Ancora un ricordo del professore Sebastiano Tusa dalle valli di Ramacca

Ancora un ricordo del professore Sebastiano Tusa dalle valli di Ramacca
12 marzo 2019

E da Ramacca arriva la proposta proposta di dedicargli un luogo che gli era caro: il Sentiero che attraversa il Parco archeologico sulla Montagna di Ramacca, laddove l’antica città sicula di Eryke veglia sulle Valli dei Palikoi, i Gemelli Santi identificati coi Laghetti di Naftìa, il suo cuore di zolfo spirituale e politico 

da Mario Di Mauro
dell’Istituto TerraeLiberAzione
riceviamo e pubblichiamo

Con quell’aereo difettoso sulla rotta Adis Abeba-Nairobi è caduto un Mondo. Tante tragedie nella Tragedia. E quanta gente di Buona Volontà e di Grande Valore! La nostra Sicilia vi ha perso il suo più grande Studioso di Storia antica, che era stato chiamato da pochi mesi – come specialista – a ridare visione strategica e serietà operativa a quella che sarebbe – ed è – la nostra principale “Industria”, nel senso più nobile del termine. E questo al di là di divergenze storiografiche e interpretative, sulle quali sarà sempre un utile piacere discutere cum grano salis, imparando gli uni dagli altri.

In appena 11 mesi… Sebastiano Tusa ha istituito una dozzina di Parchi archeologici, rompendo il blocco delle Forze Mentali ostili, che ben conosciamo: è una potente e subdola lobby …

Ma c’è anche altro. Per esempio, un progetto di sviluppo delle ippovie sulle antiche trazzere nella piana di Catania – che avevamo perfino realizzato e collaudato con una magnifica gara ufficiale di cavalli (“endurance”), con la nostra star up “Terre dei Siculi” nel 2007 (ottenendo il riconoscimento entusiasta dell’UNIRE!) – certificando de facto decine di kilometri di percorso su antiche trazzere, grazie a un anno di lavoro volontario che coinvolse peraltro decine di studiosi e tecnici, e che ho avuto l’onore di coordinare con non pochi sacrifici personali: tempo ben speso.

Ecco, questo “vettore di sviluppo” era stato appena recuperato e inserito dall’assessore Tusa nel quadro della valorizzazione dei nostri Borghi rurali: dalla sua cara Libertinia (Ramacca), dove il Prof. aveva le sue profonde radici familiari – a Borgo Lupo di Mineo: due dei borghi rurali costruiti negli anni Trenta del Novecento dall’Ente di colonizzazione del latifondo siciliano… Finì come finì.

E c’era anche altro in cantiere, da cosa nasce cosa, nelle Valli dei Palikoi, le antiche Terre dei Siculi: c’erano da riannodare i fili di un lavoro avviato oltre 30 anni fa e spezzati più volte da quelle malefiche Forze Mentali con le quali chiunque abbia combattuto per valorizzare realmente i territori siciliani ha regolarmente avuto a che fare. Sia chiaro: malgrado tutto, u Sicilianu Novu camina addhitta e sa bene che il nostro Futuro ha un Cuore antico. Ne riparleremo.

Quanto ai Borghi da salvare, ecco cosa ha scritto Tusa appena un mese fa:

“Queste realtà, oggi in profondo stato di abbandono, oltre a testimoniare un importante momento del passato e un riuscito esempio di pianificazione territoriale, custodiscono interessanti esperienze urbanistiche e architettoniche. Il governo regionale intende valorizzare questo patrimonio storico nel quadro di un rilancio delle aree interne meno ricche dell’Isola e di un nuovo sviluppo culturale”.

Speriamo che la traccia di lavoro così ben definita in così poco tempo non venga dispersa in giochetti e follie delle politica politicante. Sarebbe troppo. Vigileremo.

Ci tengo a dire, infine, da ramacchese, che il Prof. Sebastiano Tusa, per profonde radici familiari, è stato un Figlio di Ramacca che ha scritto, con la sua opera scientifica e la sua pazienza operativa, una autentica pagina di storia: e non è retorica. Andrà ricordato come merita, certo nella sua Libertinia, ma anche, per fare una proposta, dedicandogli un luogo che certamente gli era caro: il Sentiero che attraversa il nostro conquistato Parco archeologico, sulla Montagna di Ramacca, laddove l’antica città sicula di Eryke veglia sulle Valli dei Palikoi, i Gemelli Santi identificati coi Laghetti di Naftìa, il suo cuore di zolfo spirituale e politico.

Scriveva Virgilio, intorno all’anno 30 a.C.: “Symaethia circum flumina, pinguis ubi et placabilis ara Palici…” (Eneide, IX). Intorno alle simetine correnti, laddove ricca e misericordiosa è la terra sacra dei Dvi Palikoi, i Gemelli protettori degli esuli, degli schiavi e delle donne in fuga.

Foto tratta da allevents.in

 

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