Autostrade del CAS: Musumeci e Falcone battuti dalla lobby dei casellanti-Paperoni

Autostrade del CAS: Musumeci e Falcone battuti dalla lobby dei casellanti-Paperoni
17 luglio 2018

Il tentativo di mettere un po’ di ordine nel Consorzio Autostrade della Sicilia c’è stato. I sindacalisti dell’ORSA hanno provato a fare emergere una parte delle magagne nella gestione di questo ente. Ma, alla fine, chi ha sempre gestito il CAS alla vecchia maniera sta prevalendo. Le dimissioni del direttore generale Leonardo Santoro. Musumeci e l’assessore Falcone si arrendono?

Una nuova bufera politica si è abbattuta sul CAS, sigla che sta per Consorzio Autostrade della Sicilia. E’ l’ente, controllato dalla Regione, che gestisce tre autostrade della nostra Isola: la Palermo-Messina, la Messina-Catania e la Siracusa-Gela. Dopo appena 100 giorni si è dimesso il direttore generale, Leonardo Santoro.

A quanto si racconta, dietro le dimissioni di Santoro ci sarebbero state pressioni politiche da parte di, dentro e fuori il CAS, si batte affinché tutto resti come prima.

A fare emergere le magagne nella gestione – peraltro non brillante – del Consorzio autostrade della Sicilia sono stati i sindacalisti dell’ORSA. Sono stati, infatti i rappresentanti di tale organizzazione sindacale a fare saltare il tavolo degli straordinari a tinchitè (leggere a man bassa, con casellanti che guadagnavano una barca di soldi ogni mese).

Sembrava che si andasse verso una regolarizzazione nella gestione del CAS. Così aveva lasciato capire l’assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone. Dopo di che non si è più capito quello che sta succedendo. L’unico dato certo sono le dimissioni del già citato direttore generale.

E adesso? “Si nega l’uso e l’abuso del lavoro straordinario fuori regola, già causa di multe salatissime al CAS – scrivono Giuseppe Prestigiacono, Piero Garozzo e Salvatore Costanzo, tutt’e tre esponenti dell’ORSA – si stravolgono le regole e tutto si fa passare per normale”.

Sembrava che la stagione dei ‘Paperoni’ del CAS volgesse alla fine, magari con il rientro in servizio del personale precario: cosa, questa, che metterebbe fine al fenomeno dei ‘Casellanti-Paperoni’. Invece, adesso, tutto è in discussione.

Con molta probabilità, stanno tornando a prevalere le vecchie clientele nella gestione di questo ente che né il Presidente della Regione, Nello Musumeci, né l’assessore Falcone possono eliminare (la vecchia politica non può emendare se stessa…).

I tre sindacalisti si chiedono e chiedono: “Ma sembrerà normale a chi ci legge e ai siciliani che alla poltrona di direttore generale sia candidato ora un signore, già funzionario del CAS, che è rinviato a giudizio nell’ottobre prossimo per la truffa dei progetti fantasma allo stesso CAS?. Questa cosa fa pensare che si voglia la restaurazione del regime esistente (il CAS è cosa nostra) prima dell’arrivo dell’ingegnere Santoro… e che si voglia fare abbassare la testa a chi aveva sentito arrivare il vento fresco della legalità nell’ente pubblico siciliano”.

“Nell’articolo pubblicato domenica 15 luglio su La Sicilia – scrivono sempre i tre sindacalisti dell’ORSA – il consigliere avvocato Maurizio Maria Siragusa, nominato su designazione della Regione siciliana, torna a ribadire (il gatto non c’è e il topo ‘abballa’) che quella dello straordinario fuori da ogni regola è una leggenda metropolitana inventata da chissà chi (attenzione: è una questione che pone in serio pericolo la salute dei lavoratori di ruolo; la contropartita è una busta paga notevolmente più pesante)”.

“Il consigliere Siragusa, in questo articolo che lo vede ritratto e ispiratore – prosegue la nota dell’ORSA – sembra proprio farsi interprete di questa volontà restauratrice della lobby politico/sindacale che da un ventennio governa al CAS. Sta ora all’assessore regionale avvocato Marco Falcone rimettere nuovamente la barra a dritta con la nuova nomina del direttore generale. Il futuro delle autostrade siciliane e anche dei molti utenti che la frequentano e chiedono – pagando – sicurezza e servizio, dipende proprio da questo”.

Certo che la Sicilia, con le autostrade e le strade non è molto fortunata. La gestione dell’ANAS – si pensi agli eterni lavori in corso sulla Palermo-Catania, o ai disastri delle strade a scorrimento veloce – è quella che è: per l’appunto, un mezzo disastro.

Il CAS – con la breve parentesi della gestione da parte della dottoressa Patrizia Valenti – è un altro disastro.

Le strade provinciali sono abbandonate.

Le strade dei centri abitati – a cominciare da Palermo – sono abbandonate…

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