Elezioni siciliane: le spoglio delle schede l’indomani è giusto? Chi è d’accordo e chi no

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Il parlamentare nazionale della sinistra, Erasmo Palazzotto, si dice preoccupato: “Ci auguriamo che il ministero degli Interni rafforzi il controllo, soprattutto nei seggi periferici”. Anche Rosario Crocetta sembra preoccupato. Non poteva cambiare la legge? “Temevo imboscate all’Ars”, dice. Qualche dubbio per Cancelleri. Sereni, invece, Musumeci e Fabrizio Micari

Elezioni regionali siciliane: è giusto effettuare lo spoglio delle schede domani mattina – lunedì 6 novembre – e non subito dopo la chiusura dei seggi elettorali, che avverrà stasera alle 22? Le opinioni sono diverse.

Il parlamentare nazionale, Erasmo Palazzotto, su facebook, si dice molto preoccupato:

“Trovo assurdo che lo spoglio per le regionali in Sicilia cominci il giorno dopo, non se ne capisce la ragione. Se qualcuno volesse fare il furbo, con queste condizioni, avrebbe certamente maggiori opportunità. Ci auguriamo che il Ministero dell’Interno rafforzi il controllo soprattutto nei seggi periferici”.

Palazzotto ricorda le elezioni amministrative di Palermo di dieci anni fa:

“Nel 2007 il voto venne falsato come accertato con sentenza passata in giudicato”.

Ma anche le ultime elezioni comunali di Palermo non sono state un esempio di limpidezza (COME POTETE LEGGERE QUI). Lo scrutinio delle schede, alle elezioni comunali dello scorso 11 giugno, a Palermo, si è protratto per 24 ore, in molti casi per 36 ore e in alcuni casi anche per tre giorni!

Alle ultime elezioni comunali lo spoglio delle schede è iniziato subito dopo la chiusura dei seggi e il fatto che i componenti degli stessi seggi elettorali abbiano dovuto lavorare il lunedì successivo e, in molti casi, anche il martedì, senza aver dormito per due giorni consecutivamente, non ha certo agevolato le operazioni di spoglio delle schede e la compilazione dei verbali.

I ritardi – un mese per proclamare gli eletti al Consiglio comunale! – si sono verificati a Palermo.

Lo spoglio delle schede rinviato al lunedì è previsto da una legge regionale.

In un’intervista a La Repubblica edizioni locali il presidente della Regione uscente, Rosario Crocetta, ammette che “è stato un errore non cambiare la norma in questi cinque anni”.

“Mi rendo conto che è una norma sbagliata – aggiunge Crocetta – e che dovevamo modificarla. Ma io non ho mai avuto una maggioranza e non ho presentato modifiche perché temevo imboscate all’Ars da parte di gruppi di deputati che ne avrebbero approfittato per stravolgere tutta la legge elettorale. Insomma, una proposta di modifica per me sarebbe stata come un cavallo di Troia e ho voluto evitare. Certo, è strano dover aspettare una notte intera. Comunque ho chiesto un maggiore controllo al ministro Marco Minniti non solo per i tanti impresentabili nelle liste del centrodestra, ma anche per vigilare con attenzione nella notte tra domenica e lunedì”.

Sempre su La Repubblica il candidato alla presidenza della Regione del Movimento 5 Stelle, Giancarlo Cancelleri, si dice sereno, pur non nascondendo qualche perplessità:

“Ho grande fiducia nelle forze dell’ordine che fanno il loro lavoro presidiando tutti i seggi. Non è la prima volta che si fa. Semmai, la domanda è: ma perché rispetto al resto dell’Italia si fa questo spoglio dopo 10 ore? L’ennesimo pasticcio di questo governo”.

Il candidato del centrosinistra, Fabrizio Micari, non manifesta alcun timore:

“Non mi preoccupa la norma e ho la massima fiducia nelle forze dell’ordine e nella sicurezza. Comunque gli exit poll non valgono nulla e non penso possano influenzare alcunché. Mi sembra assurdo che La 7 faccia una trasmissione lunga tutta la notte per discutere di exit poll. Io penso anche agli scrutatori e trovo corretto che riposino prima di iniziare lo spoglio. L’unica cosa importante è che sia garantita la sicurezza”.

Il candidato alla presidenza della Regione del centrodestra, Nello Musumeci, ricorda il caos registrato alle ultime elezioni comunali di Palermo, quando i componenti dei seggi elettorali sono rimasti due giorni di seguito a lavorare senza dormire:

“Continuare con lo scrutinio dopo le 22 – dice Musumeci – sarebbe un rimedio peggiore del timore. Sono favorevole al posticipo dello scrutinio alla mattina seguente al voto”.

Non pervenuta la posizione del candidato indipendentista, Roberto La Rosa.  

Ma Palazzotto, sempre su La Repubblica, insiste:

“Si tratta di uno spoglio semplice con una sola scheda – dice – non si capisce perché alle comunali lo fanno in un’unica sessione e qui invece si fa un giorno dopo. Proprio perché c’è questa anomalia sarebbe opportuno rafforzare la sicurezza nei seggi, soprattutto in quelli periferici. Questo è il punto vero. Se gli exit poll daranno risultati equilibrati e testa a testa, il mancato scrutinio subito dopo la chiusura dei seggi potrebbe essere un’occasione per chi vuole fare il furbo sfruttando la notte. La scelta della Regione è incomprensibile, un altro disastro di Crocetta. Comunque invece di chiedere gli osservatori dell’Osce, i 5 Stelle potevano sollevare subito la questione dello spoglio”.

Che dire? Giusto, come fa il parlamentare nazionale Palazzotto, tenere alto il livello dell’attenzione. E giusto anche chiedere maggiori controlli, soprattutto nei seggi delle periferie.

Ma va ricordato che, oggi, anche i comuni cittadini sono nelle condizioni non soltanto di denunciare quelli che Palazzotto definisce i possibili “furbi”. I cittadini possono non soltanto vigilare sui seggi, ma anche documentare con i video tirato con i telefoni cellulari eventuali movimenti strani.

In ogni caso, con gli esponenti delle forze dell’ordine che vigilano sui seggi dovrebbe essere impossibile manomettere le schede.

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