Cuffaro, la carità e il Vangelo web 2.0…

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“La mano sinistra non sappia ciò che fa la destra”. Ma l’apostolo Matteo non aveva a disposizione internet. L’ex governatore, invece, anche in Burundi un computer ce l’ha…

Alla fine Totò Cuffaro in Burundi c’è andato. Alla fine, Totò Cuffaro, come vi abbiamo raccontato qui ad esempio, alla politica non ha rinunciato. Anzi. Tesse trame originali e strizza l’occhio pure alla maggioranza del Governo nazionale in vista del referendum costituzionale.

Intanto, però, aveva questo debito ‘cristiano’ da espiare: andare ad aiutare i bisognosi. Mettere al servizio degli ultimi la sua professione medica. Bene, benissimo, bravo.

A noi però che non siamo cattolici praticanti (non tutti almeno nella redazione di questo blog)  viene in mente un passo del Vangelo:  “La mano sinistra non sappia ciò che fa la destra”. E’ un versetto di Matteo (6,1-4) che invita a non sbandierare le proprie buone azioni.

E ancora, recita la dottrina cattolica: “Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per essere da loro ammirati, altrimenti non avrete ricompensa presso il Padre vostro che è nei cieli”.

Ora, non ci permetteremo mai di mettere in dubbio il cattolicesimo di Cuffaro. Chi siamo noi per giudicare?

Però tutte queste foto che arrivano dal Burundi, e prontamente divulgate, con lui che tiene in braccio i bambini, con lui vicino ai ‘bisognosi’, sorrisi e baci, un po’ ci sorprendono.

Non dovremmo sorprenderci?  Vero è. Anche i Vangeli si adeguano ai tempi moderni e alla rivoluzione di Internet. E l’apostolo Matteo, se fosse vissuto ai tempi del web avrebbe certamente ‘cassato’ la clausola della discrezione. E il vangelo di Matteo oggi si chiamerebbe Matteo 2.0.

 

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