ZTL a Palermo: la farsa delle centraline e la città che cerca di difendersi dai nuovi ‘pubblicani’

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In attesa del pronunciamento del TAR Sicilia su questo nuovo balzello, vengono fuori i dati farseschi delle centraline sulla qualità dell’aria. Che dimostrano che il Comune non sta installando la ZTL sulla base di rilievi sull’inquinamento dell’aria, ma solo su esigenze di ‘cassa’. Il tutto in un quadro di illegittimità. Intanto, stamattina i rappresentanti di tutte le associazioni economiche e commerciali e degli ordini professionali si riuniscono presso la Camera di Commercio di Palermo. Obiettivo: una strategia comune per combattere chi cerca solo di fare ‘cassa’ sulla pelle dei cittadini

In attesa del 6 Aprile, quando il giudici del TAR Sicilia (Tribunale Amministrativo Regionale) si pronunceranno sulla mega ZTL istituita a Palermo (per inciso, la più estesa d’Europa!), infuria il dibattito tra i cittadini su come difendersi da un’Amministrazione comunale inefficiente e ‘zaffigna’ che sembra muoversi lungo due direttrici: la gestione di montagne di denaro pubblico che arriva da Roma (incredibile l’erogazione di altri 400 milioni di Euro al Comune di Palermo, mentre una Regione siciliana ormai in default aspetta dal Governo Renzi 500 milioni di Euro circa!, come potete leggere qui) e la ricerca di metodi sempre più fantasiosi per svuotare le tasche dei cittadini con nuovi balzelli.

A questa seconda direttrice di azione appartiene la ZTL, sigla che sta per Zona a Traffico Limitato. 

Che si tratti di un modo per scippare soldi ai cittadini, slegato da qualunque programmazione di interventi a tutela del territorio la pressoché totale assenza di studi. Tutto è stato fatto alla carlona, ignorando quanto di scientifico esiste in materia di tutela della qualità dell’aria di una grande città. Sotto questo profilo, quanto denunciato in queste ore dalla vice presidente vicaria del Consiglio comunale di Palermo, Nadia Spallitta, è semplicemente incredibile.

Nadia Spallitta parla di “incongruenza degli atti”, là dove “le centraline indicate nella delibera della Giunta del febbraio 2016 sono praticamente tutte esterne alle ZTL (Boccadifalco, Cep, Di Blasi, Belgio, Torrelunga, Unità d’Italia), mentre l’unica interna (piazza Castelnuovo) registra solo quattro sforamenti l’anno per le emissioni nocive (il limite consentito è di 35), mentre inverosimilmente rimane fuori l’area Di Blasi (ben 69 sforamenti l’anno)”.

In pratica, le centraline che monitorano la qualità dell’aria, i cui risultati dovrebbero giustificare l’istituzione della ZTL, si trovano quasi tutte fuori dal perimetro cittadino nel quale il Comune ha già istituito la mega ZTL! La certificazione che le analisi effettuate dal Comune per giustificare la grande Zona a Traffico Limitato sono solo una presa in giro.

In questa mega presa per i fondelli – forse più ‘estesa’ della stessa mega ZTL – emerge un paradosso: la centralina di Piazza Politeama registra appena 4 sforamenti all’anno di emissioni nocive (e quindi non giustifica l’istituzione di una ZTL, alla quale si ricorre non per fare ‘cassa’, ma per tutelare la salute dei cittadini), mentre l’area di via Di Blasi, traversa della Circonvallazione della città, registra 69 sforamenti, tali da giustificare la ZTL: ma lì la ZTL non ci sarà!

In questo scenario burlesco non si può certo dare torto alla vice presidente vicaria del Consiglio comunale di Palermo quando afferma che i dati sulla qualità dell’aria “non giustificano l’inserimento di piazza Castelnuovo” nella ZTL. Anche se, in verità, è “l’intera area delle ZTL” a suscitare perplessità.

La presa in giro su dati della qualità dell’aria apre il capitolo delle tariffe, che dovrebbero essere la diretta conseguenza dell’inquinamento che, nell’istituzione di una ZTL, si dovrebbe risparmiare ai cittadini: “Sotto questo aspetto – sottolinea sempre Nadia Spallitta – sono da considerarsi illegittime le stesse tariffe perché non si comprende a quali indici di inquinamento siano rapportate e parametrate. Del resto, la circostanza che nel corso degli ultimi due mesi le tariffe siano state rimodulate più volte dimostra chiaramente che le stesse siano state imposte senza i criteri tecnici e scientifici che, invece, la legge impone”.

Anche su questo – e su altro ancora – si dovranno pronunciare i giudici del TAR Sicilia.

Nadia Spallitta – che nei giorni scorsi i consiglieri comunali orlandiani hanno cercato di disarcionare dalla vice presidenza del Consiglio comunale, rea di avergli mandato all’aria un’operazione ‘appaltista’ poi fallita lo stesso (così com’è fallito il maldestro tentativo di togliere alla stessa Spallitta la vice presidenza vicaria dell’assemblea di Sala delle Lapidi) – torna all’attacco contestando tutto l’impianto di una ZTL che, in verità, sembra costruito sull’argilla:

“Ritengo – dice – che le delibere votate dalla Giunta nel mese di Febbraio di integrazione e di modifica della regolamentazione delle ZTL, introdotte con il contratto di servizio stipulato con AMAT, siano illegittime. In primo luogo non è ben chiaro come possa la Giunta disciplinare delle tariffe che non siano previste in nessuno degli atti contabili del Comune, con grave violazioni delle norme contabili che impongono unicità, completezza e veridicità del Bilancio. Sotto questo profilo, non si comprende come possano l’Amministrazione, o l’AMAT – su incarico della stessa Amministrazione comunale – riscuotere somme che rappresentano comunque entrate comunali (tant’è che a deliberarle sono organi comunali) senza che queste voci di entrata e di spesa siano iscritte nel Bilancio dell’ente. Ugualmente è del tutto illogico l’eccesso di potere in cui incorre l’Amministrazione, che prima istituisce le due Zone a Traffico Limitato e ne introduce la tariffazione col contratto di servizio del 24 dicembre 2015, e solo successivamente, nel Febbraio 2016, si preoccupa di acquisire i dati relativi ad eventuali sforamenti di gas nocivi per giustificare il provvedimento”.

Insomma, violazioni su violazioni su violazioni.

“Infine appare contraddittorio e contrario ai principi di libera circolazione e libertà individuale – aggiunge ancora Nadia Spallitta – imporre il pass ai residenti, costretti ad acquistarlo per potere posteggiare sotto casa. Da ultimo, essendo entrata in vigore la legge regionale che impone la preventiva adozione di un regolamento (di competenza del Consiglio) ai fini dell’istituzione delle ZTL, a mio avviso rischia l’Amministrazione che decide non sospendere i provvedimenti in attesa del regolamento della disciplina consiliare”.

Quindi la stilettata finale: “Trasmetterò i provvedimenti della Giunta e dei dirigenti alla Corte dei Conti al fine di accertare e prevenire l’eventuale violazione delle norme di contabilità degli enti locali ed eventuali profili di danno erariale che, a mio avviso, l’esecuzione di questi provvedimenti potrebbe determinare”.

Intanto stamattina, presso la Camera di Commercio della città, la Confartigianato ha convocato una riunione. Tema: “Decidere le linee di intervento contro il provvedimento della ZTL”.

Saranno presenti i rappresentanti degli Ordini degli avvocati, dei medici, dei commercialisti, i sindacalisti di CGIL, CISL, UIL, Asia (Alternativa Sindacale Autonoma), i rappresentanti del Csa (Coordinamento Sindacale Autonomo), Cna, Casartigiani, Confesercenti, Confindustria, Confcommercio, Federconsumatori, Federpesca, Adiconsum, Adoc, Lega coop, Liberimpresa, Vivo Civile, Siciliae Mundi, Salviamo il cuore di Palermo. E naturalmente i dirigenti della stesa Confartigianato. Tutte cose che vi abbiamo raccontato qui. 

Foto tratta da reteregione.it

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  • Visto che sostenete con tanta sicurezza che quella di Palermo sia la ztl più estesa d'Europa mi sapreste dimostrare, dati alla mano, che è più grande di quella di Londra o Milano

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