Emergenza ospedali: Mercoledì se ne occuperà la commissione Sanità dell’Ars

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Alla riunione ci saranno anche i sindacalisti dell’UGL. Se proprio dobbiamo essere sinceri, anche quest’organizzazione sindacale, con tutta la buona volontà, non coglie la vera emergenza della sanità siciliana che è, prima di ogni altra cosa, finanziaria. La domanda è: che fine fanno i soldi destinati alla sanità pubblica siciliana?

Cosa succede nel mondo della sanità siciliana? E’ questo il frequente interrogativo che sta scuotendo l’opinione pubblica, costretta quotidianamente ad inseguire un diritto sancito dalla Costituzione della Repubblica italiana. Quel sacrosanto diritto alle cure che oggi nella nostra realtà siciliana sta diventando una chimera, se è vero che, dal 2009 ad oggi, assistiamo a un lento e inesorabile smantellamento di ‘pezzi’ del servizio sanitario regionale.

“Siamo basiti di fronte a quello che sta succedendo nella sanità pubblica siciliana”.

Ad esprimere preoccupazione sono il coordinatore nazionale del settore docenza e dirigenza di UGL università, Raffaele Lanteri, il segretario regionale della federazione UGL medici, Aurelio Guglielmino, e il segretario regionale della federazione UGL sanità, Renzo Spada.

“Dopo l’invenzione della figura del sanitario ‘balneare’, con rinnovi dei contratti a tempo determinatissimo, ovvero da uno a tre mesi – sottolineano i sindacalisti – vengono creati reparti accorpati, come il caso degli ospedali riuniti di Mazara del Vallo e Castelvetrano e dell’Azienda ospedaliera ‘Garibaldi’ di Catania. Mentre all’ospedale ‘Piemonte’ di Messina viene ‘sperimentato’ il Pronto Soccorso ad ore, con apertura dalle 8 alle 20! Pur sforzandoci di comprendere le motivazioni di chi, per motivi di sicurezza, è stato costretto ad assumere questo genere di iniziative continuiamo a chiederci come sia stato possibile giungere a simili soluzioni estreme”.

“Ci mettiamo soprattutto nei panni di chi, indossando un camice bianco – proseguono gli esponenti dell’UGL – si trova davanti all’utenza, dovendo dire che il Pronto Soccorso sta per chiudere come fosse un qualsiasi negozio, immaginandone il relativo e comprensibile imbarazzo. Ci immedesimiamo – aggiungono i tre sindacalisti – in un utente che si aggira all’interno dell’ospedale alla ricerca dell’ambulatorio o dell’unità operativa dove poter fruire della prestazione sanitaria, cogliendone il disagio”.

“Allora – proseguono i sindacalisti – reiteriamo due domande. Era proprio necessario tutto ciò? Quali correttivi pensiamo di attuare? Per questo motivo, ancora una volta, ribadiamo sia urgente sbloccare le immissioni in servizio dei numerosi vincitori di concorso e prorogare la scadenza delle graduatorie utili, oggi prevista per il 31 Dicembre, in vista di nuovi concorsi pubblici. Siamo convinti che, in assenza di queste manovre, la situazione sia destinata a peggiorare, in particolare con l’inoltro della stagione estiva dove i periodi di ferie e le già attivate quiescenze potranno creare ulteriori difficoltà al sistema sanitario stesso”.

“Riteniamo – concludono Lanteri, Guglielimo e Spada – che queste soluzioni oggi siano non più una necessità, ma un’emergenza. Questo rappresenteremo ai componenti della commissione parlamentare Servizi sociali e sanitari dell’Ars nel corso dell’audizione di Mercoledì 13 Luglio presieduta da Giuseppe Digiacomo. Questo vorremmo ribadire con un accorato appello all’assessore regionale della salute Baldo Gucciarci a cui rinnoviamo la richiesta di incontro urgente”.

P.S.

Non ci sembra che i dirigenti dell’UGL abbiano compreso appieno cosa sta succedendo nella sanità siciliana. Il vero tema è legato alle risorse finanziarie. La domanda è: che fine fanno i soldi destinati alla sanità siciliana? Con tutta la buona volontà, non crediamo che la commissione Sanità dell’Ars possa fare molto, se è vero che i parlamentari di questa commissione non sono riusciti a sapere quanto costa ogni anno alla Regione l’ISMETT…

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