Elezioni comunali a Palermo/ Lo ribadiamo: serve il riconteggio delle schede nel rispetto della democrazia

Elezioni comunali a Palermo/ Lo ribadiamo: serve il riconteggio delle schede nel rispetto della democrazia
25 giugno 2017

Troppe anomalie. Cinque anni fa la designazione dei consiglieri comunali è stata caotica. Oggi il caos si sta ripetendo. Maggiorato dalla presenza del cosiddetto ‘effetto di trascinamento’ e dalla doppia preferenza di genere. Troppi i verbali redatti in modo approssimativo. A nostro modesto avviso, il riconteggio delle schede eliminerebbe i tanti, troppi dubbi

L’abbiamo scritto e lo ribadiamo: i verbali relativi alle elezioni comunali di Palermo presentano troppo anomalie (come vi abbiamo raccontato qui). Abbiamo anche sottolineato la responsabilità dell’Assemblea regionale siciliana (in particolare, della maggioranza di centrosinistra) che ha fatto di tutto per rendere la vita difficile, se non impossibile, a chi ha lavorato nei seggi elettorali di Palermo per 48 ore consecutive e, in molti casi, anche per 72 ore senza mai riposare!

Ricordiamo che una cosa simile era avvenuta cinque anni fa, sempre in occasione delle elezioni comunali di Palermo. E lo scenario si è ripetuto – con un caos ancora maggiore rispetto a cinque anni fa – in occasione dello spoglio delle schede delle elezioni comunali dello scorso 11 giugno.

Le anomalie sono tantissime. Noi abbiamo cercato di riassumerle. Ricordiamo che a fare fede sono i verbali: ma tali verbali, in molti – troppi casi – sono stati compilati in modo caotico ed errato.

L’Ufficio centrale elettorale, che ha sede a Palazzo Jung, per bocca del suo presidente, il magistrato Gioacchino Scaduto, e del direttore amministrativo del Tribunale (presidente della prima sezione che affianca il dottore Scaduto), dottore Vincenzo Mineo, ha fatto sapere che i dati pubblicati sul sito del Comune sono provvisori.

Sarebbe interessante – molto interessante – capire come hanno fatto al Comune di Palermo, alla luce dei verbali che oggi sono oggetto della verifica da parte dell’Ufficio centrale elettorale (e a disposizione di candidati e cittadini) a rendere noti sia la ripartizione dei voti tra le varie liste, sia i nomi dei consiglieri comunali eletti. Per non parlare dell’attribuzione del premio di maggioranza per appena un centinaio di voti!

Riassumiamo, ancora una volta, alcune delle anomalie riscontrate in questa tornata elettorale di Palermo.

La prima anomalia è stata la sostituzione di oltre 300 presidenti di seggio elettorale.

La seconda anomalia è nella stessa legge elettorale approvata dall’Assemblea regionale siciliana, che ha costretto i componenti dei seggi elettorali – presidenti e scrutatori – a lavorare, ininterrottamente, per 48 ore e, in molti casi, per 72 ore.

Impossibile pensare che i parlamentari di Sala d’Ercole che hanno approvato questa legge – dei quali dovrebbero essere resi noti i nomi e i cognomi – non immaginavano quello che sarebbe successo, perché era chiaro a tutti che lo spoglio delle schede per le elezioni del sindaco e del Consiglio comunale di Palermo, con l’introduzione del cosiddetto ‘trascinamento’ (il voto espresso dagli elettori al solo consigliere comunale che va al candidato sindaco della lista collegata allo stesso candidato sindaco) e della doppia preferenza di genere, avrebbe presentato difficoltà.

L’abbiamo scritto e lo ribadiamo: il caos è stato cercato, voluto e imposto per legge.

La terza anomalia riguarda la già citata doppia preferenza di genere (la possibilità, per gli elettori, di esprimere una seconda preferenza nelle elezioni per il Consiglio comunale, a patto di votare un uomo e una donna). La candidata sindaco, Nadia Spallitta, ha segnalato il fatto – che definire strano è poco – che nei verbali è impossibile rintracciare il dato relativo alla stessa doppia preferenza di genere. Anomalia, questa, che riguarda gli uffici dell’Amministrazione regionale che gestiscono le elezioni comunali.

“La doppia preferenza di genere non verbalizzata – ha spiegato Nadia Spallitta – rende incomprensibile la lettura dei verbali là dove, alla somma delle preferenze, non corrisponde il numero di voti assegnati alla stessa lista. Sostanzialmente, tutti i verbali e per tutte le liste registrano una discordanza tra la sommatoria delle preferenze dei candidati e i voti finali assegnati alla lista, a volte per difetto, a volte per eccesso. Non è possibile capire se tale discordanza derivi da un errore materiale, da un errore di calcolo o dalla espressione di una doppia preferenza. Avendo dei valori difformi, e in assenza di una motivazione verbalizzata di tali difformità, chiedo come si possa procedere con la verifica della correttezza dei conteggi”.

Ricordiamo che, poche ore prima dell’inizio dello spoglio, il sito del Comune di Palermo ha diffuso dei dati relativi alle elezioni comunali: un errore che ha creato polemiche. Vicenda della quale sarebbe bene capire qualcosa in più.  

Dopo l’inizio delle operazioni di scrutinio sono cominciati ad arrivare gli exit poll che davano Leoluca Orlando nettamente in testa. Una vittoria annuncia e poi certificata dallo spoglio delle schede.

Dopo la vittoria di Orlando, la spoglio ci ha consegnato i ‘nuovi eletti’ al Consiglio comunale e persino il premio di maggioranza assegnato, come già ricordato, per poche centinaia di voti alle liste che sostengono Orlando.

Noi torniamo a porre la domanda – che riassume la quarta anomalia -: come hanno fatto al Comune di Palermo, alla luce di verbali compilati in modo caotico e spesso errato, a individuare i 40 consiglieri comunali eletti? E come hanno fatto – addirittura! – ad attribuire anche il premio di maggioranza?

Si potrebbe obiettare che, da questi verbali – o meglio, dalla lettura dei verbali da parte del Comune – risulta che quasi tutte le liste che sostenevano Orlando hanno superato il quorum del 5%.

Ma a noi questo dato interessa poco. Noi torniamo a ribadire un concetto che abbiamo già espresso: a nostro modesto avviso, alla luce di quanto abbiamo visto negli uffici comunali di Piazza Giulio Cesare (deve candidati e cittadini possono consultare i verbali di ognuna delle 600 sezioni elettorali di Palermo), appare più che mai necessario il riconteggio delle schede.

Il caos, in questo passaggio elettorale, durante lo spoglio delle schede, è stato incredibile. Sarebbe bene, nel rispetto della democrazia, non fidarsi dei verbali.

Con tutta la buona volontà, non abbiamo capito quanto abbiamo letto qua e là: e cioè che i nomi dei consiglieri comunali di Palermo si conosceranno dopo il Festino, cioè dopo il 15 luglio. Forse il caos dei verbali, dopo il Festino, si diraderà grazie a un ‘miracolo’ di santa Rosalia?

Noi ribadiamo la nostra posizione:

sarebbe bene andare ad effettuare un riconteggio delle schede a cura di una commissione di magistrati, con la presenza di un rappresentante per ogni lista.

Ricontrollare tutto: elezione del sindaco ed elezione del Consiglio comunale e delle Circoscrizioni.

 

 

 

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