La verità sul 17 marzo 1861: ma quale unificazione italiana! Fu solo conquista del Regno della due Sicilie

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In questi giorni ricordiamo la ‘presunta’ unificazione d’Italia. Fu veramente un’unificazione o si cercò di legittimare la conquista della Sicilia e, in generale, dei popoli del Regno delle Due Sicilie? Lo abbiamo chiesto a Giuseppe Scianò, leader storico degli Indipendentisti siciliani, oggi presidente del centro studi intitolato ad Andrea Finocchiaro Aprile

di Giuseppe Scianò

Il 17 marzo del 1861, a Torino, il neo Parlamento “Italiano” aveva, com’è noto, proclamato la “nascita” del “Regno d’Italia” e conferito a VITTORIO EMANUELE II di Savoia, il titolo di Re D’Italia. Per quanto riguarda la “legittimità” del predetto Parlamento ci permettiamo di ricordare a noi stessi che quell’importantissimo organo istituzionale avrebbe dovuto, innanzi tutto, legittimare se stesso, per una serie di motivi che qui non possiamo neppure accennare, tanto gravi questi erano. Ci limitiamo ad una considerazione di fondo.

La legge elettorale del 1° Ottobre del 1860 (che aveva istituito il predetto Parlamento e che sarebbe restata in vigore fino all’anno 1882) era stata emanata dal Parlamento “piemontese” (ossia “SABAUDO” ed ancora valida sostanzialmente, in forza dello Statuto Albertino e di una legislazione che prevedeva un “CORPO ELETTORALE” basato sul “CENSO”.

Potevano, cioè, esercitare il diritto di VOTO ATTIVO soltanto i cittadini che avessero pagato annualmente almeno 40 lire di IMPOSTE DIRETTE (somma, questa, enorme per l’epoca). Questi fortunati cittadini dovevano inoltre avere compiuto i 25 anni di età e dovevano sapere leggere e scrivere.

Insomma: nel Regno Sabaudo (e quindi nel Regno, successivo, d’Italia) aveva teoricamente diritto al voto soltanto il 2% dell’intera popolazione. Ma coloro che esercitavano effettivamente il diritto di voto alle URNE erano meno della metà. Quasi sempre.

Questi modesti dati sono sufficienti a dare un’idea chiara della validità morale, politica e giuridica del primo Parlamento Italiano non solo fino al 1870, ma anche in quelli successivi, seppure con percentuali in crescendo fino ad arrivare, nel 1924, al 30%. I collegi erano UNINOMINALI e fortemente personalizzati.

Ed in sostanza si prevedeva un sistema politico che – così com’era avvenuto nel periodo risorgimentale vero e proprio – privilegiava il ruolo della MASSONERIA, che non uscirà più di scena neppure quando l’Italia sarà veramente unificata. E neppure quando l’Italia diventerà Repubblica.

Tornando alla super celebrata giornata del 17 marzo 1861, dobbiamo puntualizzare che il Regno delle Due Sicilie, pur se orrendamente “massacrato”, è ancora giuridicamente, moralmente, militarmente e politicamente VIVO. Anche dopo quella data.

I Popoli del Sud  quello Siciliano in prima linea) infatti lottano e resistono. L’eroica guarigione della Cittadella di Messina e la città fortificata di CIVITELLA del Tronto non hanno affatto ammainato la Bandiera del Regno delle Due Sicilie.

La resistenza armata di tutti i Popoli di tutte le Regioni del Sud si prolungarono senza sosta. In questa sede citiamo anche la famosa rivolta Siciliana del “7 e mezzo” che si svolse a Palermo dal 15 al 22 Settembre del 1866 e che fu domata soltanto dopo un “BOMBARDAMENTO” da parte della flotta militare e dell’esercito del Regno d’Italia in pieno assetto di guerra. Si contarono più di 10.000 morti, oltre ad enormi danni alla Città (qui potete leggere una ricostruzione della ‘Rivolta del 7 e mezzo’).

L’esercito e la flotta militare infatti erano ancora “mobilitati” in quanto non erano del tutto conclusi i trattati di pace relativi alla TERZA GUERRA di INDIPENDENZA. Ne parleremo in maniera più organica in articoli successivi. Intanto ci sia consentito di fare osservare il fatto che se il Regno d’Italia – grazie all’alleanza con la PRUSSIA – aveva combattuto e “vinto” la TERZA GUERRA DI INDIPENDENZA per la conquista del VENETO (Venezia compresa) e di altre aree geopolitico importanti nel “LOMBARDO VENETO”, ebbene, anche questo “fatto” ci conferma che, alla data del 17 Marzo 1861… l’Italia non era Unificata.

Analoga considerazione va per la “conquista” di Roma, datata 20 Settembre 1870.

Non aggiungiamo altro per il momento. Torneremo presto a riparlare di questo periodo storico anche perché riteniamo che il Diritto alla verità ed il Diritto alla propria memoria storica del Popolo Siciliano e del Popolo della NAPOLETANIA siano diritti inalienabili ed imprescrittibili che non possono essere costantemente disattesi.

LA VERITA’ INNANZI TUTTO!

Anche quando si “istituiscono” e si festeggiano “anniversari” più o meno solenni.

A N T U D U!

Visualizza commenti

  • Dal grande Pippo Scianò, che saluto, sempre inappuntabili lezioni di Storia.

  • Questa storia che bisogna rinarrare a tutti gli abitanti del Sud difetta in un solo punto e cioè non fu il popolo a votare o a deliberare ma nobili e borghesi loro alleati che aderirono, per salvare i loro interesi e per stupida opposizione alle riforme borboniche , ad una falsa unità che conservava apparentemente i loro antichi provilegi. Il regno fu depredato, la nascita del cosiddetto brigantaggio fu altra reazione di coloro che si pentirono del passaggio fatto MENTRE il popolo obbediva ogni volta A CHI PIù PROMETTEVA PER POI RIBELLARSi . Il èpopolo non è smemorato : non ha mai saputo ma oggi il tema è in quale Europa e come questo popolo potrà o vorra' vivere+ Non separatismi ma federalismi europei. I cittadini di domani a
    vranno il mondo come nazione.

    VEDI bRONTE, RIVOLOTA DEL 7 E MEZZO ETC

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