Partito Democratico: cuffariani in Sicilia e cinesi a Milano…

Condividi

A Milano il PD non riesce a mobilitare i cittadini per le primarie. Così, per fare numero, sono arrivati i cinesi. Che votano e scattano le foto alle schede che hanno votato… In Sicilia, invece, le foto sono quelle di ‘famiglia’: ovvero le ‘famiglie’ di cuffariani che, armi e bagagli (e, soprattutto, voti) invadono in massa il PD. I vertici romani (quelli che hanno trattato con Verdini…) si dicono ‘stupiti’ e annunciano controlli sulle tessere: quelle tessere che, come dice Pino Apprendi, compaiono e scompaiono…

Ormai il Partito Democratico, più che un soggetto politico, sembra un circo equestre. In Sicilia, dopo aver pregato in ginocchio i cuffariani per sollecitare la loro adesione al PD, fingono di ‘indignarsi’, dicono di non conoscere i cuffariani che sono stati intruppati persino nel governo regionale e fanno gli schifiltosi. Non va meglio a Milano dove, ieri, alle primarie per individuare il candidato sindaco, i gazebo erano pieni di cinesi che non sapevano nemmeno chi è il primo cittadino uscente, ma sapevano per chi dovevano votare. E fotografavano la scheda votata con il telefonino, giusto per dare ‘ la ‘prova’ di aver votato per il candidato giusto… Cinesi sì, ma un po’, anzi molto dorotei…

Sembra incredibile: ma questo è il partito che sta governando l’Italia! E anche la Regione siciliana. Dove persino gli strafalcioni di Crocetta stanno passando in secondo piano rispetto al surreale dibattito sul cuffarismo.

Giusy Savarino, già parlamentare di Sala d’Ercole, agrigentina come Totò Cuffaro e cuffariana, in una lettera finita su tanti giornali ha sostanzialmente fatto sapere di essere stata invitata ad entrare nel PD e di aver declinato l’invito. Ma ha lasciato capire che il suo no è stato isolato…

Saverio Romano, parlamentare nazionale del centrodestra, da sempre amico di Cuffaro, in un’intervista all’Huffington Post (che potete leggere qui), fa i nomi e i cognomi di tutti i cuffariani finiti nel PD: e ci sono quasi tutti i più noti, visto che sono quasi tutti cresciuti con lui…

Cuffaro, che ha scatenato tutto questo gran ‘casino’, invia a mezzo mondo un comunicato nel quale annuncia che non parlerà più, perché, dice sornione, non immaginava certo che le sue parole avrebbero innestato tutte queste polemiche…

Insomma, Totò annuncia il silenzio parlando, regalando al PD un beffardo ossimoro… Da qui una domanda: ma Totò Cuffaro è cresciuto tra i salesiani, come ha sempre cercato di far credere? A noi sembra più scuola di gesuiti…

Ma la parte più ‘bella’ di tutta questa storia del cuffarismo nel PD non è Cuffaro e, forse, non sono nemmeno i cuffariani. Sì, i più divertenti sono i dirigenti del PD siciliano. Alcuni cadono dalle nuvole: “Cuffariani? Non ne sappiamo nulla”. Altri s’indignano: “Noi del PD siamo un’altra cosa!” (ma cosa?).

Il segretario regionale del PD, Fausto Raciti, sembra diventato il capro espiatorio: ha ‘imbarcato’ questo, ha trescato con quello. Eppure quando ha bloccato per sue settimane il gruppo parlamentare del PD all’Ars per imporre la bella Alice Anselmo come capogruppo – a parte i deputati che non la volevano manco a brodo – nessuno si è lamentato. Oggi i vertici romani del PD annunciano verifiche sul tesseramento…

Eh sì, per ‘fortuna’ che, a fare ‘chiarezza’, sta arrivando il PD romano. Gente seria, quelli del Partito Democratico di Roma. In effetti, il PD nazionale ha tutti i ‘titoli’ morali per fare la morale al PD siciliano che imbarca cuffariani… Volendo Renzi ha solo un accordo sottobanco con Berlusconi, insieme hanno regalato agl’italiani l’Italicum e la ‘riforma’ del Senato. E, insieme, hanno organizzato le primarie ad Agrigento, facendo votare nei gazebo elettori e militanti del PD ed elettori e militanti di Forza Italia…

E visto che abbiamo citato Agrigento, beh, è arrivato il momento di far sapere all’universo mondo che Angelino Alfano e i suoi scagnozzi sono andati in appoggio di Renzi perché così gli ha detto di fare Berlusconi. Insomma, quale ex democristiano, Alfano, ormai, è un compagno: “Compagno Angelino…”.

Quanto a Denis Verdini – politico adamantino, di moralità specchiata, uomo tutto d’un pezzo – anche lui non sta passando con il PD di Renzi perché gliel’ha detto Berlusconi: è una decisione autonoma… Banche a parte, ovviamente.

Il più serio, però, è Davide Faraone, sottosegretario di Stato, fedelissimo di Renzi in Sicilia, che con la sua Leopolda sicula ha aperto le porte a tutti. Dice di non aver mai incontrato Cuffaro: però, a quanto par, i cuffariani li sta incontrando tutti…

Alla fine ‘ste tessere del PD siciliano aumenteranno? I cuffariani, sotto questo profilo, dovrebbero essere un marchio e una garanzia. Ma Pino Apprendi, vecchio militante del Pci – una sorta di ‘giapponese’ che crede ancora che il PD sia un partito di sinistra – sembra un po’ pessimista: “Le tessere compaiono e scompaiono…”.

E Milano? Alle ultime primarie del PD nella città Meneghina votarono in quasi settantamila. In occasione di queste primarie i vertici del partito hanno stabilito che si voterà per due giorni, per provare a incrementare il numero di partecipanti. Ma ieri, con tutti i cinesi che si sono presentati ai gazebo – che erano di più dei milanesi – i votanti sono arrivati, sì e no, a 6 mila. Comunque oggi in un modo o nell’altro ‘sti votanti dovranno spuntare…

Che dire? Ma non è che, nonostante i dati dell’ISTAT sull’occupazione che “aumenta”, nonostante la “ripresa” economica che ha “rilanciato i consumi”, nonostante i continui “L’Italia ha svoltato” di Renzi, insomma, non è che, nonostante i dati “tranquillizzanti” da Miculpop, gl’italiani non ne vogliono più sapere di votare per il PD?

Noi questo dubbio lo cominciano a nutrire. Che sarebbe, oggi, il PD siciliano senza i cuffariani? E senza i voti dei cuffariani che fine farebbe il governo Crocetta? E senza i cinesi di ieri in fila per votare alle primarie del PD a Milano i Tg che immagini avrebbero diffuso?

Pubblicato da