Legge elettorale/ Pietro Grasso seguirà le orme di Laura Renzini?

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Il Rosatellum, la nuova legge elettorale approvata dalla Camera dei Deputati a colpi di fiducia, passerà ora al vaglio di Palazzo Madama. Come si comporterà il Presidente del Senato? Obbediente come la collega della Camera o la sua vicinanza a D’Alema e Bersani lo porterà ad essere più neutrale?

C’è chi la chiama il “fascistellum”. C’è chi dice che non si poteva fare di meglio. Fatto sta che il Rosatellum, la nuova legge elettorale approvata dalla Camera dei Deputati, passerà alla storia come una delle leggi meno democratiche che l’Italia abbia mai visto. Il PD, infatti, con l’appoggio di Forza Italia e della Lega, per evitare il dibattito parlamentare, ha posto la questione di fiducia. Cosa alquanto insolita quando si parla di una legge elettorale. Non a caso si ricorda che ci sono solo due precedenti: De Gasperi nel 1953 e prima Mussolini con la legge Acerbo. Matteo Renzi ha citato il primo per difendersi dagli attacchi dell’opposizione. Dimenticando di dire che quella legge è passata alla storia come “legge truffa” (così definita da Pietro Calamandrei) e che costò a De Gasperi la carriera politica.

Qui i dettagli della nuova legge elettorale.  Che ora passerà all’esame del Senato. Ed è proprio a Palazzo Madama che vogliamo arrivare per chiederci quale sarà l’atteggiamento del suo padrone di casa, Pietro Grasso.

La domanda è la seguente: si comporterà come la Presidente della Camera, Laura Boldrini, meglio nota come Laura Renzini, eseguendo alla perfezione gli ordine che arrivano dalla segreteria del PD o avrà un ruolo più neutrale (come dovrebbe essere)?

Secondo alcuni osservatori il Presidente del Senato è in difficoltà: dopo la copertura di Sergio Mattarella alla legge, avrebbe pochi spazi di manovra. Ma è pure vero che Grasso “sa anche che l’obbligata gestione del voto di fiducia anche al Senato- scrive leformiche.net- potrebbe compromettere l’ambizione a torto o a ragione attribuitagli a diventare il leader di quello che sta profilandosi come il quarto polo dello schieramento elettorale del 2018, costituito dalla sinistra antirenziana più oltranzista, che ha appena scaricato Pisapia”.

Ormai è praticamente ufficiale che il Presidente del Senato è intenzionato a proseguire il suo impegno in politica con MDP  e lui stesso ha dichiarato di volere ripartire dai valori della sinistra, che “sono i nostri valori” e che bisogna smetterla di guardare a Berlusconi come possibile interlocutore per un governo di larghe intese post voto.

Come si tradurrà questo nuovo corso di Grasso dinnanzi alla legge elettorale? La vicinanza di Grasso a D’Alema e Bersani, avrà come effetto quello di vedere un Presidente del Senato neutrale e schierato in favore di metodi più democratici?

 

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