Tutto quello che non vi hanno detto sui ‘Misteri’ dell’Anello ferroviario di Palermo

Tutto quello che non vi hanno detto sui ‘Misteri’ dell’Anello ferroviario di Palermo
14 gennaio 2019

Con questo racconto-commento Antonino Privitera completa il primo ‘ciclo’ di articoli sull’urbanistica (o quasi) di Palermo. Una città che, in verità, di urbanistica, a partire dagli anni ’50 ad oggi, ne ha vista veramente poca. In queste cinque puntate (le prime quattro le trovate allegate) vi accorgerete che, nel capoluogo siciliano, le speculazioni nel territorio non si sono mai fermate tra mafia & antimafia…Le opere ferroviarie della città  come paradigma di affari (per alcuni) e occasioni mancate (per i cittadini)

di Antonino Privitera

Ultimiamo la carrellata, anche se sommaria e superficiale, delle potenzialità compromesse a causa delle scelte da parte di chi è delegato a bene della città di Palermo, con la speranza sia stata apprezzata da quanti ci hanno seguito e concludiamo con una ultima considerazione, giusto per riprendere il filo del discorso della puntata precedente.

Si era alla valutazione iniziale dell’opera che al momento sta deliziando i palermitani: la chiusura dell’Anello ferroviario… si vuole rimanere su quest’opera per osservare alcune scelte che la Città è destinata a subire.

Per verificare l’inutilità dell’opera basta aspettare che venga ultimata, ma si ritiene doveroso accennare ai misteri che sono in essere e che si stenta a credere che tutte siano malaugurate coincidenze.

Intano l’opera nasce già di limitate possibilità in quanto si tratta di un “anello aperto” e poi la cosa più eclatante che si osserva è la previsione di un solo binario di circolazione… E’ evidente che con queste peculiarità è banale ipotizzare che non potrà soddisfare un numero variegato e ingente di utenti, anche perché – a meno che non si abiti lungo il percorso – bisogna effettuare più coincidenze, vanificando quindi la promessa velocità di spostamento.

Si pensi ad un utente che provenga dalla estrema periferia Sud che deve: lasciare l’autovettura nel parcheggio del centro commerciale Forum, quindi servirsi del Tram (che ha 20 minuti di percorrenza per arrivare al Terminal della stazione Centrale); da qui con il convoglio ferroviario arriverà in Piazza Castelnuovo con altri 20/25 minuti! Cioè servendosi di un trasporto veloce ed augurandosi che – se va bene con le coincidenze e cambi di vettore – per percorrere la distanza di sette chilometri dovrà mettere in conto almeno quaranta minuti di percorrenza!

L’osservazione che desidero fare in conclusione riguarda la reciprocità che ha cercato e trovato l’Amministrazione comunale con l’Ente Ferrovie dello Stato S.p.A. L’Ente ha da sempre operato come entità sovrana, ha avuto disponibilità di spazi e di effettuare lavori senza avere bisogno di raccordarsi con l’Amministrazione comunale, anzi forse è stato l’esatto contrario.

E’ noto a tutti la consistenza di aree di cui dispone ed i vincoli che detta. Nel centro urbano vi sono alcuni grandi spazi di proprietà ed uso esclusivo, di fatto – tralasciando le aree prettamente tecniche di Brancaccio (officine e depositi) – possiamo elencare anche aree, recentemente non pienamente operative, come: lo scalo merci di Brancaccio, l’area merci di Palermo Centrale, l’area spedizioni e merci di Palermo Notarbartolo, Palermo Sampolo, Palermo San Lorenzo Colli e Palermo Imperatore Federico, ma soprattutto l’area dismessa di Palermo Lolli.

Come ben si sa i lavori del Passante ferroviario e la Chiusura dell’Anello ferroviario non sono omaggiati dalle Ferrovie S.p.A, ma sono finanziati dal Comune di Palermo (con soldi dei cittadini palermitani), dalla Regione Sicilia (con soldi anche dei cittadini palermitani) e Fondi Europei (con soldi anche dei cittadini palermitani).

Tralasciamo gli acquisti di immobili delle Ferrovie comprati a peso d’oro dal Comune di Palermo… ma, con riferimento alla rilevante quantità di denaro in ballo, non sarebbe stato doveroso, da parte del Comune, chiedere una doverosa compensazione? Per esempio: avere in cambio delle aree da adibire a zone verdi, attrezzate, parcheggi e viabilità?

Le ferite al territorio costituite dalle enormi trincee di Palermo Notarbartolo e di Imperatore Federico sono destinate a restare in eterno così mortificando l’assetto altimetrico e la viabilità delle zone in cui ricadono? Non poteva essere una occasione per stipulare una convenzione e pretendere delle opere di compensazione?

Con particolare riferimento all’area di Palermo Lolli, non si poteva ipotizzare un futuro riuso dell’area e dei fabbricati, per scopi museali legati alla storia dei luoghi? Anche in questo caso possiamo affermare che è stata persa una importantissima occasione per restituire lustro all’impianto ferroviario di Lolli: la previsione della “fermata Lolli” lungo il Passante ferroviario è il minimo che si potesse fare, ma assieme al minimo è stato fatto anche il massimo… il massimo dell’oltraggio che si poteva fare ad un compendio storico!

Sarebbe stato logico realizzare le scale di accesso consone allo stile e quote del fabbricato viaggiatori, che opportunamente ristrutturato, avrebbe potuto ospitare spazi culturali insieme alla nuova funzione di fermata in sotterraneo, rendendo fruibile il fabbricato in stile Liberty, con una spesa sicuramente inferiore a quanto risulta: 1.150 milioni di euro.

Ma il “fato” ha vanificato tutto: infatti nel 2006, mentre la progettazione era in corso, l’Ente Ferrovie ha pensato bene di mettere in vendita il fabbricato viaggiatori e l’area di pertinenza, che sono stati acquistati da privati. Successivamente, nel 2014 – con i lavori in corso – è stata venduta un’altra porzione di area della stazione Lolli pari a circa 3.000 metri quadri!

Riteniamo che possano essere solo coincidenze o incomprensioni, ma qualcosa sicuramente si sarebbe potuto fare per evitare che i gioielli di famiglia si disperdessero, o no?

In conclusione, si ritiene che “sicuramente” i fatti e le conseguenze che si verificano sono dovuti a circostanze che il destino ha voluto si abbattessero su Palermo… al massimo possiamo solo ipotizzare che se i cittadini fossero più presenti, se le menti pensanti e le professionalità – che si sono assopite in un sonno profondo – si svegliassero per tempo, il festival delle occasioni mancate e delle incomprensioni (casuali?) non avrebbe tutta la libertà di imporre scelte frustranti per il presente ed il futuro!

(FINE), di seguito le puntate precedenti:

QUI LA QUARTA PUNTATA

QUI LA TERZA PUNTATA

QUI LA SECONDA PUNTATA

QUI LA PRIMA PUNTATA 

 



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