Rifiuti, a Ottobre Palermo rischia di diventare una discarica a cielo aperto

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Sarebbe questa la logica conseguenza di una decisione un po’ folle annunciata ieri in conferenza stampa dal presidente della Regione, Rosario Crocetta. “Da Venerdì prossimo tutti i Comuni del Palermitano conferiranno i rifiuti a Bellolampo”, ha detto il governatore dell’Isola. Peccato che la sesta vasca della discarica di Palermo sia ormai quasi satura. Con l’arrivo dei rifiuti degli oltre 80 Comuni della provincia in meno di tre mesi Bellolampo sarebbe al tracollo. E a Ottobre 700 mila palermitani non saprebbero dove portare i rifiuti. Ma questo, presidente Crocetta, è un modo di governare?

Tra qualche giorno tutti i Comuni del Palermitano scaricheranno i rifiuti nella discarica di Bellolampo. Così ha annunciato ieri il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta. Questa decisione è stata presa sulla base di considerazioni scientifiche? C’è una relazione tecnica che accompagna e spiega per filo e per segno che questa decisione si potrà attuare senza creare altri problemi? Perché poniamo queste domande? Semplice: perché la sesta vasca della discarica di Bellolampo – l’unica oggi disponibile – è già quasi al limite. Con gli attuali ritmi potrebbe reggere ancora un anno e mezzo, due anni. Ma che succederà se i rifiuti di oltre ottanta Comuni finiranno a Bellolampo?

“La decisione adottata dal Governo regionale è allucinante”, ci spiega Claudia Mannino, parlamentare nazionale del Movimento 5 Stelle eletta in Sicilia. Parliamo di una deputata che, da anni, segue la questione rifiuti. E che, da tempo, incalza il Governo regionale su tale tema.

“Se, come ha annunciato il presidente della Regione – ci dice ancora Claudia Mannino – i rifiuti di tutti i Comuni della provincia di Palermo verranno dirottati nella discarica di Bellolampo si rischia di creare serissimi problemi al capoluogo siciliano. In due mesi, forse due mesi e mezzo, forse tre mesi, siamo lì, la sesta vasca di Bellolampo si saturerà. Insomma a Ottobre in emergenza rifiuti finirà Palermo. E allora sì che sarà un vero problema, perché non ci sarà nemmeno il tempo di realizzare la settima vasca. La verità è che la superficialità e il pressappochismo dell’attuale Governo regionale è incredibile”.

Alla conferenza stampa di ieri, oltre a Crocetta, era presente l’assessore regionale che ha la delega per la gestione dei rifiuti, Vania Contraffatto. Da lei e dai tecnici del dipartimento regionali dei rifiuti ci si sarebbe aspettati la già citata relazione tecnica. Qualcuno dovrebbe spiegare il perché una discarica – quella di Bellolampo – che è già di per sé una bomba ecologica, dovrebbe resistere all’ ‘assalto’ di oltre 80 Comuni che non sanno dove scaricare i rifiuti.

Non ci crederete, ma le considerazioni ‘giuridiche’ e ‘tecniche’ illustrate ieri dal presidente Crocetta a sostegno della sua tesi sono state le seguenti:

“Palermo è ormai una città metropolitana. Tutti i Comuni della provincia di Palermo fanno parte della città metropolitana. Quindi possono scaricare i rifiuti nella discarica di Bellolampo”.

Tutto questo a prescindere dalla tenuta della discarica. Per non parlare della legge di riforma delle Province che ha istituito le Città metropolitane di Palermo, Catania e Messina per aiutare questi Comuni a venire fuori dalla crisi finanziaria, non certo per incasinarli con la gestione dei rifiuti!

La verità è che il Governo regionale, in quasi quattro anni di Governo, ha solo peggiorato la situazione in materia di rifiuti. L’unico che ha provato a spezzare la logica delle discariche è stato l’ex assessore regionale, Nicolò Marino, che ha tentato di contrastare i ‘Signori delle discariche’ e, contemporaneamente, di fare luce sulle decine e decine di milioni di Euro di fondi pubblici spesi per gli impianti di compostaggio della nostra isola in buona parte abbandonati.

Ma Marino è stato respinto dallo stesso Governo regionale di Crocetta come una sorta di ‘corpo estraneo’.

Ora la situazione si è incancrenita. Molte discariche – pubbliche e private – sono state chiuse, o perché sature, o perché fuori legge (in realtà, quasi tutte le discariche siciliane sono fuori legge). Il Governo Crocetta ha creato l’emergenza rifiuti in mezza Sicilia (e forse più). E, adesso, per fronteggiare l’emergenza, non sapendo che fare, prova a risolvere i problemi infognando anche chi, bene o male, è riuscito, fino ad oggi, ad andare avanti.

E’ il caso della discarica di Bellolampo, a Palermo. Bene o male, a Palermo, oggi, la situazione in materia di raccolta e smaltimento dei rifiuti è sotto controllo. A Bellolampo funziona anche il Trattamento Meccanico Biologico (TMB) dei rifiuti. Si tratta di una tecnologia di trattamento a freddo dei rifiuti indifferenziati – o dei residui della raccolta differenziata – che si basa sull’abbinamento di processi meccanici a processi biologici, dalla ‘digestione’ anaerobica (in assenza di ossigeno) al compostaggio. La cosiddetta frazione umida (l’organico da bioessicare) viene separata dalla frazione secca (plastica, carta, vetro, inerti e altro ancora). Poi la frazione secca dovrebbe essere in parte riciclata oppure utilizzata per produrre il CDR, sigla che sta per Combustibile Derivato dai Rifiuti.

Bene o male, lo ricordiamo ancora, la situazione, a Palermo, è sotto controllo. Che succederà se, come ha annunciato il governatore Crocetta, tutti i Comuni del Palermitano, tra qualche giorno, inizieranno a conferire i rifiuti a Bellolampo? A parte l’improbabile tenuta dell’impianto di TMB, il vero problema, lo ricordiamo ancora una volta, è la saturazione, nel giro di due-tre mesi della sesta vasca della discarica di Palermo.

Il sindaco Leoluca Orlando e i suoi tecnici sono al corrente di quello che potrebbe succedere? Il primo cittadino del capoluogo siciliano si troverà davanti a un bivio: se darà il benestare incasinerà Palermo, perché non avrà nemmeno il tempo di realizzare la settima vasca (che di per sé è già una follia, perché Bellolampo è una discarica che andrebbe chiusa, altro che settima vasca!); se – come si spera – si opporrà a quest’ennesima manifestazione di dilettantismo del Governo Crocetta ci saranno altre polemiche.

Claudia Mannino ci dice che il Comune di Palermo, visto che la sesta vasca, tra qualche anno, sarà satura, avrebbe già preso contatti con il Comune di Montelepre per la realizzazione della settima vasca. La notizia è stata tenuta sotto traccia perché si temono proteste da parte della popolazione non soltanto di Montelepre, ma di tutto il circondario, che già da anni denuncia l’inquinamento di questa zona a causa della discarica di Bellolampo.

La programmazione degli interventi, in questa materia, non spetta ai Comuni, ma alla Regione. Noi chiamiamo in causa sempre Crocetta. Ed è normale: è lui il presidente della Regione. Ma non dobbiamo dimenticare che, nel corso dell’ultima crisi di Governo, il sottosegretario del PD, Davide Faraone, ha preteso e ottenuto l’assessorato che si occupa anche di rifiuti. E’ stato Faraone a imporre Vania Contraffatto sulla plancia di comando di questo assessorato.

I risultati della gestione dei rifiuti in Sicilia targata Faraone-Contraffatto sono sotto gli occhi di tutti. Sono loro due – questo signore e questa signora – i veri responsabili dello sfascio che oggi registriamo in Sicilia in materia di rifiuti.

Faraone rilascia intervista a destra e a manca, come se lui fosse ‘terzo’ rispetto alla crisi. Parla di commissariamento. Ma il primo ad essere commissariato per manifesta incapacità politica dovrebbe essere proprio lui; e, con lui, andrebbe commissariata anche l’assessore Contraffatto.

Oggi le opposizioni di centrodestra all’Assemblea regionale siciliana chiedono la testa dell’assessore Contraffatto (ma non dovrebbero prospettare soluzioni?). Anche i parlamentari del Nuovo Centrodestra Democratico – che da circa un anno appoggiano il Governo Crocetta – vorrebbero censurare l’assessore Contraffatto. Dimenticando di fare parte di un Governo che ha portato allo sfascio la Regione siciliana.

La Sicilia precipita nel baratro e questi signori giocano a scarica-barile. Ormai siamo al ridicolo.

Foto tratta da canalesicilia.it

 

 

 

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