Precari siciliani: lettera a un precario mascalzone Atto secondo

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La nostra prima lettera sul precario mascalzone ha suscitato un bel dibattito. La maggioranza dei lettori si è detta d’accordo con noi. Poi ci sono quelli che hanno alzato i toni. E altri che hanno trovato una giustificazione nel fatto che tutti gli assunti alla Regione sarebbero raccomandati. Non è così. Ma è noto che i mediocri, abbassando il livello degli altri, si sentono rinfrancati. Un modo auto-accomodante per giustificare i propri limiti

“Necesse est ut veniant scandala”, è necessario che avvengano scandali (Matteo, 18,7)

La  nostra lettera sul precario mascalzone (che potete leggere qui) che si diceva pronto a bruciare le macchine ha provocato un putiferio. Siamo soddisfatti  prima di tutto che la maggioranza dei commentatori si è dichiarata d’accordo con quanto abbiamo scritto, mentre una minoranza ha dato vita una seria dei reazione offensive e isteriche.

Due fili rossi reggono tutti i commenti  contrari alla lettera.

Il primo, che nessuno, dico nessuno, ha preso le distanze da quel mascalzone, il che la dice lunga sulla veridicità della sua affermazione: “Noi siamo pronti (a bruciare le macchine)”. Il secondo, che nessuno dei commentatori ha affrontato il merito delle questioni aperte con la lettera.

Tutti si sono detti lavoratori, che pagano le tasse, che pagano le medicine e le utenze. Ci mancherebbe! Mi pare però che far diventare virtù ciò che è dovere è un indizio grave del degrado morale cui siano piano piano giunti in questa Regione.

Altri hanno detto: “Siamo precari, e allora?”

Essere precari non è una condizione esistenziale. Si può esserlo e non esserlo. E’ questione di volontà. E se si può non esserlo, bisogna chiedersi perché si è diventati e si resta precari. Se si è precari e non avvocati, notai, magistrati, dirigenti pubblici, dirigenti d’azienda, medici, ingegneri, matematici, professori e professionisti in genere, un motivo ci sarà e ognuno dovrebbe rifletterci con cuore puro e in buona fede. Solo allora capirebbe che non è colpa di un destino cinico e baro, ma è colpa di se stessi.

Poi c’è un’altra questione. Mascia Maslova è un personaggio di Resurrezione, il grande romanzo di Tolstoy. La Maslova, per una serie di circostanze sfortunate, è vittima della sua debolezza, così finisce con il fare la prostituta. Tolstoy interroga i suoi lettori: pensate che tutte le donne che   finiscono così passino ogni giorno della loro vita a disperarsi per la propria condizione, di cui avvertono l’orrore? No, risponde lo scrittore. Ognuno trova una giustificazione per quello che fa e per quello che è, e si consola. E’ un kit di sopravvivenza.

Vi faccio un esempio. Molti di voi hanno sostenuto che alla Regione chi ha superato un concorso pubblico era al 100% raccomandato.

E’ un giochetto psicologico quasi infantile.

Abbassando il livello degli altri, noi ci sentiamo meglio, e giustifichiamo tutto quello che facciamo, la nostra posizione, i nostri errori, i nostri limiti e tutto quello che ci ha condotto a essere quello che siamo.

Ma non è difficile controbattere, nel caso. Che qualcuno o tutti siano entrati nei concorsi per raccomandazione è tutto da dimostrare. Che i precari, tutti, siano stati assunti per raccomandazione è un fatto. A questo riguardo vi sottopongo a un giochetto. Se qualcuno vi confermasse di essere stato raccomandato, e da chi, in un concorso alla Regione, voi fareste il nome degli onorevoli mascalzoni che vi hanno favorito?

Un’ultima cosa, noi non abbiamo scritto che i precari sono tutti mascalzoni, abbiamo scritto che uno di voi è un mascalzone, e lo confermiamo.

Precari siciliani (atto terzo): l’intervento del Prof Costa

Visualizza commenti

  • Agggiungerei che spesso i mediocri sono anche cattivi.
    La verità è che la maggior parte dei precari ha anche un secondo lavoro in nero e la moglie anche precaria e la scrivania sotto casa.
    Vita comoda, poche responsabilità ( la maggior parte) imborghesiti. Ricordargli che non hanno vinto un concorso e sono, appunto, precari, li infastidisce, non ci vogliono pensare, tanto ormai il diritto è acquisito.....così fan tutti. ..
    Una generazione congelata nel tempo, non più giovani, mai adulti. Abituati a chinar il mento per non subire il cambiamento. Mi spiace dirlo ma la maggior parte di loro si merita quello che si prospetta, anche se purtroppo è un dramma sociale.


  • Padre nostro che sei nei cieli / dacci oggi il nostro massacro quotidiano, / liberaci dalla pietà, dall'amore, dalla fiducia nell'uomo. / Dall'insegnamento che ci dette tuo Figlio. / Tanto non è servito a niente, / non serve a niente. / A niente e così sia.
    "Oriana Fallaci" docet!
    Per chi li conosce bene per uno che "lavora" con gli altri nove devi stare attento a come ti poni.
    Sbaglio ma anche di questo dobbiamo ringraziare il Sinnaco Ollando?

  • sono un precario (a replicarvi mi sento come gli ebrei ai tempi del nazi-fascismo) e non ho mai minacciato nessuno, ne lo farò mai, e certamente sono il primo a condannare questo mio collega che ha detto queste cose, però l'articolo non mi pare che si fermi al "mascalzone", mi pare che il giudizio poi venga esteso alla platea dei precari. E non siamo tutti così rincoglioniti per come ci avete definito. Forse non ci crederete ma sappiamo anche leggere e scrivere, fare qualche conticino, e diciamo le preghiere tutte le sere

  • Di sicuro Tutti sappiamo leggere, e "delinquenti" e"accattoni" mi pare di capire siano plurali!!! Ma poi, dico io, cin tutte le problematiche che dobbiamo affrontare, dovremmo metterci pure a discutere con chi ha tempo da perdere a infangare???? Ma riempite il vostro tempo con qualcosa di costruttivo e lasciateci in pace!!!!

  • Oggo tutti siamo precari... Da sempre esistono i precari ma prima il lavoratore subordinato smetteva di esserlo poiche'si applicavano le norme ad acta e si assumeva anche tramite concorso .. Oggi i precari ci sono essi sono il motore delle amministrazioni dei comandi di P.Locale molti sono entrati di ruolo altri pur essendo utilizzati ed avendo istaurato un rapporto di lavoro legalmente riconosciuto ..abusati non lo sono... Siamo entrati dalla porta principale .. E dopo 30 di onesto lavoro all'eta' di 50 60 non e' giusto lasciarci allo sbando ... lavoratori che si sono guadagnati in campo il posto che occupano !genitori di quei disoccupati che se fossero licenziati vivrebbero una doppia tragedia disoccupatie poveri! ! Noi e senza fraintendimenti... Non siamo clandestini o abbiamo diritto all'asilo politico... nella nostra terra cittadini Italiani! Aggrediti dagli stessi concittadini compatrioti! Ecco a cosa sta portando la globalizzazione la cattiva gestione della politica a farsi la guerra del povero... Io non giustifico gli atti di violenza..ma sicuramente e' gente esasperata che perde il lume della ragione!... Non e' colpa di chi ha creduto in una equita' dei diritti dell'uomo se ha creduto nelle stabilizzazioni e riconoscimenti e nella giustizia Italiana se oggi il precario e' precario!! Ma delle manovre inesatte che vertono a fare scempio del popolo vessato con aumenti delle tasse... Inoccupazione e allungamenti ai fini pensionistici che hanno peggiorato la situazione! Rispetto e dignita'... Per chi si trova a viverla questa situazione... E giro la domanda... Perche' vi occupate dei precari e non andate a darvi alla professione di avvocato ... Notaio... Medico... Operaio?... Grazie b. Vita..

  • Rinvangare il passato non ha utilità alcuna.
    La terziarizzazione dei servizi della P.A. è stata la risposta della politica, quella navigata e maneggiona, alla stretta della magistratura, a mani pulite. Nella nostra regione ha assunto al ruolo di bacino elettorale dove sarebbero sguazzati i politici disonesti di cui la nostra Sicilia è sempre stata ricca. La creazione delle Coop.ve sociali ai cui vertici i politici promotori hanno messo propri prestanome che in tutto dovevano somigliare ai propri mandatari. Poi gli scandali .
    Chi aveva nella propria disponibilità 5000 tesserini rosa attestanti la disoccupazione dei 5000 soggetti sapeva di avere 10.000 voti in cascina da poter contrattare nelle varie segreterie dei partiti. Che gli consentiva inoltre, di avere un reddito certo dai proventi delle Coop.ve sotto il suo controllo. I presidenti dalla propria si arrangiavano come potevano togliendo gli assegni familiari o una quota parte dello stipendio dei soci lavoratori. Poi c'era il giochetto della fatturazione mensile a cui nella parte imponibile venivano sommati gli emolumenti dei soci e gli oneri contributivi,cosa assolutamente non prevista dalla normativa fiscale, facendo lievitare l'IVA della fattura da liquidare ed esborsi maggiori per l'amministrazione comunale e con maggiori introiti da far sparire a favore degli ispiratori nonché proprietari delle varie cooperative.
    Io ho creduto in questo modello nuovo più agile per gestire i servizi di cui la città ha bisogno. Ma non essendovi un controllo analogo su queste coop. ve era diventato feudo dei politici che dove passano tutto distruggono, oserei dire peggio delle cavallette. Ma non erano tutte uguali le coop. ci tengo a sottolinearlo. Dopo le esplosioni degli scandali hanno pensato di mutare le cose "non buttando il bambino con l'acqua sporca hanno creato Gesip dove tutti hanno mangiato fino ad affossarla. Ricordo ancora che per i panettoni dei dipendenti l'acquisto fu fatto a Bisacquino e i rotoli di carta asciugamani ecologica ( per errore ho visto una fattura 8€ più IVA ogni due rotoli).
    Anche la dirigenza ce ne mette del suo con la assoluta inadeguatezza, per non dire altro, ma questa dirigenza è figlia di questo Sindaco.

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