terza pagina/Lu sazio nun cridi a lu dijunu

terza pagina/Lu sazio nun cridi a lu dijunu
5 dicembre 2018
La nostra rubrica dedicata alle pillole culturali: gli incipit tratti dai grandi romanzi, gli aforismi di scrittori e filosofi, i siciliani da non dimenticare, gli anniversari di fatti storici noti e meno noti, la Sicilia dei grandi viaggiatori, i proverbi della nostra tradizione e tanto altro ancora. Buona lettura

terza pagina

a cura di Dario Cangemi

Incipit

Un classico buongiorno. O, se preferite, un buon giorno ricordando un grande romanzo. Il modo migliore di iniziare una giornata: l’incipit di un grande libro. Se lo avete già letto sarà un bel ricordo. Se no, potrebbe invogliarvi alla lettura.

‘’Nel cervello c’è una zona speciale che potremmo chiamare memoria poetica che registra tutto quello che ci affascina o ci commuove, cioè che rende bella la nostra vita’’.

Milan Kundera, “L’insostenibile leggerezza dell’essere”

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Pensieri sparsi

L’aforisma, la sentenza, sosteneva Nietzsche, sono le forme dell’eternità. L’aforisma é paragonato dal filosofo tedesco alle figure in rilievo, che, essendo incomplete, richiedono all’osservatore di completare ‘’col pensiero ciò che si staglia davanti’’.

‘’Tutto se ne va, tutto passa, l’acqua scorre e il cuore dimentica’’.

Gustave Flaubert, “Madame Bovary”

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Eventi e fatti storici

1492 – Cristoforo Colombo diventa il primo europeo a mettere piede sull’isola di Hispaniola (oggi Haiti e Repubblica Dominicana), Hispaniola è stata la prima colonia europea nel Nuovo Mondo, fondata da Cristoforo Colombo nei suoi viaggi del 1492 e 1493. È la seconda isola delle Antille per superficie dopo Cuba (22° al mondo), ma risulta la più popolosa delle Americhe e la decima al mondo.

1456 – un immane terremoto sconvolge la Campania e le regioni circostanti, con epicentro nella zona del Sannio ebbe una magnitudo di circa 7.1, con ripetute scosse secondarie nella zona dell’Irpinia e del Molise. Migliaia le vittime (oltre 30.000), probabilmente si tratta del terremoto più forte che si è avuto sulla terra ferma in Italia nell’ultimo millennio, ad eccezione del Terremoto di Messina del 1908 e del Terremoto del Val di Noto del 1693 in Sicilia.

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Siciliani notevoli da ricordare

Ida Carrara

(Bonorva,Sassari 16/6/1928 – Catania 5/12/2013), attrice poliedrica di teatro, cinema, televisione. Erede di una famiglia che da sette generazioni fa teatro, ultima di undici figli, nata da Aristide Carrara, agrigentino, e da Cesira Tolu di origine sarda. Giovane attrice recita con la compagnia di Paola Borboni poi entra nella compagnia siciliana di Rosina Anselmi e Michele Abruzzo. Nella stagione 1948/49 fa parte della compagnia di Rosso di San Secondo con Rocco d’Assunta. Nel 1951 sposa Turi Ferro e con lui inizia un sodalizio artistico che si conclude con la morte del marito nel 2001: recita opere di autori come Verga, De Roberto, Fava, Sciascia, Dacia Maraini, Pirandello e ancora Cechov, Molière, Garcia Lorca, ecc. E’ morta il 5 dicembre scorso all’età di 85 anni; la tradizione artistica continua con i figli Enza, Guglielmo, regista, Francesca, attrice e regista.

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Viaggio e cultura: il rapporto degli scrittori con la Sicilia

‘’Qui nel centro del Mediterraneo, dove ancora è possibile respirare l’incanto e il genio di Federico II, ho passato giorni magnifici […] Ma, attenzione, la Sicilia non è tutta teatro, ci sono le donne che hanno la pelle più bella e più luminosa del mondo. Lei ricorda La terra trema di Luchino Visconti? Quelle donne siciliane vestite di nero, ma un po’ scollate, al punto giusto, luminose e provocanti come non mai. Andate a rivedere quel film e poi ne riparliamo. Comunque in fatto di donne, difficilmente mi sbaglio’’. (Giorgio Albertazzi)

E’ il 2009…

In una tiepida sera d’agosto, uno sgabello, un leggio, un fascio di luce, una voce calda. “Giorgio Albertazzi legge i Malavoglia”, rivive così l’essenza di una Sicilia lontana ma ancora attuale: lo sguardo intenso e la voce ferma ci riportano alla casa del Nespolo, dimora della famiglia Malavoglia, dei valori arcaici, di un progresso impossibile e inattuabile: “A chi vuol bene Dio manda pene, questa la massima espressione di sintesi e classicità che ritroviamo in Verga” ha affermato Albertazzi ” ed è ciò che lo rende così straordinariamente vicino alla tragedia greca”.

“La terra bruciata, rosolata dal sole – ha continuato Albertazzi – passionale come le sue donne dalla pelle luminosa, di una luce, diceva Visconti, che dà un senso al vivere.

In questi impervi itinerari che conducono nei suggestivi luoghi di Sicilia, le pietre parlano, la natura racconta, la poesia si esprime, la storia lascia traccia di sé nell’aria che respiriamo”.

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La scuola poetica siciliana

La scuola poetica siciliana è la prima forma di letteratura laica in Italia. Suo promotore fu l’Imperatore Federico II di Svevia. Questa scuola vide il suo apice tra il 1230 e il 1250. Nacque come una poesia di corte, infatti autori dei più noti sonetti sono lo stesso Federico II e membri della sua corte quali Pier delle Vigne, Re Enzo, figlio di Federico, Rinaldo d’Aquino, Jacopo da Lentini (funzionario della curia imperiale), Stefano protonotaro da Messina…La lingua usata era il siciliano o meglio il siculo-appulo.

‘’..sanza mia donna non vi voria gire,

quella c’à blonda testa e claro viso,

che sanza lei non poteria gaudere,

estando da la mia donna diviso…’’

Io m’aggio posto in core a Dio servire Giacomo da Lentini

XIII secolo

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Proverbi Siciliani

Il proverbio è la più antica forma di slogan, mirante non già ad incentivare l’uso di un prodotto commerciale, bensì a diffondere o a frenare un determinato habitus comportamentale, un particolare modo di valutare le cose, di interpretare la realtà.

Lu sazio nun cridi a lu dijunu. (Chi è sazio non crede al digiuno)



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