Ars/ Manovra di assestamento: Ciaula scoprì la luna, Ardizzone scopre il regolamento d’Aula…

28 novembre 2016

Alla buon’ora il presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, ha scoperto che la manovra tecnica di assestamento di Bilancio 2016 è stata trasformata in una legge omnibus. Si prevede lo stralcio delle norme estranee allo stesso assestamento. Nessun commento, invece, sui nuovi debiti fuori Bilancio, che continuano ad essere utilizzati per provare a sanare irregolarità contabili e chissà quali altre irregolarità. L’Ars, questa settimana, visto che la riforma Madia è stata dichiarata incostituzionale, dovrebbe prendere atto che anche il ‘Patto scellerato’ atto II Renzi Crocetta dello scorso giugno è nullo   

La settimana politica e parlamentare che si apre oggi in Sicilia sarà contrassegnata la due elementi: il tentativo di evitare che le inevitabili fibrillazioni sul referendum del 4 dicembre si riflettano sugli equilibri di Sala d’Ercole e la resipiscenza del presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Giovanni Ardizzone, che dopo settimane di polemiche e di chiacchiere si è accorto, alla buon’ora, che la manovra tecnica di assestamento di Bilancio 2016 è stata trasformata in un disegno di legge omnibus con dentro tutto e il contrario di tutto.

Così Ardizzone – che alterna fasi virtuose (poche, in verità) a fasi tardo-democristiane di scuola dorotea, con profonde venature di ‘ascarismo’ – ha riscoperto la prima fase, cioè le virtù. In un’intervista al Giornale di Sicilia, bontà sua, annuncia che stralcerà dalla manovra tutte le norme che nulla hanno a che spartire con l’assestamento di Bilancio. Ardizzone si ricorda anche che l’ANCI Sicilia da oltre un anno e mezzo denuncia incredibili ritardi nell’erogazione dei fondi regionali previsti.

Il presidente dell’Ars, a proposito della copertura delle rate di mutui dei Comuni con 115 milioni di Euro di fondi PAC – trovata ‘geniale’ dell’assessore-commissario per conto del Governo Renzi della Regione siciliana, Alessandro Baccei – dimentica, però, che la scorsa primavera il vice presidente dell’ANCI Sicilia, Paolo Amenta, ha detto a chiare lettere che la copertura finanziaria con i fondi PAC era una presa in giro. In quell’occasione né Ardizzone, né i capigruppo dell’Ars della maggioranza di centrosinistra, presenti alla riunione, si unirono ad Amenta, accodandosi, invece, alle dichiarazioni ‘tranquillizzanti’ di Baccei.

Oggi che i nodi sono venuti al pettine – aveva ragione Amenta: i 115 milioni di Euro non sono disponibili – Ardizzone, novello Ciaula di pirandelliana memoria, scopre che i Comuni rischiano il dissesto perché sindaci e consiglieri comunali di tanti Comuni siciliani (gente che di contabilità pubblica ne ‘mastica’ veramente poca e che i cittadini farebbero bene a non rieleggere per manifesta incapacità) hanno approvato i Bilanci mettendo tra le entrate proprio i fondi PAC che praticamente non ci sono (tra questi, ad esempio, c’è il Comune di Palermo, che ha approvato un Bilancio di previsione 2016 pieno zeppo di entrate fantasiose).

Ardizzone dice alcune cose giuste, anche se con notevole ritardo (sarebbe potuto intervenire sui presidenti delle commissioni legislative di merito e, soprattutto, sull’ufficio di presidenza della commissione Bilancio e Finanze: ma non l’ha fatto: forse perché dalla spartizione dei fondi disponibili, in chiave omnibus, si attendeva qualcosa di diverso? vattelappesca!).

Insomma, quando vuole il presidente dell’Ars si ricorda di essere avvocato e di avere studiato persino la contabilità pubblica. Forse preso dall’estasi, ci ha anche detto che l’assestamento di Bilancio non è una variazione di Bilancio! L’ammettiamo: tanta scienza improvvisa non ce l’aspettavamo. Pensate: Ardizzone si è accorto finanche che le ex Province sono senza soldi e, forse, anche del fatto che alcuni tra i dipendenti delle stesse ex Province (Siracusa) sono senza stipendio.

In questa fase, dice correttamente Ardizzone, tante cose possono essere ‘cassate’: come la mancia per gli amici di Taormina – supponiamo amici di Renzi e compagni – che avrebbero voluto ‘sciropparsi’ un milione e 200 milioni di Euro ‘mansi’ per preparare il G7: incarichi, ‘studi’, progettazioni: tutte cose che servono in preparazione dell’appuntamento di Taormina (ammesso che Renzi il prossimo anno sia ancora capo del Governo) a chi, su tale manifestazione, deve allestire ricche ‘greppie’… Insomma, questa forse ce la risparmiano.

Su qualche altra cosa c’è un po’ di confusione. Come sull’inghippo amministrativo e contabile del Cluster Mediterraneo, ovvero la disastrosa partecipazione della Regione siciliana al disastroso Expo di Milano (costato, è noto, una barca di soldi: uno dei tanti fallimenti del Governo Renzi). Questo non è, infatti, un argomento che fa parte della manovra di assestamento di Bilancio, ma un disegno di legge a se stante.

Sempre vergognosa, per carità, la presenza della Sicilia all’Expo di Milano con le sue ‘code’ da pagare oggi: con l’Amministrazione regionale che, durante i giorni della grande esposizione, si è messa a vendere panini, salumi e altri prodotti forniti da privati che, adesso, vogliono essere pagati. I burocrati dell’assessorato all’Agricoltura, che non difettano di fantasia, ci dicono che i pagamenti avverranno con gli incassi effettuati. Dimenticando un piccolo particolare: che un’Amministrazione pubblica non è assimilabile al ‘panellaro’ che gira con la motolapa per le strade di Palermo friggendo panelle e crocchè (un tempo c’erano anche le ‘rascature’) e vendendole.

A parte che, a nostro modesto avviso, gli incassi sembrano essere inferiori ai costi sostenuti dalla Regione (e questo è già un problema serio), a che titolo la stessa Regione si è messa a vendere panini, pizzette e arancine? Ha acquistato tali prodotti con evidenza pubblica o a taci maci? Scherzano o dicono vero? Questa storia è incredibile ed è solo il segno del degrado istituzionale della Regione guidata sulla carta da Rosario Crocetta e dal PD.

“Tutte le materie estranee e che non sono passate dalle commissioni di merito non saranno ammesse”, dice oggi il presidente Ardizzone. Peccato che nella manovra economica e finanziaria 2016 – quella approvata la scorsa primavera – questo principio è stato stravolto proprio sotto gli occhi dello stesso presidente del Parlamento dell’Isola che i regolamenti d’Aula li applica a corrente alternata.

Un altro argomento strano è la presenza di una nuova ondata di debiti fuori Bilancio. Da quello che abbiamo capito, ci sono ben due disegni di legge che prevedono debiti fuori Bilancio. Da qui una domanda: se lo stesso presidente dell’Ars dice che la manovra dovrà privilegiare il pagamento dei fondi ai Comuni e alle ex Province, e se Governo e Ars sono alle prese con la mancanza di fondi, com’è che i soldi per i debiti fuori Bilancio si trovano sempre?

Ricordiamo che tra i debiti fuori Bilancio ci sono pagamenti già effettuati (e dei quali, in buona parte, non si conoscono nemmeno i nomi dei soggetti che hanno percepito questi fondi: vedremo se, tra magistratura penale e Corte dei Conti, di questa storia si verrà a capo di qualcosa, o se finirà a tarallucci e vino) e pagamenti che debbono essere ancora effettuati. I già citati fondi per la partecipazione della Regione all’Expo sono stati inseriti tra i debiti fuori Bilancio: ma veramente i pagamenti dell’Expo vengono prima degli stipendi dei dipendenti delle ex Province e delle rate dei mutui dei Comuni? 

O forse i debiti relativi alla partecipazione della Regione all’Expo ‘debbono’ essere inseriti tra i debiti fuori Bilancio per provare a sanare irregolarità, violazioni delle norme di contabilità pubblica e chissà cos’altro ancora?

Ma questi politici che oggi governano la Sicilia – che non a caso votano tutti sì al referendum del prossimo 4 dicembre – pensano veramente che i Siciliani siano tutti stupidi?

In tutto questo il presidente Ardizzone nulla dice sulla manovra economica e finanziaria 2017: a norma del regolamento al quale il presidente dell’Ars tardivamente si richiama, l’1 ottobre avrebbe dovuto avere inizio la sessione di Bilancio 2017. Siamo a dicembre e del ‘Bozzone’ – leggere lo schema di manovra economica e finanziaria 2017 – non c’è traccia.

Presidente Ardizzone: non sarebbe stato corretto avvertire i siciliani che siamo in già in esercizio provvisorio? E che della manovra 2017 se ne parlerà – se se ne parlerà – a febbraio, forse a marzo, forse mai, se – come noi ci auguriamo – dovessero vincere i no, liberando l’Italia da Renzi, dalle banche, JP Morgan in testa?

Ultima – non certo per importanza – precisazione. La riforma della contabilità pubblica è stata dichiarata incostituzionale. Ciò significa che anche il ‘Patto scellerato’ Renzi-Crocetta atto II del giugno scorso è nullo, perché imperniato su una legge incostituzionale (come potete leggere qui).

poiché è una storia veramente brutta – che peraltro coinvolge la Presidenza della Repubblica – sarebbe bene che il Parlamento siciliano prenda atto, già a partire da questa settimana, che la riscrittura delle norme di attuazione dell’articolo 36 dello Statuto è nulla.

Almeno questa cosa giusta la facciamo, presidente Ardizzone? Riusciamo a dare un po’ di dignità al nostro Parlamento?

 

 

 

 

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