La disperazione della vecchia politica siciliana ricorda ‘La zattera della Medusa’

La disperazione della vecchia politica siciliana ricorda ‘La zattera della Medusa’
6 gennaio 2019

Non sapendo più a quale ‘Santo votarsi’ per tentare di raggranellare voti in uscita, gli esponenti del PD stanno cavalcando il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, in versione ‘umanitaria’ anti-salviniana. Ma è un’arma a doppio taglio, se è vero che, in queste ore, 27 Paesi europei sembra facciano a gara per non accogliere 49 migranti. Forse perché sono convinti che, oggi, chi accoglie migranti perde voti: è squallido, ma sembrerebbe che le cose stiano così

Disperati. Alla deriva. Pronti per essere inghiottiti dal prossimo appuntamento elettorale che, per la vecchia politica siciliana, si annuncia come una disfatta. Gli esponenti del PD, di Forza Italia, gli ex democristiani sembrano i protagonisti di un celebre quadro di Théodore Géricault: La zattera della Medusa. Il dipinto ha immortalato ciò che avvenne dopo il naufragio della fregata francese Méduse, finita incagliata in un fondale sabbioso. Una parte dell’equipaggio si salvò, grazie alle scialuppe, mentre la ciurma – circa 150 disgraziati – fu costretta a trovare posto su una zattera di fortuna. Il risultato fu che solo in 15 fecero ritorno a casa…

Oggi, sulla ‘zattera’ della vecchia politica siciliana, si trovano in tanti: destinazione (improbabile) il Parlamento europeo (leggere le elezioni europee previste tra quattro mesi).

Fino a qualche giorno fa non si capiva nemmeno chi è che ‘governava’ questo male affastellato ‘equipaggio’ di disperati. Da un paio di giorni sembra che il ‘timone’ sia stato preso dal sindaco di Palermo, Leoluca Orlando: sindaco di una città allo sbando, alla disperata ricerca di risorse finanziarie per tenere in piedi un Comune che annaspa.

Da qualche giorno Orlando ‘solfeggia’ sul Decreto sicurezza del Ministro leghista Matteo Salvini: non si capisce se lo vuole applicare o non applicare, se tirerà fuori dal cilindro l’obiezione di coscienza o chissà cos’altro.

Quello che resta della sinistra, vera o presunta che sia, ha subito colto la palla al balzo per cavalcare l’antileghismo in salsa umanitaria. Arma politica a doppio taglio, perché se è vero che il Decreto Salvini presenta aspetti discutibili, in tutta l’Unione Europea regna un sentimento di stanchezza verso i migranti.

E’ inutile girarci attorno: se i 27 Paesi dell’Unione europea si ‘palleggiano’, da un paio di settimane e forse più, quarantanove esseri umani – di fatto ‘prigionieri’ in una nave in mezzo al mare: una vergogna! – lo fanno sì per insensibilità, sì per egoismo e via continuando con i cattivi sentimenti: ma lo fanno, soprattutto, perché oggi, in Europa, chi accoglie migranti viene penalizzato dagli elettori. 

Può non piacere, può risultare un fatto assai umanamente ‘indigesto’: ma è così: alla realtà che preme dal basso si può anche cambiare nome, ma la sostanza resta quella che è: le elezioni europee del prossimo maggio sono troppo importanti e nessuno in Europa vuole perdere voti. 

Dove governano i ‘Populisti’ di migranti non si deve parlare; e dove governano gli anti-populisti pure, perché temono, accogliendo migranti, di regalare voti ai Populisti.

Nel caso di Malta, poi – e siamo alla cronaca di queste ore – ci sono almeno due problemi in più: i maltesi non vogliono fare sbarcare i 49 migranti perché temono di vedere arrivare altre navi targate ONG e, soprattutto, non vogliono darla vinta al Ministro italiano Salvini contro il quale hanno ingaggiato una battaglia di principio.

Orlando, sindaco di una città – Palermo – in grande affanno ha deciso di assumere la guida di un’alternativa ‘umanitaria’, dimenticando che, proprio nella città che amministra, non è che abbia proprio brillato, se è vero che ha preso la tessera del PD di Matteo Renzi, ovvero del capo del Governo italiano che ha scientificamente massacrato i lavoratori, togliendogli importanti diritti sociali in cambio di diritti civili…

Una presa in giro che gli italiani hanno capito e punito, facendo precipitare il PD al 18%.

Non solo. Da sindaco di Palermo Orlando avrebbe voluto, insieme con l’ex Ministro degli Interni Marco Minniti, anche lui del PD, piazzare un hot-spot a Palermo, tra le proteste degli abitanti dello ZEN, quartiere dove avrebbe dovuto vedere la luce il citato hot-spot. Per non parlare dell’insensibilità mostrata dalla sua amministrazione verso i senza casa (QUI TROVATE UN ARTICOLO SULL’ORLANDISMO E LE SUE CONTRADDIZIONI).

Questa sponda orlandiana in versione ‘umanitaria’ sta calamitando tanti disperati: il PD e alcuni presidenti di Regioni di centrosinistra, pronti a rivolgersi alla Corte Costituzionale per bloccare il Decreto Salvini.

In realtà, anche la ‘sinistra’ italiana in versione ‘umanitaria’ è un po’ tragicomica, se consideriamo non soltanto lo scandalo romano di ‘Mafia Capitale’, ma tutte le speculazioni portate avanti con la cosiddetta accoglienza dei migranti.

In Sicilia, poi, la ‘zattera’ umanitaria messa su dal sindaco di Palermo dovrebbe ‘imbarcare’ il PD di Davide Faraone, che si è preso la segreteria regionale con un atto di prepotenza un po’ grottesco, e la parte del PD che è contro Faraone! Una confusione totale!

Di più: qualcuno fa notare che Orlando non ha mai portato fortuna )e soprattutto voti) alla sinistra. Semmai, dalla seconda metà degli anni ’80 ad oggi, l’ha sempre indebolita e in qualche caso anche umiliata. Ma la disperazione, si sa, non dà tante scelte: se si è in mare e c’è una ‘zattera’ si prende posto e basta…

In tutto questo, nella ‘zattera’ tenta di trovare posto anche il ‘capo’ di Forza Italia in Sicilia, Gianfranco Miccichè, che dentro il suo partito è sempre più stretto, ben sapendo che se la lista azzurra andrà da sola nel collegio Sicilia-Sardegna il suo eventuale candidato – più disperato di lui – arriverà matematicamente ultimo…

Come certi personaggi de I Vicerè di Federico De Roberto, per Miccichè, oggi, destra, sinistra e centro significano poco o nulla: sa che la presidenza dell’Ars che ha acciuffato Iddio solo sa come (e lo sanno anche i deputati regionale del PD…) è il suo ultimo ‘giro’ e vorrebbe chiudere in bellezza, magari sconfiggendo i ‘Populisti’: ma anche lui sa che l’abbraccio con Orlando e con il PD, più che per convinzione, avverrebbe per disperazione…

Poi ci sono gli ex democristiani, per ora divisi. Quelli del Cantiere Popolare non hanno molte alternative: sperano in un listone di centrodestra, ma sono troppo intelligenti per non capire che la strada è impervia e portare qualcuno di loro a Strasburgo, con gli attuali chiari di luna, sarà quasi impossibile.

Dalle parti dell’UDC di Lorenzo Cesa se la stanno pensando: probabilmente, in un listone unico del centrodestra un loro candidato/a ce la potrebbe fare, a patto che tutti votino per lui/lei: cosa piuttosto improbabile. Tra l’altro, aspettano di capire quello che succederà, anche se Vincenzo Figuccia, parlamentare regionale dell’UDC, ha già detto che non andrà né con Orlando, né con il PD.

Chi non si è ‘imbarcato’ nella ‘zattera’ è il presidente della Regione, Nello Musumeci: ed è anche logico: già si trova a governare (o quasi) una ‘zattera’ un po’ più grande della Medusa, e sa i fondali sabbiosi dove potrebbe incagliarsi la zattera-Regione non mancano…

 

 

 



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