Ars, via libera ai debiti fuori bilancio. Baccei gioca con le tasche altrui

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Incredibile quello che è successo in Aula: con i parlamentari che hanno richiesto il voto segreto non perché c’erano divisioni, ma per tentare di sfuggire alla Corte dei Conti. Simpatico l’intervento dell’assessore-commissario che ha esortato i deputati al senso di responsabilità, tanto lui che non è deputato non sarebbe chiamato a risponderne…

Alla fine, dopo una corsa ad ostacoli che dura da settimane,con abbandoni dell’Aula e bagarre tra i gruppi politici, l’Assemblea regionale siciliana ha dato il via ai controversi debiti fuori bilancio. Ovvero, quei misteriosissimi 132 milioni di Euro che nessuno sa con esattezza come e perché siano stato spesi. Sono operazioni temerarie che, come vi abbiamo detto più volte, non sono mai state contabilizzate e sulle quali pesa non l’ombra, ma un possibile macigno che in lingua italiana si chiama danno erariale. Ed è proprio per questo che i deputati si sono rifiutati, finora, di trasformare in legge questi raggiri contabili: la Corte dei Conti non fa sconti a nessuno.

Oggi, pero, dopo le ennesime polemiche, con il voto di soli 25 deputati (su 45 presenti) la legge è stata approvata. Per approvarla i parlamentari della maggioranza di centrosinistra hanno optato per un a strategia farsesca: hanno chiesto il voto segreto. Obiettivo: impedire alla Corte dei Conti di ‘azziccare’ un eventuale danno erariale. Con il voto segreto, infatti, la magistratura contabile non potrebbe riconoscere chi ha votato sì…

L’Ara, stasera, ha scritto una pagina che definire incredibile è poco. Del resto, il presidente del Parlamento siciliano, Giovanni Ardizzone, oggi sostituito degnamente da Antonio Venturino, ci ha abituati a questo e ad altro. Ma organizzare una votazione per sfuggire alla giustizia contabile è veramente oltre il limite della decenza istituzionale prima che politica.

Tra l’altro, agli osservatori non sfuggirà certo – così come non sfuggirà alla Corte dei Conti – che i 45 deputati presenti in Aula hanno organizzato il voto segreto non perché c’erano divisioni, ma – come già ricordato – per sfuggire al possibile giudizio della Corte dei Conti.

Trattandosi di un voto segreto ‘combinato’ – come certe partite di calcio truccate – non è detto che la Giustizia, là dove dovesse decidere di fare chiarezza su 132 milioni di Euro spesi in alcuni casi – sembra incredibile, trattandosi di fondi pubblici! – senza pezze d’appoggio potrebbe decidere, perché no?, di chiedere ‘lumi’ ai 45 ‘califfi’ presenti in Aula.

In tutta questa incredibile storia c’è pure un aspetto divertente: l’assessore-commissario, Alessandro Baccei, che è intervenuto in Aula richiamando al senso di responsabilità ed esortando i deputati a dire sì:

“I debiti fuori bilancio sono previsti dalla nuova normativa, il decreto n. 118 del 2011, già le altre Regioni lo hanno fatto. Abbiamo visto in questi giorni problemi interni alla maggioranza, è evidente, ma questo disegno di legge è essenziale”.  “Chiedo a tutti di garantire la presenza in Aula per consentire l’approvazione di questa legge”.

Quello che l’assessore Baccei non ha detto se, anche nelle altre Regioni, sono stati approvati debiti fuori bilancio senza le pezze d’appoggio: cioè senza sapere a chi e a che titolo è stata pagata una parte di questi 132 milioni di Euro.

Tanto lui, non essendo deputato, non ne risponderà. Per dirla con Flaiano, Baccei ha fatto le barricate con mobili altrui. A rischio non ci sono le sue tasche, ma quelle dei deputati che hanno detto sì. E che, vista la propensione al lecchinaggio acuto, si meritano la Corte dei Conti e altro.

In Aula sono rimasti i parlamentari di Forza Italia che, forse in vista di accordi con il PD per le elezioni regionali del prossimo anno (come potete leggere qui), non hanno avuto scelta.

Ma anche il gruppo di Nello Musumeci che ha parlato di “clima di banditismo politico” e che si è opposto al voto segreto “che asseconda logiche poco chiare” è rimasto.

Esplicito su questo punto anche Francesco Cappello del M5S: “Perché volete il voto segreto? Qualche inciucio in vista? Noi se si sceglie la segretezza, abbandoniamo l’Aula”.

Anche i parlamentari del Nuovo Centrodestra Democratico hanno disertato la seduta.

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