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A Palermo un’altra morte sul lavoro: cade un 67enne arrampicato su un’impalcatura. Ringraziamo la Ue/ MATTINALE 866

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  • Non dimentichiamo che è stata l’Unione europea ad imporre all’Italia di far lavorare gli anziani fino a 67 anni per ‘risparmiare’ sulle pensioni 
  • Palermo città dei paradossi
  • L’Italia trova 10 miliardi all’anno per pagare il Reddito di cittadinanza ma non trova i soldi per mandare in pensione chi ha 60 anni. Che futuro può avere un Paese che organizza così la vita dei propri cittadini?       

Non dimentichiamo che è stata l’Unione europea ad imporre all’Italia di far lavorare gli anziani fino a 67 anni per ‘risparmiare’ sulle pensioni 

Le cronache luttuose di queste ore ci portano a Palermo, nella centralissima via Libertà, dove un falegname di 67 anni è caduto da un’impalcatura ed è morto. E’ l’ennesimo incidente sul lavoro. Ieri, sulla rete, il numero dei lavoratori morti sul lavoro nel 2022 erano 677. Ora sono 678. Inutile chiedersi che cosa ci faceva un uomo di 67 anni arrampicato in un’impalcatura invece di restarsene in casa a godersi i nipoti. E’ la domanda che dovrebbe essere ‘girata’ ai massoni falliti dell’Unione europea dell’euro, che quando sprofonderà nel Cocito sarà sempre troppo tardi. E’ a questi ‘scienziati’ della finta “Europa dei popoli” che l’Italia deve ringraziare se invece di andare in pensione a 60 anni si deve lavorare fino a quasi 70 per ‘risparmiare’ e pagare le ‘rate’ del debito pubblico italiano truffaldino. Tornando al falegname di 67 anni morto ieri a Palermo, leggiamo che l’uomo lavorata alla ristrutturazione di un appartamento al terzo piano. In queste ore i farisei del sindacalismo tanto al chilo stanno verificando se l’uomo risultava iscritto di qua o di là e bla bla bla. La cosa veramente insopportabile, quando muore una persona sul lavoro, è ascoltare o leggere le parole dei sindacalisti che in tutti questi anni hanno avallato le porcate imposte ai Governi italiani dall’Unione europea in materia di lavoro. Questi signori sindacalisti tanto al chilo avrebbero dovuto scatenare un bordello contro questi provvedimenti ammazza-lavoratori, invece non hanno fatto una beata minchia, a parte le parole di circostanza che ci potrebbero almeno risparmiare. Da quando si va in pensione a 67 anni quanti lavoratori anziani sono morti sul lavoro?

 

Palermo città dei paradossi

Palermo in queste ore, con l’ennesima morte sul lavoro, si conferma la città dei paradossi. E’ di queste ore, infatti, la manifestazione dei percettori del Reddito di cittadinanza che Reddito di cittadinanza non è, visto che non ha mai fatto da ponte con le imprese che dovrebbero assumere questo personale. E’ una sorta di Reddito universale che costa all’Italia circa 10 miliardi di euro all’anno. Non siamo contrari al Reddito di cittadinanza, anche nella forma errata con la quale è stato organizzato e gestito. Per chi veramente non può lavorare e non sa come vivere è giustissimo. Anche perché in una fase storica difficilissima, con la crisi economica che ‘morde’, tra inflazione ormai fuori controllo e una recessione globale, togliere 10 miliardi di euro dal flusso circolare del reddito italiano sarebbe pura follia, sia perché metterebbe in mezzo alla strada tante persone (si calcola che il Reddito di cittadinanza coinvolge poco meno di 3 milioni e mezzo di cittadini), sia perché affosserebbe milioni di imprese alle quali verrebbe meno la spesa di questi 10 miliardi di euro. Chi parla oggi di eliminare il Reddito di cittadinanza con molta probabilità non si rende contro che l’eliminazione di questo strumento provocherebbe un cataclisma economico e sociale.

 

L’Italia trova 10 miliardi all’anno per pagare il Reddito di cittadinanza ma non trova i soldi per mandare in pensione chi ha 60 anni. Che futuro può avere un Paese che organizza così la vita dei propri cittadini?   

Tuttavia non possiamo notare il paradosso di una politica italiana che, per andare dietro a un’Unione europea di falliti – falliti culturalmente prima che politicamente – paga tanti giovani o trentenni e quarantenni che non lavorano (perché tra i percettori del Reddito di cittadinanza non ci sono solo anziani: anzi), e dice di non avere i soldi per mandare in pensione a 60 anni milioni di lavoratori italiani e li tiene a lavorare, in alcuni casi senza nemmeno le tutele sul posto di lavoro per prevenire incidenti mortali. E’ tutto sbagliato il sistema lavoro-pensioni voluto dal banchiere Mario Monti promosso ‘statista’ e senatore a vita nel 2011 dopo il colpo di Stato del sistema europeista-bancocentrico ai danni dell’Italia. Solo in un Paese incivile – o un Paese governato dall’Unione europea micragnosa, che è la stessa cosa – si tengono al lavoro gli anziani per non pagargli la pensione per cinque-sei anni, con la speranza che magari crepino prima, sempre per ‘risparmiare’ sulle stesse pensioni (questo ovviamente non lo dicono ma è così e lo sappiamo tutti). Scelta irrazionale in tutto e per tutto, perché gli anziani costretti a lavorare fino a 67 anni tolgono il posto di lavoro ai giovani che invece vengono mantenuti con il Reddito di cittadinanza: della serie, i soldi che risparmiamo non mandando in pensione gli anziani li impieghiamo per pagare il Reddito di cittadinanza. Che futuro può avere un Paese che organizza così la vita dei propri cittadini?

Foto tratta da Il Fatto Quotidiano       

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