Monti Sicani: così la Nestlè si prese l’acqua dei siciliani per rivenderla agli stessi siciliani!

Monti Sicani: così la Nestlè si prese l’acqua dei siciliani per rivenderla agli stessi siciliani!
22 ottobre 2019

L’attuale Governo regionale vuole provare a istituire il Parco dei Monti Sicani. Noi siamo d’accordo, a patto che venga ribattezzato “Parco degli ascari” per ricordare e ‘valorizzare’ i politici siciliani che hanno svenduto l’acqua dei Monti Sicani alla multinazionale svizzera Nestlè: acqua dei siciliani che la Nestlè rivende agli stessi siciliani (Acqua Vera)   

In un comunicato stampa di qualche giorno fa leggiamo che il Governo regionale vorrebbe riprovare a costituire il Parco dei Monti Sicani. Noi siamo d’accordo: a patto che questo Parco venga dedicato alla Nestlè, la multinazionale svizzera che ha preso in gestione l’acqua dei Monti Sicani per rivenderla agli stessi siciliani!

Il Parco dovrebbe essere chiamato “Parco Nestlè o degli ascari siciliani che hanno svenduto l’acqua dei Monti Sicani”. Oppure, molto più sinteticamente, “Parco egli ascari”.

Il nome è un po’ lungo, ma rende: e fa anche rima.

Ci piace molto l’idea del Governo di coinvolgere i Comuni della provincia di Palermo e di Agrigento ai quali hanno sottratto l’acqua dei Monti Sicani: Bivona, Burgio, Cammarata, San Giovanni Gemini, Santo Stefano Quisquina, Sambuca di Sicilia per l’Agrigentino e Castronovo di Sicilia, Chiusa Sclafani, Contessa Entellina, Giuliana, Palazzo Adriano, Prizzi per la provincia di Palermo.

Riassumiamo la storia dei politici ascari della Sicilia che hanno ceduto per pochi spiccioli l’acqua dei Monti Sicani alla multinazionale svizzera che la rivende ai siciliani come Acqua Vera. La storia l’abbiamo scritta nell’agosto dello scorso anno:

“Corre l’anno 1999. Al Governo della Regione c’è la sinistra (o presunta tale). Presidente della Regione siciliana, per la prima volta nella storia dell’Autonomia della nostra Isola, c’è un esponente del vecchio Pci, già allora trasformato in PDS: Angelo Capodicasa. Allora c’era ancora l’assessorato all’Industria, che il 4 agosto del 1999 rilascia una concessione mineraria ‘per l’estrazione dell’acqua da contrada Margimuto’. E anche – anche e qui la vicenda, come vedremo, si complica – per la costruzione di uno stabilimento per l’imbottigliamento. La società che ‘incassa’ la concessione è la Platani Rossino srl. Durata della concessione: un anno”.

“E’ una scelta, quella adottata dal Governo Capodicasa, che fa discutere. Perché? Perché su tale acqua c’erano già stati studi e pronunciamenti di docenti universitari. Sono storie che, nel luglio 2012, riprenderà il blog Sicilia Cinque Stelle:

‘Già nel 1982, il Genio civile di Agrigento aveva disposto la chiusura dei pozzi aperti dalla Montecatini proprio in contrada Margimuto per il rischio di depauperamento delle risorse idriche, necessarie per approvvigionare la popolazione. Gli studi condotti dai Professori Alaimo e Daina dell’Università degli studi di Palermo ed altri rilievi di diversi esperti a partire dal 1988, avevano già confermato il rischio idro-geologico esistente. In particolare, dalle loro relazioni si evince che ‘l’emungimento di una falda idrica… in momenti di crisi idrica potrebbero indursi in alcuni punti della falda depressioni non compatibili con il naturale equilibrio invertendo la direzione dei flussi idrici sotterranei e procurando di conseguenza danni irreparabili’. Con molta furbizia, la Platani Rossino srl è entrata nell’affare, come si dice dalle nostre parti, c’a minutidda, cioè piano piano, senza troppo clamore. Un anno dopo, nel 2000, la concessione diventa triennale”.

“Non possiamo non segnalare una stranezza: il pozzo scavato dalla società privata Platani Rossino srl si trova a circa 800 metri da altri pozzi che forniscono l’acqua alla popolazione di Santo Stefano di Quisquina, centro dell’entroterra agrigentino, la stessa provincia di Capodicasa. Di quegli anni ricordiamo le proteste dei cittadini e i ricorsi: come vedremo, tutti inutili”.

“Nel 2002 – Presidente della Regione è Totò Cuffaro – la concessione viene portata a trent’anni. Un bel salto pindarico. Intanto i siciliani avevano già conosciuto l’Acqua Santa Rosalia: l’acqua dei siciliani che veniva rivenduta ai siciliani, tra le proteste di tanti cittadini dell’Agrigentino, che questa storia della loro acqua privatizzata – per giunta da un Governo regionale di ‘sinistra’! – non se la sono mai ‘calata’. Nel frattempo la Platani Rossino srl, muto tu e muto io, viene acquisita dalla Sanpellegrino spa, ovvero dalla Nestlè. Gli svizzeri si godono l’acqua dei monti Sicani e la rivendono ai siciliani: un classico esempio dell’ascarismo delle ‘presunte’ classi dirigenti siciliane, di centrosinistra e di centrodestra”.

“La Nestlè continua a emungere 10 litri al secondo di acqua e a rivenderla ai siciliani. Ma almeno la Regione ci guadagna? Abbiamo visto di no: la grande ‘intuizione’ del Governo Capodicasa (centrosinistra), poi confermata dal Governo Cuffaro (centrodestra) fa confluire, scrivono i puntuti grillini, ‘un equo canone di sfruttamento’ pari a “€254,15. Al minuto? No. All’ora? Nemmeno. Il canone è annuo. (D.R.S. n. 292 del 2006). Insomma, un affare (per la Nestlè, ovviamente)”.

“La vicenda ha anche dei risvolti antropologici, sociologici e, forse, anche psicanalitici. Nei primi anni del 2000 si assiste, infatti, a una sorta di ‘sdoppiamento’ della personalità degli abitanti di vari Comuni ai quali, di fatto, è stata sottratta la loro acqua. Vi possiamo garantire che la reazione di questi cittadini era furente. Ma la loro furia – qui lo ‘sdoppiamento’ della personalità – si placava quasi magicamente ad ogni campagna elettorale: alle elezioni comunali, provinciali, regionali, nazionali e perfino alle elezioni europee, i cittadini-elettori di queste cittadine – cittadini-elettori che attaccavano gli esponenti del centrosinistra prima e del centrodestra dopo rei di avergli “rubato l’acqua” – una volta dentro la cabina elettorale votavano per i candidati di centrosinistra e di centrodestra: in pratica, per le stesse forze politiche delle quali dicevano peste e corna!”.

QUI PER ESTESO IL NOSTRO ARTICOLO DELLO SCORSO ANNO SUGLI ASCARI DEI MONTI SICANI 

Presidente della Regione Nello Musumeci, assessore al Territorio e Ambiente Toto Cordaro: non vi sembra giusto dedicare il Parco dei Monti Sicani agli ascari in coppia con gli svizzeri?

Foto tratta da Sanpellegrino Corporate  

 

 

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