Come regalare le autostrade e le strade a scorrimento veloce della Sicilia alle Ferrovie

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L’ANAS, in Sicilia, gestisce già – male – le autostrade Palermo-Catania e la Palermo-Trapani-Mazara del Vallo e le strade a scorrimento veloce. Ora il commissario di Renzi in Sicilia, assessore Alessandro Baccei, vorrebbe regalare il CAS all’ANAS (che gestirebbe, così, anche le autostrade Palermo-Messina. Messina-Catania e Siracusa-Gela). Poi l’ANAS, a Roma, verrà assorbito dalle Ferrovie dello Stato che diventerebbero le padrone assolute di strade e autostrade della nostra Isola. Franco Busalacchi: “Bisogna opporsi a questo progetto folle”

Intervenendo, sabato scorso, al convegno su “Questione monetaria, nuove politiche contro il finanzcapitalismo, elezioni comunali ed elezioni regionali 2017” (convegno organizzato da Beppe De Santis), l’economista siciliano, Antonio Piraino, ha sottolineato che, per rilanciare l’economia siciliana, dobbiamo incidere sui comportamenti, a cominciare dal consumo di beni alimentari, ma anche gestendo in modo diverso la produzione di energie alternative e la sanità. Abbiamo già raccontato cosa bisogna fare nel settore agroalimentare della nostra Isola, spingendo i siciliani ad acquistare più beni alimentari prodotti in Sicilia, valorizzando la dieta mediterranea (come potete leggere qui); oggi illustreremo cosa dovrebbe fare un Governo regionale che si rispetti in materia di energie rinnovabili.

Piraino, lo ricordiamo, ha stimato in 25 miliardi di Euro il potenziale delle energie alternative. E ha precisato che le multinazionali hanno tutta l’intenzione di venire a sfruttare il sole della Sicilia.

Pensiamo solo alle autostrade siciliane e a quanta energia solare si potrebbe produrre. Il tema della produzione di energie alternative – utilizzando, per esempio, le autostrade e, in generale, le strade della nostra Isola – ci riporta a una questione in queste ore in discussione in Assemblea regionale siciliana: il folle progetto di cedere il CAS (Consorzio Autostrade Siciliane) all’ANAS.

Spiega Franco Busalacchi, titolare di questo blog e candidato alla presidenza della Regione siciliana:

“Il progetto di cessione del CAS all’ANAS è semplicemente vergognoso. Un’idea tipica di un Governo regionale di ascari che continua a svendere la Sicilia. Semmai è lo Stato che, a titolo di anticipazione per i soldi che deve alla Regione siciliana a norma dell’articolo 38 del nostro Statuto, che deve cedere alla nostra Regione l’ANAS. Questo progetto folle e, ripetiamo, ascaro, va combattuto con tutte le forze”.

Ieri, all’Ars – dove dovrebbe essere in discussione la Finanziaria bis, detta anche ‘Collegato alla Finanziaria 2017’ – il progetto per regalare il CAS all’ANAS si è impantanato tra le polemiche. Infatti, se il Governo regionale di Rosario Crocetta continua ad essere al servizio del Governo nazionale, in Assemblea regionale siciliana, tra le opposizioni, ma anche in qualche ‘pezzo’ della maggioranza di centrosinistra, c’è chi si oppone all’ultima ‘ascarata’ del Governo isolano.

I ‘giochi’ non sono semplici da ‘leggere’. Ufficialmente, lo ribadiamo, Crocetta e compagni non sembrano intenzionati a discutere gli ‘ordini’ del commissario-assessore, Alessandro Baccei, l’uomo imposto da Renzi al Governo Crocetta. Baccei, ovviamente, si batte per regalare il CAS all’ANAS. Ma ieri l’assessore-commissario è stato bloccato.

Il presidente della commissione Bilancio e Finanze, Vincenzo Vinciullo, un seguace del ministro Angelino Alfano e quindi ‘ribaltonista’ (è stato eletto nel centrodestra, ma si ritrova ad appoggiare il Governo di centrosinistra di Crocetta), forse si sta ricordando di essere stato eletto nel centrodestra e, sull’operazione ascara CAS sembra messo di traverso.

Interessante anche il ruolo della presidente della commissione Ambiente dell’Ars, Mariella Maggio, PD, che ha mostrato autonomia rispetto a Baccei. IN questa vicenda del CAS capiremo se la Maggio fa sul serio o è, anche lei, Baccei-dipendente.

In attesa di capire come finirà questa vergognosa pagina del CAS, vi raccontiamo una storia.

Tra il 2008 e il 2009 la dottoressa Patrizia Valenti, nominata ai vertici del CAS (Consorzio Autostrade Siciliane) ereditava una gestione disastrosa. In poco tempo rimetteva in sesto il Consorzio, riavviando le manutenzioni delle autostrade interrotte, non si capiva il perché, da circa un decennio.

La dottoressa Valenti non solo riportava in attivo i conti del CAS, non solo bloccava una serie di ‘operazioni’ a perdere, non solo riavviava le opere di manutenzione nelle autostrade, ma gettava le basi per aumentare le entrate. Se l’avessero fatta lavorare avrebbe rivisto tutta la questione delle stazioni di servizio, avrebbe lavorato sui pannelli pubblicitari e, forse, avrebbe anche iniziato a ragionare sulla produzione di energie alternative lungo le autostrade gestite dal CAS: la Palermo-Messina, la Messina-Catania e la Siracusa-Gela.

Invece nel 2009 la dottoressa Valenti è stata sostituita. Sapete da chi? Dal Governo regionale ‘autonomista’ di Raffaele Lombardo e Gaetano Armao: sì, quelli che domenica scorsa, a Enna, hanno lanciato la ‘Costituente’ per l’Autonomia-Indipendenza della Sicilia!

Il Governo Lombardo, sul CAS, ha distrutto il lavoro fatto dalla dottoressa Valenti e ha abbandonato le autostrade che gestite dallo stesso Consorzio Autostrade della Sicilia. Di questo particolare, domenica scorsa, gli ‘autonomisti’ Lombardo e Armao non hanno parlato. Ve ne parliamo noi. Giusto per non dimenticare che il Governo Lombardo-Armao è stato, per disastri, secondo solo all’attuale Governo Crocetta. Basta ricordare.

La stessa cosa ha fatto il Governo di Rosario Crocetta: tant’è vero che le autostrade siciliane gestite dal CAS fanno pena. La Catania-Messina è stata aggiustata un po’ in questi giorni solo perché c’è il G7 a Taormina, sennò l’avrebbero lasciata a marcire, come hanno fatto dal 2009 ad oggi prima il Governo Lombardo e poi il Governo Crocetta.

Ora è arrivato un altro ‘scienziato’: l’assessore regionale alle Infrastrutture, Giovanni Pistorio. E’ un altro di quelli che stava tra gli ‘autonomisti’ di Lombardo. Oggi è un assessore del Governo Crocetta: tutto normale: sono intercambiabili.

Qual è l’elemento di novità? Che il solito Governo regionale, come già sottolineato, con in testa l’assessore Pistorio, vorrebbe cedere il CAS all’ANAS. Con il voto dell’Assemblea regionale siciliana.

Di fatto, il Governo regionale ammette di essere incapace di gestire le citate tre autostrade siciliane: la Palermo-Messina, la Palermo-Catania e la Siracusa-Gela.

La cosa comica è che l’ANAS – che in Sicilia gestisce già l’autostrada Palermo-Catania e la Palermo-Trapani-Mazara del Vallo, più le strade a scorrimento veloce – non è affatto più efficiente del CAS. Anzi, per ciò che riguarda la Palermo-Catania è addirittura meno efficiente del CAS!

Allora perché dobbiamo cedere il CAS all’ANAS? Semplice: perché l’ANAS sta per essere inglobato dalle Ferrovie, un tempo dello Stato, oggi coacervo di tante società.

Così le Ferrovie – che hanno trattato la Sicilia come l’ultima delle colonie – si impadroniranno di tutte le autostrade siciliane! Firmato: Alessandro Baccei, assessore-commissario di Renzi in Sicilia. L’ennesima vergogna di una Regione – la Sicilia – che continua a subire le prepotenze di questo signor Renzi! 

Tra l’altro, in Sicilia, da quasi un ventennio, grazie agli ascari che hanno governato la Regione, le Ferrovie, invece di investire proprie risorse nella rete ferroviaria della nostra Isola, utilizza i fondi europei: un’assurdità, perché una società controllata dallo Stato non può utilizzare i fondi europei destinati alla Sicilia al posto degli interventi ordinari dello stesso Stato, perché viene a mancare la cosiddetta ‘addizionalità’: ma tant’è.

Già le Ferrovie siciliane – con la gestione delle stesse società delle Ferrovie – sono le ultime in Italia. Con tutte le autostrade gestite dalle Ferrovie anche le stesse autostrade siciliane andranno a farsi benedire.

In più le Ferrovie – che già si sono impossessate del Passante ferroviario di Palermo, facendo pagare un biglietto a parte rispetto al Tram – si accaparreranno il grande business delle energie alternative da realizzare lungo le autostrade e le strade a scorrimento veloce della Sicilia.

Per completare questa svendita manca solo il sì dell’Ars: ce la vogliamo vedere tutta.

Del resto, dal 2004 Sicilacque spa – una società a maggioranza privata alla quale la Regione ha ceduto gratuitamente, per 40 anni, quasi tutto il cosiddetto ‘sovrambito’ (dighe, acquedotti, condotte idriche) – vende ai Siciliani l’acqua che è già dei Siciliani! Perché non dovremmo regalare anche le autostrade e le strade a scorrimento veloce – con la possibilità di produrre energie alternative lungo i tracciati – alle Ferrovie? Che colonia sarebbe la Sicilia se Governo e Ars ormai in uscita non completassero l’opera di distruzione e di ‘svendita della nostra Regione?

Fine seconda puntata (continua)

 

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