Basta vie e scuole dedicate a Vittorio Emanuele III. E gli altri Savoia? E Garibaldi? E Crispi?/ MATTINALE 299

Basta vie e scuole dedicate a Vittorio Emanuele III. E gli altri Savoia? E Garibaldi? E Crispi?/ MATTINALE 299
3 giugno 2019

Cogliamo al volo la giusta e condivisibile proposta lanciata dalla senatrice Liliana Segre – che vuole eliminare il nome di Vittorio Emanuele III da scuole e vie, se è vero che nel 1938 promulgò le leggi razziali – e chiediamo di cominciare ad eliminare, nel Sud, i nomi delle vie, delle piazze e delle scuole dedicati a Vittorio Emanuele II, a Garibaldi e a Francesco Crispi. Cominciamo con questi tre   

Vittorio Emanuele III di Savoia? Secondo la senatrice a vita Liliana Segre, bisogna eliminare questo nome da scuole e istituti dell’Italia. Motivo: è il sovrano che promulgò le leggi razziali nel 1938. A questa richiesta – a nostro avviso assolutamente legittima – si è arrivati per caso. La senatrice ha ricevuto a Roma, a Palazzo Giustiniani, la professoressa Rosa Maria Dell’Aria e i suoi studenti dell’Iti ‘Vittorio Emanuele III’ di Palermo, dopo la vicenda del video realizzato dai ragazzi. Una storia finita su tutti i giornali che è costata alla docente la sospensione di 15 giorni.

Ribadiamo: nulla da dire sulla proposta – assolutamente legittima e condivisibile – della senatrice Liliana Segre. Anzi, la senatrice va ringraziata per aver fatto ricordare agli italiani uno dei tanti atti odiosi che hanno caratterizzato il regno dei Savoia.

Ci permettiamo di ricordare, però, la che la promulgazione delle leggi razziali in Italia – atto odioso – è soltanto una delle tante cose odiose e sbagliate combinate dai Savoia in Italia.

Guardiamo la vicenda da un’altra angolazione: nel Mezzogiorno d’Italia c’è un solo esponente dei Savoia che merita di essere ricordato?

Ieri il nostro Ignazio Coppola ha ricordato l’anniversario della morte di Giuseppe Garibaldi, l’uomo che ha venduto il Sud a casa Savoia (QUI L’ARTICOLO DI IGNAZIO COPPOLA). Noi stiamo pubblicando, a puntate, la storia – quella vera – dell’impresa del Mille in Sicilia: una storia molto diversa da quella che ci hanno raccontato fino ad oggi (OGGI PUBBLICHIAMO LA PUNTATA NUMERO 24).

Da quando I Nuovi Vespri non sono certo mancati gli approfondimenti sugli anni in cui il Sud e la Sicilia vennero ‘conquistati’ da Casa Savoia: e i lettori che ci seguono sanno che il cosiddetto ‘Risorgimento’, nella nostra Isola, è stato tutt’altro che ‘gloria’, ma – al contrario – solo sofferenza, ingiustizia e stragi perpetrate proprio dagli invasori piemontesi in tutto il Mezzogiorno.

C’è stata una lotta di resistenza del Sud contro gli usurpatori piemontesi: e la storia italiana, invece di definire “Briganti” i piemontesi che ci avevano invaso, ha chiamato “Briganti” i meridionali che lottavano per la liberazione della propria patria dagli invasori!

Per questo non possiamo che essere felici nell’apprendere che la senatrice a vita Liliana Segre propone di eliminare il nome di Vittorio Emanuele III di Savoia da via e scuole. Ma aggiungiamo che, a nostro modesto avviso, è arrivato finalmente il momento di avviare un’operazione-verità su tutto quel periodo storico.

Il fatto che siano passati 150 anni dalla ‘presunta’ unità d’Italia non significa che le nefandezze consumate sulla pelle dei meridionali debbano essere archiviate e dimenticate. Noi non vogliamo dimenticare: ed è per questo che pubblichiamo le ‘Schegge di storia’ di Giovanni Maduli: è per questo che pubblichiamo i racconti di Domenico Iannantuoni: è per questo che abbiamo pubblicato e continuiamo a pubblicare le ricostruzioni di Ignazio Coppola: è per questo che stiamo pubblicando la vera storia dell’invasione dei Mille in Sicilia di Giuseppe Scianò: proprio perché non vogliamo dimenticare i torti che il Sud Italia ha subito!

Nel 1860, sulla pelle del Mezzogiorno, si è consumata una grande ingiustizia. Gli inglesi, che allora erano i padroni assoluti del mare (ricordiamo che nel 1860 il Mediterraneo era, come scrive Giuseppe Scianò, “un grande lago inglese”), hanno deciso che il Regno delle Due Sicilia doveva sparire: e così è stato!

La storia del Sud Italia – una storia gloriosa – è stata cancellata dai libri di storia. I vincitori – in primo luogo gli inglesi e poi gli italiani post 1860 – hanno scritto e divulgato una storia falsa che ancora oggi è dura a morire. Ma le prime crepe si vanno aprendo.

Giovanni Maduli ci ricorda gli scrittori e i memorialisti – ignorati dalla storiografia officiale – che hanno raccontato la verità durante e dopo la “Conquista del Sud”, per dirla con lo scrittore e saggista, Carlo Alianello.

Domenico Iannantuoni ci ricorda la grandezza del nostro passato e quello che ha rappresentato, nel mondo, il Regno delle Due Sicilie.

Ignazio Coppola ci ha raccontato i tanti lati poco conosciuti di Garibaldi.

E Scianò ci sta svelando gli intrighi e le ricostruzioni storiche fasulle sull’impresa del Mille.

Le crepe si vanno aprendo. Il Sud Italia, piano piano, si va rimpossessando della propria storia. Ben venga la verità. Ottima la notizia che che Vittorio Emanuele III di Savoia verrà gettato fuori dalle vie, dalle piazze e dalle scuole italiane.

Ma il Sud, oggi, ha un grande dovere verso la propria storia e verso la verità: eliminare dalle vie, dalle piazze e dalle scuole i tanti esponenti che, con l’inganno – peraltro legittimando la mafia e le altre organizzazioni criminali presenti allora come oggi nel Mezzogiorno – hanno consegnato il Merodione agli invasori.

Cominciamo a chiedere la rimozione di Garibaldi, di Vittorio Emanuele II e di Francesco Crispi. Cominciamo con questi tre. Via i monumenti dedicati a questi tre personaggi: via i nomi di piazze, vie e scuole dedicati a questi tre signori. Basta con questa odiosa forma di alienazione.

Foto tratta da artspecialday.com 

 

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