Primarie del centrodestra per la Regione siciliana: accordo sulla pre-registrazione. Basterà a Berlusconi?

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Il dubbio, infatti, è che Berlusconi blocchi tutto. In attesa che il ‘Padrone’ di Forza Italia si pronunci (ammesso che lo faccia), l’ex parlamentare regionale azzurro, Giuseppe Catania, avrebbe lanciato la proposta della pre-registrazione degli elettori. I dubbi di Saverio Romano (Cantiere Popolare). Il fallito killeraggio politico ai danni di Nello Musumeci. Una frangia di Indipendentisti siciliani a braccetto con Forza Italia e cuffariani. E tanto altro ancora

Se Silvio Berlusconi non fermerà tutto – cosa tutt’altro che improbabile – il centrodestra siciliano potrebbe anche celebrare le primarie per individuare il candidato alla presidenza della Regione siciliana. Abbiamo più volte scritto delle difficoltà – e soprattutto delle insidie – che stanno dietro le primarie. Ma, a quanto si racconta, sembra che i problemi potrebbero essere superati con la pre-registrazione.

L’idea l’avrebbe lanciata l’ex parlamentare regionale di Forza Italia, Giuseppe Catania. Gli elettori che vorranno votare alle primarie del centrodestra siciliano si dovrebbero pre-registrare pagando un Euro. Questo dovrebbe evitare – tanto per citare un esempio di ‘primarie alla siciliana’ – quanto avvenuto in occasione delle primarie del centrosinistra di Palermo nel 2012.

Com’è noto, si doveva decidere chi dovesse essere il candidato a sindaco. La favorita era Rita Borsellino. Ma vinse Fabrizio Ferrandelli. Tutto regolare? Formalmente, sì. A parte il fatto che a votare si presentò quasi il doppio degli elettori rispetto alle precedenti primarie. Il dubbio – più di un dubbio, in verità – è che a votare alle primarie del centrosinistra di Palermo si presentarono soggetti che poco o punto avevano a che fare con lo stesso centrosinistra di Palermo.

Con la pre-registrazione questo non dovrebbe accadere. O quanto meno, si dovrebbe ridurre questo rischio, se non altro perché chi si va a pre-registrare ci deve mettere comunque la faccia. Poi, si sa, tutto può avvenire.

La pre-registrazione dovrebbe eliminare anche un altro rischio: che i mafiosi possano mandare i picciotti a sostenere questo o quel candidato.

Questa, almeno, è la speranza degli organizzatori delle primarie del centrodestra. Poi, anche in questo caso, tutto è possibile.

Difficile capire i ‘giochi’ in corso nel centrodestra siciliano.

Il leader del Cantiere Popolare, Saverio Romano, ha già manifestato le sue perplessità sulle primarie che andranno a coincidere con la campagna elettorale per le elezioni comunali (Ma la macchina organizzativa è già partita e, come già ricordato, solo Berlusconi, a questo punto, può interrompere tutto.

Chi ha già iniziato la raccolta delle firme è Gaetano Armao, già assessore regionale del Governo di Raffaele Lombardo. Armao si presenta con il Movimento Nazionale Siciliano, formazione politica che dovrebbe raccogliere anche alcune frange dell’Indipendentismo siciliano. Sarà così?

Non sappiamo, infatti, se in questo Movimento con Armao ci sarà anche il Fronte Nazionale Siciliano: se sarà così farà un certo effetto vedere gli Indipendentisti che raccolgono le firme e poi vanno a votare alle primarie insieme con Forza Italia, #Diventerà Bellissima, Cantiere Popolare, Fratelli d’Italia, Lega Nord, UDC versione Cesa.

Insomma, la politica siciliana riserva passaggi da operetta: e in questo, dobbiamo ammetterlo, il centrodestra siciliano e certi ‘Indipendentisti’ stanno fornendo un ‘grande’ contributo di idee da teatrino…

Che dire di altro? Nello Musumeci, leader di #DiventeràBellissima, è già da tempo in campagna elettorale. Alla fine, se proprio la dobbiamo dire tutta, la sceneggiata delle primarie nel centrodestra siciliano nasce perché Forza Italia e gli ex democristiani (i due maggiori ‘azionisti’ di questo schieramento politico) non sono riusciti a sbarazzarsi di Nello Musumeci.

L’azione di killeraggio politico andata in scena nei giorni scorsi contro il leader di #DiventeràBellissima si inserisce anche in questo contesto. Parliamo del tentativo di screditare Musumeci con una storia di presunti favoritismi di Riscossione Sicilia spa allo stesso candidato alla presidenza della Regione. Cose che le ‘carte’ mostrate da Musumeci hanno smentito. Una brutta storia che avrà un seguito, tra qualche giorno, in Assemblea regionale siciliana (come potete leggere qui).

Musumeci ha detto che la il tentativo di screditarlo è arrivato dalla “mafia dell’antimafia”. In realtà, Musumeci ‘nemici’ ne ha tanti: anche all’interno del suo stesso schieramento politico che vedono la sua candidatura come fumo negli occhi.

Come finirà questa storia? Con molta probabilità, sia il centrodestra, sia il centrosinistra non presenteranno alcun candidato alla presidenza della Regione siciliana prima dell’esito delle elezioni comunali. Se i due schieramenti riusciranno a frenare l’avanzata dei grillini e a non perdere troppi voti, ci saranno i candidati dei due schieramenti politici.

Ma se il centrodestra e, soprattutto, il centrosinistra (che anche alle comunali pagherà i disastri del Governo regionale di Rosario Crocetta) crolleranno, i due schieramenti presenteranno, con molta probabilità, un candidato unico, che potrebbe essere Roberto Lagalla, già assessore regionale alla sanità dei Governi Cuffaro ed ex Rettore dell’università di Palermo.

Se ciò avverrà, bisognerà capire cosa farà Musumeci: manterrà la sua candidatura?

La candidatura di Lagalla, lo ripetiamo, è pronta in caso di ‘ammucchiata’ centrodestra-centrosinistra. Per ora nel centrodestra, fino a quando Berlusconi lo consentirà, bisognerà tenere impegnato e motivato l’elettorato con la storia delle primarie.

Tra i possibili candidati, oltre ai già citati Musumeci e Armao, sembra tramontata la candidatura dell’eurodeputato Salvo Pogliese: la storia dell’inchiesta sulla gestione del gruppo parlamentare dell’Ars funziona come una sorta di spada di Damocle: meglio evitare, dicono dalle parti del centrodestra.

Le ultime ‘news’ darebbero in ascesa la candidatura di Stefania Prestigiacomo, sponsorizzata dallo stesso Berlusconi: ma a non crederci sarebbero in tanti nello stesso centrodestra: insomma, non sarebbe una candidata in grado di raccogliere consensi.

Si sarebbe fatto avanti anche il senatore Tonino D’Alì: ma, anche in questo caso, sono in pochi a crederci.

 

 

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