Emergenza rifiuti: per il TG1 è a Roma. E in Sicilia?

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A Roma un quartiere con i cassonetti non svuotati diventa una notizia nazionale da TG1. Si parla del nuovo sindaco, Virginia Raggi, che si è insediata qualche settimana fa e che non c’entra niente. Mentre non si parla della Sicilia, dove centinaia di auto-compattatori, in queste ore, non sanno dove scaricare l’immondizia per precise responsabilità del Governo regionale di centrosinistra di Crocetta. Proprio stamattina, ironia della sorte, decine di auto-compattatori carichi di rifiuti si sono catapultati sotto le finestre di Palazzo d’Orleans, la sede del Governo regionale. Ma nemmeno questa è una notizia…

TG1 delle 13 e 30 di oggi, anno di grazia 2016. A un certo punto il conduttore, con aria compunta, annuncia un servizio sull’emergenza rifiuti.

Chi scrive è a tavola, alle prime forchettate di pasta. Pensiamo:

“Ora arriverà un mega servizio sul caos che c’è in Sicilia con gli auto-compattatori carichi di immondizia arrivati sotto le finestre di Palazzo d’Orleans, la sede della presidenza della Regione siciliana”.

Parte il servizio e si vede subito la faccia di Virginia Raggi. Da quello che si capisce – forse il passaggio avrebbe dovuto essere raccontato meglio – ci deve essere stato uno sciopero non abbiamo capito bene di chi. Quello che si capisce è che in un quartiere c’è l’immondizia per le strade.

A rigor di logica – questo lo capisce anche un bambino – Virginia Raggi, esponente del Movimento 5 Stelle, si è appena insediata in Campidoglio. Il nuovo sindaco di Roma non può avere alcuna responsabilità su quanto sta accadendo. Eppure si è precipitata nel quartiere della sua città e, con pazienza, spiega che i centri di stoccaggio di rifiuti sono saturi, o sono gestiti male.

Non una parola sui suoi predecessori. Non un’accusa su chi le ha lasciato tale eredità. Alla fine, con il suo stile pacato, senza fronzoli, senza veleni, il nuovo sindaco della Capitale ne esce benissimo.

Lungi da noi l’idea che il TG 1 abbia tentato di mettere in cattiva luce il nuovo sindaco. Se non altro perché, alla fine del servizio, non solo si è capito che la Raggi non c’entra niente, ma si è capito anche che i suoi predecessori sono i responsabili di quanto sta accadendo a Roma.

Detto questo, visto dalla Sicilia, questo servizio del TG1 ci lascia perplessi. Un quartiere di Roma con i cassonetti di immondizia che non vengono svuotati diventa una notizia nazionale. Mentre il fatto che a Palermo, proprio nello stesso giorno, decine di auto-compattatori pieni di rifiuti si sono catapultati davanti la sede del Governo regionale perché non sanno dove scaricare l’immondizia, beh, questa non è una notizia degna del TG 1.

E dire che siamo a Luglio, in piena estate, con l’Isola piena di turisti. Con il pericolo che questi rifiuti non raccolti e non stoccati, a causa delle alte temperature, provochino l’esplosione di epidemie.

Eppure tutto questo non è una notizia di rilievo nazionale. Ci sembra giusto: la Sicilia non è forse l’ultima delle ‘colonie’ italiane? Solo in Sicilia, nel silenzio generale – con otto lunghi anni di centrosinistra al Governo della Regione e della stragrande maggioranza dei Comuni – si possono osservare chilometri e chilometri di strade costeggiate da cumuli d’immondizia non raccolta.

Incredibile quello che succede – non da ora, ma da anni – lungo il tragitto che conduce dall’aeroporto ‘Falcone-Borsellino’ a Palermo: chilometri e chilometri di immondizia. E i sindaci di Cinisi, Terrasini, Capaci, Carini, Isola delle Femmine hanno qualcosa da dire? ‘A munnizza ‘mmemnz’i strati fa ormai parte del paesaggio ‘urbanistico’? O forse l’ordine è quello di non disturbare il Governo Renzi che si è preso i soldi della Sicilia?

Già, i sindaci. Stamattina, davanti Palazzo d’Orleans, se ne contavano venti che protestavano. Scommettiamo che non ce n’era nemmeno uno del PD?

Mentre scriviamo queste note ci chiama al telefono il sindaco di Canicattini Bagni e vice presidente dell’ANCI Sicilia, Paolo Amenta. E’ un uomo delle istituzioni che sentiamo spesso. L’abbiamo cercato noi, senza fortuna, intorno alle 15,00. L’abbiamo cercato perché ci hanno raccontato che la discarica di Lentini, in provincia di Siracusa – una delle tre discariche della Sicilia ancora aperte (le altre due sono quella di Bellolampo a Palermo e quella di Trapani) – sarebbe stata chiusa.

Amenta, dicevamo, ci chiama mentre scriviamo questo articolo. E ci conferma la notizia: la discarica di Lentini è stata chiusa. 

“Ci sono – ci dice Amenta – centinaia di auto-compattatori carichi di rifiuti bloccati. E’ un dramma. Ed è anche logico: l’unica discarica aperta nella Sicilia orientale presa d’assalto anche dai Comuni della parte occidentale dell’Isola. Una follia”.

Una decisione ‘intelligente’ del Governo regionale che in tre anni e mezzo non ha fatto nulla per la raccolta differenziata dei rifiuti. O meglio, a fare qualcosa ha provato l’ex assessore regionale Nicolò Marino. Che si è scontrato con il titolare della discarica di Siculiana, Giuseppe Catanzaro, vice presidente di Confindustria Sicilia.

Morale: Marino è stato ‘sbarellato’ dal Governo.

Riepilogando. Renzi, segretario nazionale del PD, è Presidente del Consiglio. Il Governo regionale della Sicilia è espresso dal PD di Renzi. L’assessore regionale che si occupa dei rifiuti – Vania Contraffatto – è stata imposta in Giunta regionale dal sottosegretario Davide Faraone, cioè dal luogotenente di Renzi in Sicilia.

Via, non è che possiamo pretendere che il TG 1 si occupi dell’emergenza rifiuti in Sicilia? Ve l’immaginate il TG 1 che sottolinea l’inadeguatezza del Governo Crocetta, l’insipienza del sottosegretario Faraone e il flop dell’assessore Vania Contraffatto, tutti del PD?

Meglio parlare dell’emergenza rifiuti di Roma, no?

Rifiuti, Faraone vuole commissariare se stesso e la ‘sua’ Vania…

Faraone? Mai al Ministero, sempre in Sicilia… E io pago!!

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