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L’economia siciliana è arretrata perché così vogliono i politici siciliani

  • La Sicilia è una delle regioni più ricche di beni artistici e culturali riconosciuti dall’UNESCO
  • Quando in Assemblea regionale siciliana passò la tesi del turismo popolare 
  • Cervelli siciliani in fuga e cervelli siciliani depressi 
  • Storia di Paolo, ingegnere siciliano super-sfruttato

di Ignazio Greco 

La Sicilia è una delle regioni più ricche di beni artistici e culturali riconosciuti dall’UNESCO

La Sicilia è la regione d’Italia che conta 7 siti di beni artistici e culturali riconosciuti dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura. E la Regione Siciliana non sa sfruttare questo tesoro adottando una politica di sviluppo delle infrastrutture alberghiere che porterebbe utili guadagni e creazione di posti di lavori. Lo Statuto della Regione Siciliana ha una competenza legislativa primaria assai ampia. Dalla Conferenza Regionale del turismo indetta negli anni ’60 del secolo passato dal parlamentare regionale democristiano, Rosario Nicoletti, prese l’avvio lo studio che aveva lo scopo di favorire lo sviluppo dell’economia turistica in Sicilia. tale tema fu il continuum di un disegno di legge preparato nel 1963 dall’allora assessore al Turismo, Giuseppe La Loggia, che portò all’approvazione della legge regionale n.46 del 1967 titolata: “Provvedimenti per lo sviluppo dell’economia turistica della Regione Siciliana”. Fu dettato un sistema basato sulla costituzione di fondi di rotazione a gestione separata.

 

Quando in Assemblea regionale siciliana passò la tesi del turismo popolare 

In aula, per l’assegnazione di detti fondi vi furono 2 opposte posizioni, quella dl MSI che con il catanese Benito Paolone sosteneva di creare un Turismo d’elitè con la realizzazione di alberghi di lusso tipo Villa Igea e Gand Hotel delle Palme di Palermo, mentre la sinistra sosteneva che doveva avviarsi un turismo di massa. Vinse la sinistra e furono realizzati i villaggi: Città del Mare (proprietari la società di sinistra Camst) e, negli anni successivi, Sciacca Mare. Da allora si è arrestato lo sviluppo di grandi infrastrutture turistiche. In un periodo di crisi occupazionale, di un bilancio della Regione Siciliana fortemente in deficit, la classe politica siciliana è in stand-by, eppure basta lavorare per uscire da questo stallo. Governo regionale e Confidustria Sicilia potrebbero chiedere un incontro alle più grandi catene alberghiere al Mondo, Marriott, Forte… Si potrebbe offrire terreno gratuito per la realizzazione delle strutture alberghiere, con semplificazione degli atti amministrativi e sgravi fiscali per 5 anni, a condizione di assumere personale locale. La parte meridionale della Sicilia meridionale è poco frequentata per la mancanza di adeguate strutture anche se offre un mare splendido e meravigliose escursioni nel Ragusano.

 

Cervelli siciliani in fuga e cervelli siciliani depressi 

Ci sono anche altri settori per offrire posti di lavoro ai giovani: industria, agricoltura, meccanica, componentistica informatica… I politici siciliani vogliono giovani laureati o “cervelli depressi nell’Isola” o “cervelli in fuga”. I cervelli in fuga li fanno lavorare per migliorare il Nord, un ulteriore mancanza per il Sud. Gli stessi cervelli in fuga al Nord Italia non vengono trattati tutti allo stesso modo a causa dei precedenti governi dove lo stesso Renzi ha creato contratti di lavoro più favorevoli agli industriali che ai lavoratori e si vanta pure, in campagna elettorale, di aver creato un milione di posti di lavoro (come prometteva il suo compagno Berlusconi), ma a che condizioni? E che dire della sinistra? Non quella del PCI ma i “Comunisti col Rolex”, quelli che hanno abolito l’art.18 dello Statuto dei lavoratori, strumento che impediva di licenziare senza giusta causa, conquista delle Manifestazioni del ’68. E che dire del Jobs Act, riforma del diritto del lavoro in Italia volta a flessibilizzare il mercato del lavoro?

 

Storia di Paolo, ingegnere siciliano super-sfruttato

Parliamo delle partite IVA? Il regime fiscale più adatto ai giovani che vogliono aprire la partita IVA è il regime forfettario (o flat tax). Si tratta di un regime agevolato che prevede una tassazione ridotta con un’aliquota del 5% per i primi 5 anni e del 15% per gli anni successivi. Quando chiudi la Partita IVA non hai diritto all’indennità di disoccupazione (NASPI). Se prima di aprire la partita IVA sei stato dipendente, avresti dovuto chiedere la NASPI entro 68 giorni dalla cessazione involontaria del rapporto di lavoro per licenziamento o fine naturale del contratto. La Regione Lombardia stanzia 3.000 euro alle aziende che formano per 3 mesi di corso con possibilità di assunzione a tempo indeterminato. La Partita IVA il più delle volte non è conveniente. Abbiamo intervistato Paolo, un trentenne palermitano, laurea magistrale in Ingegneria Civile, fuori sede con enormi spese della famiglia per affitto, viaggi, mantenimento. Dopo aver superato un colloquio rispetto ad altri, e grazie ad un Master molto ricercato è stato a Pisa, in uno dei 5 più importanti studi italiani con 250 fra ingegneri ed architetti. Per spese di affitto e viaggi, senza aver pagato malattie, ferie, tredicesima, buonuscita per un anno. In sintesi ha lavorato per lo Studio, per l’Agenzia delle Entrate, per il Consulente e per l’INPS (2.400€). Come lui tanti altri della Sicilia e questo grazie allo stato di arretratezza che vogliono i politici.

Foto tratta da ANCE Sicilia 


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