Ars/ Finanziaria 2017: tutto rinviato a dopo Pasqua

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Sembra proprio questo l’orientamento dell’Assemblea regionale siciliana. Del resto, oggi è martedì. In ogni caso, l’esame della legge non potrebbe iniziare prima di giovedì, perché debbono passare 48 ore per la presentazione degli emendamenti da parte dei deputati. L’atmosfera non è delle migliori (si pensi alla liquidazione di Riscossione Sicilia spa che in Aula dovrebbe scatenare le proteste dei grillini). Meglio rivedersi dopo le vacanze pasquali…

Finanziaria 2017: tutto rinviato a dopo Pasqua? Sembra questo l’orientamento che emergerebbe oggi dopo una mattina di trattative. Del resto, oggi è martedì: incardinando oggi il disegno di legge bisognerebbe dare comunque ai parlamentari le canoniche 48 ore di tempo per presentare gli emendamenti. Si arriverebbe al Giovedì Santo. Con la prospettiva, visti i chiari di luna che ci sono, di passare la santa Pasqua in Assemblea regionale siciliana…

Meglio un rinvio? Così sembra. Oggi la presidenza dell’Ars dovrebbe comunicare quali parti della Finanziaria dovrebbero saltare. Con molta probabilità, verranno dichiarati inammissibili gli articoli del disegno di legge sui contributi. E poi altre cose ancora. In ogni caso – lo ribadiamo – sembra difficile che oggi si andrà oltre la discussione generale, cioè le chiacchiere.

Si discute, ad esempio, di Riscossione Sicilia spa, la società regionale che in Sicilia riscuote i tributi mediante ruolo. La maggioranza del Parlamento sembra orientata a liquidare questa società contro il parere del Governo.

Il tema della liquidazione di Riscossione Sicilia spa non è tecnico, ma politico. Ormai, di fatto, il presidente Crocetta e il suo gruppo sono in rotta di collisione con il PD e, in generale, con il centrosinistra. Il governatore uscente, è noto, si vuole ricandidare e ha fondato anche il movimento ‘Riparte Sicilia’. Per guadagnare visibilità, l’amministratore unico di Riscossione Sicilia spa, Antonio Fiumefreddo, ha utilizzato la società per mettere in cattiva luce parlamentari di centrosinistra e di centrodestra.

Sono note le apparizioni di Crocetta e dello stesso Fiumefreddo nella trasmissione L’Arena di Giletti. Così i parlamentari di centrodestra e di centrosinistra – che a Sala d’Ercole sono maggioranza – hanno deciso di togliere a Crocetta e a Giletti il ‘giocattolo’.

Tra l’altro, la decisione della maggioranza dell’Ars di liquidare la società che riscuote i tributi trova d’accordo i circa 700 dipendenti che pensano, una volta liquidata Riscossione Sicilia spa, di lavorare con retribuzioni migliori per l’Agenzia delle Entrate. Da dove abbiano maturato tale convinzione non è facile capirlo, ma ormai ne sono convinti: appoggiati dalle organizzazioni sindacali, FABI siciliana in testa.

Da quello che abbiamo capito non ci dovrebbero essere margini di mediazione: Riscossione Sicilia verrà liquidata. A poco, insomma, dovrebbero servire le proteste del gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle, che si è schierato contro l’eliminazione della società per la riscossione dei tributi.

Aggiornamento: come annunciato, la presidenza dell’Ars ha stralciato – cioè cassato – alcune norme della Finanziaria. Sono i contributi per lo stadio di Canicattì (250 mila Euro), i fondi per Cefalù (incendio della scorsa estate), fondi per risarcire gli alluvionati di una contrada di Palermo (salita Belmonte Mezzagno, circa 200 mila Euro), cassati 300 mila Euro per gli alluvionati di Barcellona Pozzo di Gotto, cassati 200 mila Euro per il cimitero di Partanna, provincia di Trapani.

Bloccati anche i 150 mila Euro per il centro intitolato a don Luigi Sturzo e i 100 mila Euro per il Castelbuono jazz festival. No anche ai contributi per il Bellini Teatro festival (150 mila Euro) e per il Placido Mandanici teatro festival (150 mila Euro).

La presidenza dell’Ars ha invitato il Governo a riformulare la norma che prevede il passaggio dei dipendenti dall’EAS (Ente Acquedotti Siciliani che sembra dovrebbe sparire) all’ESA (che doveva sparire, ma non sparisce più). No anche all’utilizzazione del personale dell’Associazione Regionale Allevatori della Sicilia (ARAS) dichiarata fallita.

Bloccato anche il tentativo di ricostituire l’ufficio stampa della presidenza della Regione.

Il no è arrivato pure per un’operazione da 300 mila Euro legata alla promozione non si capiva bene di che cosa. E no anche per un ‘boccone’ da 5 milioni di Euro che avrebbero dovuto essere ‘annacati’ dall’assessorato ai Beni culturali e dall’assessorato al Turismo.

Ancora: alcune norme (Consorzi universitari, ERSU, personale ente Fiera di Messina e personale LSU assunti da Almaviva e la norma che prevede la liquidazione di Riscossione Sicilia spa) sono state trasferite nel ‘Collegato’ alla Finanziaria, un disegno di legge che non si sa ancora se verrà esaminato subito dopo l’approvazione della stessa Finanziaria (e quindi nella medesima sessione legislativa) e se, invece, verrà esaminato e approvato in una successiva sessione legislativa.

 

 

 

 

 

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