Le bugie sull’Unità d’Italia: ecco i libri verità sulla violenta conquista del Sud

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“A questo punto è opportuno fare qualche nome degli storici, scrittori, giornalisti, che hanno avuto il merito di rompere quel muro ideologico, di omertà e di silenzio sulla conquista del Sud”.

Domenico Bonvegna, su timesicilia.it, fornisce un elenco prezioso di libri che hanno squarciato il buio che ancora oggi avvolge la storia risorgimentale e la violenza con cui è stato annesso il Mezzogiorno d’Italia.

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  • Nulla di nuovo sotto il sole; propagandisti reazionari sanfedisti, filoleghisti, memorialisti filoborbonici, giornalisti che sono convinti di essere storici: i soliti nomi che non hanno alcuna credibilità per gli svarioni che questi scrivono (uno di questi accreditati storici parlò persino di uso dell' aviazione sabauda contro i Briganti [sic!]).

    Nessuna analisi seria su un movimento complesso e nazionale che fu il Risorgimento e sui processi che l'hanno determinato.

    La storia non è disciplina per tutti, tanto meno per giornalisti che non citano le fonti e che le manipolano ad usum delphini per fini strumentali e non per la ricerca della verità.

  • Ma davvero Franco Busalacchi, candidato alla presidenza della Regione siciliana, e i frequentatori di questo sito hanno nostalgie neo-temporaliste, rimpiangono l’Europa dominata dall'alleanza fra Trono e Altare, scagliano anatemi contro le Chiese riformate, considerano opera demoniaca la filosofia illuministica e i “principi dell’89”, e vogliono combattere “la setta” che domina il mondo contemporaneo ? Perché badate che i libri che figurano nella lista qui proposta, quelli che racconterebbero “la verità” sulla storia dell’Italia meridionale nel XIX secolo si collocano all'interno di questa cultura.
    E magari i loro autori fossero tutti come Carlo Alianello, che da buon romanziere scriveva bene: spesso inventava, ma scriveva bene. Molti sono come Angela Pellicciari, la “storica” che il noto intellettuale tradizionalista Silvio Berlusconi consigliava di leggere ai giovani alle feste con la Meloni, la studiosa che considera fonte privilegiata sul Risorgimento gli articoli di Giacomo Margotti, che ha inventato quella goffa sciocchezza secondo la quale Garibaldi avrebbe definito i suoi volontari una specie di banda di criminali; o come Rino Cammilleri, che mette in guardia i cattolici da pericoli come l’ecumenismo, il pluralismo, la democrazia.
    Io credo di sapere che con molti dei frequentanti “I Nuovi Vespri”, sito che ringrazio per la cortese ospitalità, abbiamo idee diverse, e spesso molto diverse; ma che la maggioranza di essi si ritrovi su queste scelte, che viva in un’epoca così lontana dalla nostra, onestamente, non riesco a crederlo.

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