Lo sgambetto di Cuffaro a Musumeci: “Voto Sgarbi”

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A scompigliare l’apparente sicurezza del centrodestra ci pensa lui, l’ex governatore siciliano. Che con il critico d’arte punta a quel 3% che potrebbe rivelarsi fatale per Forza Italia &co…

Con chi ce l’abbia non è chiaro. Con Nello Musumeci o con i partiti che lo sostengono, poco conta. Fatto sta che l’ex governatore, Salvatore Cuffaro, qualche filo da torcere al centrodestra lo darà. E lo si è intuito subito dalle parole del critico d’arte, Vittorio Sgarbi che nei giorni scorsi, a sorpresa, ha annunciato la sua candidatura alla Presidenza della Regione siciliana contando, parole sue, sui voti di Cuffaro.

Voti sicuri, come ammette stamattina in una intervista al Corriere della sera, lo stesso Cuffaro:

“Sosterrò Vittorio Sgarbi”.

L’ex governatore specifica che la sua indicazione sarà per il voto disgiunto. La lista da lui sostenuto resta, infatti, “quella di Roberto Lagalla, di Saverio Romano, di Raffaele Lombardo”. 

Cuffaro dice che si tratta di una scelta politica. Che Musumeci non è abbastanza inclusivo, che fa scappare tanti.

Parole, parole, parole.

L’unica cosa certa è che Sgarbi, come lui stesso dice, potrebbe arrivare ad accumulare quel 3% di voti senza i quali la vittoria del centrodestra è ancora più a rischio. Perché è ovvio che i voti di Cuffaro sono, in massima parte, voti di centrodestra. Difficile, insomma, che il critico d’arte possa togliere voti ad altri partiti.

Perché Cuffaro ha deciso di rendere più difficile una eventuale vittoria della coalizione di centrodestra?

Probabilmente perché non ha digerito il ritiro della candidatura a presidente della Regione di Roberto Lagalla. Attraverso il quale, più che conquistare Palazzo d’Orléans, Cuffaro mirava a quel 10% che avrebbe consentito ai centristi di essere l’ago della bilancia nella futura Assemblea regionale siciliana.

Su questo passaggio, però, si sarebbe consumata la rottura con Saverio Romano che, essendo più interessato a logiche nazionali, ha preferito chiudere l’accordo con Berlusconi e puntare su Musumeci.

La vendetta non si è fatta attendere: la candidatura di Sgarbi come elemento di disturbo.

C’è chi scommette poi che l’ex governatore, al contrario di quanto dice, non abbia nessuna intenzione di fare votare, alle elezioni regionali, la lista di Romano e compagnia bella… Costi quel che costi.

A ciò si aggiunga che l’ex governatore non ha proprio nessun motivo per rendere facile la vita a Gianfranco Micciché. Lo stesso dicasi per Raffale Lombardo.

Sì, ha fatto ‘pace’ con tutti. In politica si dice così…

Insomma, tutto si può dire di Cuffaro, tranne il fatto che non sappia tessere le tele della politica. Una vera e propria tela del regno, in questo caso.

 

Visualizza commenti

  • Per fugare ogni disturbo per la sua "candidatura", Sgarbi entro un anno promette di imparare e conseguentemente cantare "Ciuri, ciuri!",
    Allora per il voto c'è tempo!

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