ASI: “Ci vuole una legge unica regionale sul Diritto allo Studio Universitario”

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Cosa pensano i nostri giovani delle università siciliane? E della politica? Oggi diamo la parola a Marco Campagna che è presidente dell’Associazione Studenti Ingegneria

Marco Campagna è presidente dell’ASI (Associazione Studenti Ingegneria), che opera all’interno del panorama dell’Università degli Studi di Palermo “per creare – come si legge su Facebook – aggregazione fra gli studenti e per aiutare gli studenti che necessitano di ausili durante il loro percorso accademico. Il nostro impegno si basa sulla progettazione e organizzazione di attività culturali legati al mondo dell’ingegneria e della scienza.  Ci dedichiamo inoltre alla divulgazione scientifica e alla pubblicazione di articoli interessanti per tutti gli appassionati ai temi sopracitati”.

Così come abbiamo già fatto con altre associazioni e faremo in futuro, I Nuovi Vespri lo ha contattato per saperne di più.

Cosa vi siete prefissati di fare quest’anno?

“I nostri obbiettivi per il nuovo anno nascono principalmente dalla necessità di creare coscienza tra gli studenti della nostra Università di come il mondo della produzione e il concetto stesso di prodotto sia cambiato nel corso dei primi anni del nuovo millennio, consapevoli della necessità di adeguare la didattica accademica ai nuovi processi di produzione (nuove tecnologie e mondo informatico) e al nuovo mercato del lavoro. Per questo nella nostra attività di rappresentanza studentesca cerchiamo di incidere all’interno delle politiche universitarie, chiedendo un maggiore investimento nei servizi agli studenti, puntando sempre di più sulle strutture concedendone l’accesso a tutti gli studenti, con l’inserimento di più attività interattive e formative dal punto di vista professionale”.

Qual è il vostro pensiero a proposito della fuga degli studenti dal Sud al Nord?

“Crediamo che il fenomeno delle emigrazione studentesca verso i poli universitari del Centro-Nord sia un fenomeno molto complesso e che risente dello scarso investimento della politica territoriale sul diritto allo studio universitario, oltre ai fisiologici limiti che le università del Sud avvertono sempre di più a causa delle logiche premiali del governo nazionale, che punta a finanziare sempre di più le eccellenze e penalizzare i cosiddetti atenei di ‘Serie B'”.

E qual è la vostra soluzione a riguardo?

“Occorre prima di tutto una legge unica regionale sul DSU che limiti gli sprechi causati dall’elevata burocrazia e dei giochi di potere che vi sono tra le strutture territoriali dell’ERSU e la struttura ERSU regionale, e che sia capace di mettere sullo stesso piano tutti gli studenti Siciliani, in modo investire sulla risoluzione dei disagi che colpiscono gli studenti fuori sede. Per non parlare poi delle grosse inefficienze del sistema nell’erogare le borse di studio, sia dal punto di vista delle tempistiche sia dal punto di vista del numero degli idonei che realmente la percepiscono, sia dal punto di vista dei reali benefici che essa offre”.

N.B.: A Marco abbiamo anche chiesto un parere politico e sociale sulla situazione siciliana ma ha preferito non rispondere “perché la nostra associazione opera all’interno dell’area scientifica nel mondo universitario e in particolare opera nel campo della promozione culturale di ambito scientifico e non di rappresentanza sociale e politica”.

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