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Parco eolico al largo delle isole Egadi: perché tanti silenzi da politica e ambientalisti? I grillini che dicono?/ SERALE

  • Ricordiamo che la competenza su questo progetto folle è del Ministero dell’Ambiente, ribattezzato Ministero della Transizione ecologica
  • La Sicilia, da questa follia marina, avrebbe solo danni: attacco al mare e al mondo della pesca
  • Il progetto del Parco eolico al largo delle Egadi è la negazione della Transizione ecologica
  • Che fine hanno fatto politici, ambientalisti e università della Sicilia?

Ricordiamo che la competenza su questo progetto folle è del Ministero dell’Ambiente, ribattezzato Ministero della Transizione ecologica

Ulteriori 30 giorni di proroga per poter presentare osservazioni al progetto per il parco eolico offshore al largo delle isole Egadi. Lo ha chiesto alla Capitaneria di Porto di Trapani il sindaco della città, Giacomo Tranchida. Giovedì scadrà il termine previsto dall’iter ma la discussione che si è accesa e le perplessità sollevate da associazioni ambientaliste e di tutela della pesca sul mega progetto della Renexia Spa, hanno portato il sindaco a richiedere una proroga per la presentazione di osservazioni al progetto”. Così leggiamo sul quotidiano La Sicilia a proposito dell’ultima follia del Governo nazionale in danno della Sicilia. Non è un caso che il sindaco di Trapani si sia rivolto alla Capitaneria di Porto: sul mare, infatti, la competenza è dello Stato. La Regione siciliana può esprimere un parere: e, tutto sommato, l’assessore regionale all’Agricoltura e Pesca, Tony Scilla, l’ha già fatto. E la stessa cosa sta facendo il Comune di Trapani. Regione e Comune di Trapani. Una cosa, però, Regione siciliana e Comune di Trapani la possono fare: avviare una battaglia politica per opporsi a un progetto assurdo, che si mette sotto i piedi la Transizione ecologica sbandierata dal padre-padrone del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo. E la stessa cosa dovrebbe fare il Comune di Favignana, Levanzo e Marettimo rispetto a questa operazione sfascia-ambiente marino del Governo nazionale.

La Sicilia, da questa follia marina, avrebbe solo danni: attacco al mare e al mondo della pesca

“La richiesta di concessione demaniale marittima al largo della costa occidentale della Sicilia e delle Isole Egadi, nel Mar Tirreno Meridionale e Canale di Sicilia – leggiamo sempre su La Sicilia – è propedeutica alla costruzione del parco eolico offshore con fondazioni galleggianti: 190 aerogeneratori da 150 metri d’altezza, suddivisi in tre sottocampi, che produrranno una potenza di 2,8 GW, poi trasportata con un cavidotto sottomarino sino a Termini Imerese e, con un altro più lungo, sino alla stazione di Montecorvino di Rovella, in Campania”. Siamo davanti all’ennesima distruzione dell’ambiente siciliano – in questo caso dell’ambiente marino – dalla quale la Sicilia ricaverà soltanto quelli che in economia si definiscono “costi sociali”, in questo caso inquinamento del mare e un attacco alle tante specie di pesci che si riproducono proprio nell’area marina prescelta per quest’ennesima offesa all’ambiente. A proposito: esiste la VIA-VAS di questo progetto (Valutazione di Impatto Ambientale e Valutazione Ambientale Strategica), a cura del Ministero dell’Ambiente o della Transizione ecologica?

Il progetto del Parco eolico al largo delle Egadi è la negazione della Transizione ecologica

Come già accennato, Grillo ha parlato di “Transizione ecologica”. Dice, Grillo, che il nuovo Ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, è stato segnalato da lui. Bene, siccome l’autorizzazione a questo progetto dipende dal Ministero della Transizione ecologica – che poi è sempre il Ministero dell’Ambiente – Grillo dica all’attuale Ministro Cingolani che la “Transizione ecologica” non prevede affatto la realizzazione di grandi impianti per la produzione di energia alternativa, ma piccoli impianti diffusi nel territorio. I grandi impianti servono soltanto a creare posizioni di monopolio: i grandi impianti per la produzione di energia, insomma, li chiede il capitalismo liberista: che è l’esatto contrario della filosofia della “Transizione ecologica”. Aspettiamo che Grillo – che peraltro su questo tema ha chiesto alla base dei grillini il sì al Governo Draghi – prenda posizione. Se non lo farà e il progetto di questo scempio andrà in porto, avremo la dimostrazione che la campagna grillina sulla “Transizione ecologica” è stata una presa in giro. Lo hanno capito o no, i grillini siciliani, che la realizzazione di questo progetto sarà un altro durissimo colpo alla loro già scarsa credibilità politica?

Che fine hanno fatto politici, ambientalisti e università della Sicilia?

Ci aspettiamo anche che i tre sottosegretari siciliani del Movimento 5 Stelle – Giancarlo Cancelleri, barbara Floridia e Manlio Di Stefano – prendano posizione contro questo folle progetto. E ci aspettiamo anche che i parlamentari nazionali siciliani grillini intervengano in difesa del mare siciliano. Idem per i parlamentari regionali grillini. O forse tutti questi signori, come il loro ‘leader’, Luigi Di Maio, sono diventato “moderati e liberali”? Dispiace scriverlo, ma non stiamo osservando un grande impegno degli ambientalisti siciliani in difesa del mare. Come mai? E come mai l’ANCI Sicilia – l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani – non sta intervenendo? Anche l’eurodeputato siciliano, Ignazio Corrao. Pregevole il suo intervento. Ma adesso perché Corrao non interviene? Anche il gruppo parlamentare all’Ars di Attiva Sicilia: è intervenuto una volta: non è il caso di continuare la battaglia politica? Perché la politica siciliana non fa venire fuori i nomi dei consulenti siciliani di questo progetto? E dove sono tutte le Associazioni della nostra Isola che si battono per la difesa del mare? E che dire delle università siciliane: non hanno niente da dire? E della Tunisia ne vogliamo parlare? Il progetto prevede la ‘colonizzazione’ di 18 milioni di metri quadrati di mare che – lo ribadiamo – avranno un impatto pesantissimo sulla riproduzione di tante specie di pesci (a cominciare dal pesce azzurro). I Tunisini sono d’accordo? Ci siamo persi qualcosa nei rapporti tra Roma e Tunisi, nell’ultimo anno molto ‘intensi’ (vedi i migranti)? Troppi silenzi, ci sono in questa storia. E anche troppi interessi…


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