Anniversario dello sbarco dei mille, Pino Aprile: “Recuperare la memoria contro la politica degli occupanti”

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Messaggio dello scrittore in occasione del dibattito promosso da I Nuovi Vespri sull’impresa garibaldina cominciata l’11 Maggio 1860. Riappropriarsi del passato per costruire il nostro futuro. Autonomamente

Un messaggio audio di Pino Aprile, giornalista e scrittore di tanti libri sulla vera storia del Sud, per la platea del dibattito promosso dall’associazione I Nuovi Vespri sul vero volto dell’impresa dei mille.

Lo abbiamo trascritto per voi. Eccolo:

 

di Pino Aprile

“La prima libertà è essere liberi e sapere chi siamo e per sapere chi siamo dobbiamo sapere chi fummo, chi siamo stati. Questo ci è stato negato, la nostra memoria è stata amputata perché noi perdessimo il legame con la nostra storia, con noi stessi, con i nostri padri. E quindi perdessimo la capacità di misurare autonomamente il nostro valore, grande o piccolo che fosse, non importa. Ma quando il potere di misurare quello che vali finisce nelle mani altrui, tu varrai sempre meno di lui. E’ovvio. Due persone in una isola, si deve decidere chi deve fare Robinson e chi Venerdì. E questo è successo in questo Paese. E la condizione gregaria e subordinata, imposta con le armi, è stata assegnata e viene mantenuta al Sud.

Cosa si può fare? Se la nostra malattia è avere dimenticato e non sapere, si può guarire -e lo stiamo facendo- soltanto recuperando quella memoria che ci è stata tolta, diffondere e custodire gelosamente la coscienza di quello che eravamo e di quello che possiamo essere, perché solo basandoci su quello possiamo decidere in che direzione andare.

Ora, se chi possiede la tua memoria, e te la nega e te la nasconde, ha in mano il tuo futuro, è chiaro che nel momento in cui recuperiamo quel sapere di noi stessi, a noi tocca anche il dovere di decidere che cosa fare. Non possiamo aspettarci che ci aiutino, il loro interesse è esattamente contrario.

Dobbiamo fare da soli, tutto da soli. Ricominciare dal basso, ricostruire una comunità, costruire le le ragioni e le condizioni  perché stare insieme vivere insieme, lavorare insieme, sia conveniente per tutti. Questa è la ragione per cui esistono le comunità.

Per ripartire dal basso, dobbiamo riportare la memoria nelle scuole e nelle case, ma dobbiamo anche creare lavoro, solidarietà, essere vicini a chi è in difficoltà perché aggredito dalla criminalità o umiliato della politica dell’occupante , perché questo è, inutile girarci intorno.

Dobbiamo condividere i problemi per trovare soluzioni insieme. Questa è la politica: condividere per trovare soluzioni comuni.

Ognuno come può, ognuno come sa. Noi, come sapete, stiamo cercando con un gruppo di amici e professionisti, attraverso una iniziativa che sia chiama Sud. 0 di cercare di creare uno strumento che possa favorire la nascita di aziende innovative di giovani al Sud e un giornale online che del sud rappresenti gli interessi e la voce.

Non è facile, niente è facile. L’unico modo è avere fiducia che queste iniziative che mirano a soluzioni di problemi comuni raccolgano l’aiuto del maggior numero di persone possibile.

Dobbiamo ricostruire una comunità che aveva perso la memoria. Questa comunità, recuparata la coscienza del proprio passato, potrà finalmente costruire un suo futuro. E ci devono essere i giovani che, così come vanno le cose, stiamo perdendo.

Vi faccio i migliori auguri perché ogni iniziativa che va in questa direzione è benedetta.

In bocca al lupo
Pino Aprile

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