende indispensabile, a scanso di ulteriori guai, rilanciare con forza la richiesta che moltissimi hanno già formulato: Pietro Grasso si dimetta da Presidente del Senato.

Dice lo scrittore André Malraux: “Non si fa politica con la morale, ma nemmeno senza”.

Chissà a quale morale in politica si ispirano Piero Grasso e Laura Boldrini, rispettivamente, presidente del Senato e presidente della Camera dei deputati.

Perché ci poniamo questa domanda? Perché entrambi sono ormai in campagna elettorale in una formazione politica – Liberi e Uguali – che si presenta alternativa alla maggioranza politica che li ha voluti presidenti dei due rami del Parlamento italiano.

 

Sia Grasso, sia Laura Boldrini sono stati eletti, rispettivamente, presidente del Senato e presidente della Camera dei deputati da una parte politica che oggi rinnegano.

Ma la rinnegano dopo aver consentito al Governo Renzi di far approvare, con incredibili forzature parlamentari, spesso ai limiti dei regolamenti di Camera e Senato, le peggiori leggi volute dal Governo, dal Jobs Act alla ‘Buona scuola’, fino alla nuova legge elettorale.

Non sfugge agli osservatori che mentre Grasso e Laura Boldrini sono già all’opposizione del Governo Gentiloni a guida PD, nei due rami del Parlamento sono in discussione Bilancio e Finanziaria che verranno approvati con le solite forzature parlamentari.

In tutto questo Grasso e la Boldrini, pur facendo parte dell’opposizione al Governo e pur essendo già in campagna elettorale, rimangono in carica:

Grasso rimane il titolare della seconda carica dello Stato;

Laura Boldrini rimane la titolare della terza carica dello Stato.

Questo sì che significa avere un alto senso delle istituzioni…

 

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