L’arroganza del potere: il silenzio di Alfano e Renzi sul caso di Alfano jr VD

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La storia era nota. Il Fatto quotidiano ne aveva rivelato tutti i particolari. Ieri, nella puntata di Report, il programma di inchiesta di Milena Gabanelli, abbiamo visto tutti i fatti messi insieme. Quello che, forse, non si sta sottolineando abbastanza, è la faccia tosta del ministro e dei suoi compagni di Governo che continuano a tacere…

La storia era nota. Il Fatto quotidiano ne aveva rivelato tutti i particolari. Ieri, nella puntata di Report, il programma di inchiesta di Milena Gabanelli, abbiamo visto tutti i fatti messi insieme. Parliamo di Alessandro Alfano, fratello del Ministro dell’Interno e della sua ‘brillante’ carriera.

Report parte dalla Camera di Commercio di Trapani. Alfano junior riesce ad accaparrarsi la segreteria generale, superando dirigenti più titolati di lui.

Nel servizio, che potete vedere qui, le testimonianze del segretario della Camera di Commercio di Enna, Santo Di Bella che aveva partecipato alla selezione e che dice anche di non avere fatto ricorso “perché avviare un ricorso contro il fratello dell’allora Ministro della Giustizia non era consigliabile”.  “A Trapani – commenta – già da tempo circolava il nome del vincitore, Alessandro Alfano”

A questa testimonianza si aggiunge poi quella di Anna Perricone, ex vice segretario della Camera di Commercio di Trapani, che ritiene vi fossero per quel posto dei requisiti discutibili da rispettare.

Fino ad oggi, in cui Alessandro Alfano è stato incaricato di gestire il patrimonio immobiliare siciliano di Poste italiane “senza averne i titoli”.

Insomma, come detto, particolari che a spizzichi e bocconi erano già venuti fuori e che Report mette impietosamente insieme.

Quello che, forse, non si sta sottolineando abbastanza, è l’arroganza del potere: il Ministro Alfano e gli altri esponenti del Governo non stanno dicendo nulla su questo caso. Non si tratta di un semplice ‘aiutino’ che qualsiasi fratello di qualsiasi ministro ha sempre ricevuto e sempre riceverà. Si tratta di incarichi strapagati per cui, secondo le inchieste, non ci sono neanche i titoli necessari.

I nostri stanno in silenzio. Convinti di essere al di sopra di ogni regola, anche quella del buonsenso.

Il messaggio che passa è devastante, soprattutto per i giovani.

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