L’antimeridionalismo grillino/ Beppe Grillo al naturale: così Scampia diventa luogo di ladri!

L’antimeridionalismo grillino/ Beppe Grillo al naturale: così Scampia diventa luogo di ladri!
28 agosto 2019

Il vero problema non è rappresentato tanto da Beppe Grillo e dalle sue parole infelici, ma dai meridionali che, ancora oggi, vanno dietro a chi li disprezza. Dietro l’astio verso i cittadini del Sud – sentimento del quale il leader del Movimento 5 Stelle è solo uno dei tanti rappresentanti – c’è, in realtà, un complesso d’inferiorità che ha una precisa ragion d’essere culturale (vista dal Sud) e criminale (vista dal Nord)

Cosa pensa Beppe Grillo dei meridionali? Ce lo chiediamo dopo aver letto un passaggio di un articolo del suo blog che ci ha lasciati di stucco:

“Sbaglio oppure una delle paure più diffuse oggi in Italia è che lei torni in campo, signor Giuseppe? Lei è il lessico, il vocabolario, della politica e del paese a partire dal V-Day. Lei è effetto e causa perfettamente pesati dell’oggigiorno! Senza vaffanculi in pratica non c’è sostanza e non si va da nessuna parte. Senza vaffanculi mancano nord e sud, est ed ovest caro Giuseppe! E lei cerca di rinchiudersi nel suo guscio sul mare… E lei… dovrà espiare, capisce quello che le dico Giuseppe? Si era messo sul suo palco trapiantato in una piazza a sbraitare di ladri ed economia, di un Parlamento con più ladri che a Scampia!”.

Giuseppe dovrebbe essere Giuseppe Conte, già capo del Governo, chiamato a formare il suo secondo Governo, questa volta con il PD. Scampia è un quartiere periferico nella parte nord di Napoli dove, secondo Grillo, ci sarebbero i ladri, anche se un po’ meno – bontà sua! – dei ladri presenti nel Parlamento italiano.

Sulla pagina Facebook Vento da Sud, Vento Brigante leggiamo un commento di Anna Trieste:

“Scrive Beppe Grillo sul suo blog che in Parlamento ci sono molti ladri e per affermarlo utilizza un quartiere di Napoli, Scampia, come metro di riferimento. Il post si intitola ‘Ho incontrato Dio’. Io invece ho incontrato un razzista”.

Grillo, di fatto, è il leader del Movimento 5 Stelle. Diceva di essersi messo da parte. La crisi di Governo ha invece dimostrato che il ‘capo’ dei grillini non è Luigi Di Maio, ma lui.

Le parole utilizzate da Grillo devono fare riflettere i tanti meridionali che il 4 marzo del 2018 hanno votato per il Movimento 5 Stelle. Non solo il Movimento, una volta al Governo, ha tradito il Sud, ma là dove il suo leader pensa e scrive liberamente traspare, in modo chiaro, quello che il comico genovese diventato politico pensa dei meridionali.

Dietro la riflessione di Grillo, messa nero su bianco, c’è un automatismo di pensiero molto comune nel Nord Italia sin dai tempi di Cesare Lombroso e dei cosiddetti positivisti di fine ‘800.

Lombroso, ai suoi tempi, doveva giustificare gli eccidi che i generali di casa Savoia perpetravano nel Sud. La strage di Pontelandolfo e Casalduni, La rivolta dei Cutrara con la fucilazione di una bambina di 9 anni, Angela Romano, La strage di Auletta, quando piemontesi e ungheresi scannarono uomini e donne.

Per non parlare del campo di concentramento – una sinistra anticipazione di quello che i nazisti fecero agli ebrei – rappresentato dalla fortezza di Fenestrelle, dove i piemontesi massacrarono migliaia di meridionali, provando poi a nascondere – cosa che fanno ancora oggi – i misfatti, aiutati da storici di parte. A questi si aggiungono altri casi che arrivano fino ai giorni nostri.

La verità è che il sentimento antimeridionale, nel Nord, quando non è messo sotto controllo, prima o poi viene fuori. E Beppe Grillo è un uomo del Nord, bravo a fare ridere, ma molto sopravvalutato in altri ambiti, compreso quello politico. E da uomo del Nord pensa, del Sud, quello che ha scritto.

La verità è che, nel Nord Italia, ancora oggi, continuano a considerare i meridionali, se non  inferiori, sicuramente come metro di paragone – in negativo – di tutto ciò che è negativo.

Per carità: cose che possono capitare se si è nati in Piemonte, in Lombardia, in Veneto e, nel caso di Grillo, in Liguria. Non vanno giustificati, ma capiti sì: non dimentichiamo che, quando nel Sud Italia si discettava di filosofia, nel Nord allevavamo le mucche: e questo conta, perché i ‘Padani’ – come molti di loro si autodefiniscono – si portano dietro un complesso d’inferiorità che, spesso, li conduce ad esprimere astio e livore nei riguardi del Sud.

In fondo il Bossi prima maniera era un monumento di odio viscerale contro i terroni. E i suoi tanti seguaci – quelli che scrivevano “Forza Etna” – erano esattamente uguali a lui.

Ed è proprio in questo terreno di coltura profondamente antimeridionale che il comico-leader politico Grillo, quando si mettere a fare filosofia, trova del tutto normale etichettare Scampia come un’unità di misura negativa.

Qualcuno potrebbe ricordargli che Napoli, il Sud e la Sicilia sono, culturalmente parlando, ben al di sopra di certe miserie. E che, prima della disgraziata unità d’Italia, i poveri migranti erano in Liguria, mentre il Sud Italia era ricco e prosperoso. Che il Regno delle Due Sicilie era ricco.  

Ma forse non ne vale la pena. Forse sarebbe tempo perso. I gioielli si donano a chi ne comprende il valore. Come ci ricorda Oscar Wilde, “Tutti coloro che sono incapaci di imparare si sono messi ad insegnare…”: e questo vale anche per la politica italiana: e Iddio solo sa quanto si vede!

Foto tratta da Il Primato Nazionale

 

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