Regione: il PD si tiene le poltrone del Governo Crocetta e comu finisci si cunta…

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Lo ha deciso la direzione regionale del PD. Nessuna analisi del voto. Nessuna analisi del crollo elettorale registrato da questo partito in quasi tutti i Comuni della Sicilia dove si è votato. Meglio parlare d’altro. E, soprattutto, meglio tenersi le poltrone e sperare che Piero Grasso accetti di candidarsi a presidente di una Regione sulla quale ha indagato da procuratore della Repubblica di Palermo… I centristi di Alfano e D’Alia umiliati e offesi   

Il PD siciliano non molla le poltrone del Governo regionale di Rosario Crocetta. Vero è che restano solo cinque mesi prima del voto. Ma non si possono regalare – a chi, poi? agli amici di Crocetta? – gli assessorati. In cinque mesi si possono ancora fare tante cose… come ha detto il senatore in uscita, Giuseppe Lumia. Meglio restare dentro, fino all’ultimo respiro…

Questo, in sintesi, il risultato della direzione regionale del Partito Democratico riunita oggi a Palermo.

Il PD ha perso ovunque: ha perso in quasi tutti i Comuni italiani dove si è votato; ha perso in Sicilia; ha straperso a Palermo, dove il Partito Democratico è sotto il 5% (come vi abbiamo raccontato qui). Ma la parola sconfitta non si deve nemmeno pronunciare.

Insomma, nella direzione regionale del PD – tranne qualche voce ‘stonata’ – nessuna analisi del voto, nessun accenno alla frana elettorale. Anzi, i ritornelli sono due:

“Abbiamo vinto” e “Il Governo Crocetta ha amministrato bene”.

Siamo ai limiti del tragicomico. O forse un po’ dentro, se non oltre il tragicomico. Ma poco importa: tanto sta arrivando Piero Grasso e con lui si vinceranno le elezioni regionali del prossimo novembre.

I Siciliani – nella testa dei vari Raciti, Cracolici, Faraone, Marziano, Panepinto e ‘anime morte’ varie – non aspettano altro che andare a votare per Piero Grasso alla presidenza della Regione siciliana. Per riportare al Governo Raciti, Cracolici, Faraone, Marziano, Panepinto.

Con Piero Grasso c’è la garanzia gattopardesca che cambierebbe tutto per non cambiare nulla. Vi pare poco? Non è forse di questo che ha bisogno la Sicilia? Di altri cinque anni di Governo regionale del PD.

E poi, via, come avete potuto pensare che l’assessore Cracolici avrebbe affrontato la campagna elettorale senza il PSR tra le mani? Ma siamo impazziti?

E il novello Piero Grasso? Poco importa se ha ricoperto la carica di procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Palermo: poco importa se ha indagato sulla classe politica con la quale, da presidente della Regione, dovrebbe governare la Sicilia. Da inquisitore a governatore delle stesse genti… Ammesso e non concesso che accetti questa tragicomica candidatura e ammesso e non concesso che i siciliani lo votino per riportare al Governo il PD!

Più che perplessi i centristi di Giampiero D’Alia che hanno già lasciato il Governo Crocetta (in realtà, ad andare a casa è stato l’assessore alle Infrastrutture, Giampiero D’Alia, buttato fuori dalla Giunta da Crocetta, mentre la bella Carmencita Mangano, assessore al Lavoro e alla Famiglia si è guardata bene dal seguire le indicazioni di D’Alia ed è rimasta al proprio posto.

Commenta  il segretario dei Centristi per l’Europa in Sicilia, Adriano Frinchi:

“La direzione regionale del Partito Democratico ha deciso di non decidere. Non si può cantare e portare la croce. È evidente che abbiamo valutazioni diverse. Noi e Alternativa popolare (leggere i seguaci del Ministro Angelino Alfano ndr) siamo usciti dal governo e loro hanno deciso di sostenere in solitudine Crocetta”.

“A questo punto – conclude Frinchi – la collaborazione col PD siciliano non ci sembra più scontata. Convocherò nei prossimi giorni il nostro coordinamento regionale”.

E Crocetta? A quanto pare, dopo l’avviso di garanzia sulla vicenda legata ai trasporti marittimi tra la Sicilia e i suoi arcipelaghi, Rosario da gela è venuto a miti consigli. Riparte Sicilia – il movimento che aveva creato per ricandidarsi – finì a risate…

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